Stangata Tari ai commercianti, gli ambientalisti: "Pagavano meno del dovuto, con costi maggiori per le famiglie"

"Nella polemica del caro bollette di questi giorni tutto dipenderebbe dal fatto che “dovendo comunque coprire il costo del servizio, ci sono alcuni che prima pagavano meno del dovuto, e quindi  ora  pagheranno di più e viceversa"

Far pagare alle imprese le tariffe effettive per i rifiuti che producono: nel dibattito sul caro bolletta della Tari ai commercianti, con stangate fino a tre volte superiori a quanto pagato nel 2018, intervengono anche gli ambientalisti riuniti nel Tavolo delle associazioni ambientaliste (Taaf). Scrive Alberto Conti, coordinatore del Taaf: “La tariffa puntuale, che Alea ha cominciato ad introdurre quest'anno, ma che entro un anno tutti i gestori dovranno per legge applicare, sana un regime di tariffazione ingiusto, in precedenza basato sui metri quadri di case o aziende e non invece sui rifiuti effettivamente prodotti e consegnati al sistema pubblico di raccolta, come accade ora. Si scopre così che, prima di Alea, utenti che producevano molti rifiuti in pochi metri quadri pagavano poco e magari non dividevano niente, riversando i costi su tutti gli altri utenti, che dovevano pagare anche per loro. Con la tariffa puntuale, ormai obbligatoria, si applica perciò il principio responsabilizzante del 'chi inquina paga'”.

Insomma, nella polemica del caro bollette di questi giorni tutto dipenderebbe dal fatto che “dovendo comunque coprire il costo del servizio, ci sono alcuni che prima pagavano meno del dovuto, e quindi  ora  pagheranno di più e viceversa, peraltro  in una situazione, come quella di Forlì e comprensorio , dove la società è riuscita a ridurre il costo complessivo del servizio di ben il 9%”.

Gli ambientalisti difendono Alea, che tuttavia non fa altro che applicare le tariffe decise dai Comuni soci: “Alea, non ha solo rispettato la nuova  normativa, ha anche attivato  un sistema (porta a porta con tariffa puntuale) che da una parte permette di individuare in modo preciso i comportamenti e i conferimenti dei singoli utenti, dall'altra sta ottenendo ottimi risultati sia per la fortissima riduzione dei rifiuti da  incenerire (4 volte in meno di prima), sia per l'ottima qualità delle frazioni differenziate. Infatti esse contengono impurità 3 volte in meno rispetto ai Comuni dove è rimasta la raccolta stradale e/o sono stati introdotti i cosiddetti cassonetti  con calotta. Il loro risultato qualitativo e quantitativo è molto inferiore a quello del porta a porta ed il loro costo di installazione e manutenzione è parecchio elevato. L’obiettivo primario, ricordiamolo, è quello di riciclare il più possibile il rifiuto raccolto, in alternativa all’incenerimento, e per il riciclo occorre una raccolta di qualità che le calotte non consentono”.

Il Taaf chiede quindi alla imprese di cambiare sensibilità: “Sicuramente , come è accaduto ovunque il sistema porta a porta a porta sia stato introdotto (ormai riguarda  milioni di abitanti anche in Italia), non tutto può essere previsto in partenza. Occorre tempo per apportare  vari aggiustamenti, peraltro  già in parte avviati, tanto che per le famiglie il gradimento appare sempre più evidente. Un po’ di tempo in più serve anche  per le aziende, che non sempre sembrano essersi adattate al cambiamento. Esse infatti oggi producono il doppio dei rifiuti a smaltimento rispetto alle famiglie, pur pagando  complessivamente meno della metà del costo totale del servizio di raccolta. Alea poi sta mettendo a disposizione la propria consulenza gratuita per quelle aziende che intendano ridurre i loro rifiuti indifferenziati e migliorare  la qualità delle frazioni differenziate. Comunque, attraverso il confronto, qualsiasi difficoltà è superabile, se ciascuno si assume le proprie responsabilità. I Comuni soci di Alea, assieme ai funzionari di questa,  stanno già lavorando in tal senso. Ci si deve augurare che all’evoluzione  voluta dai Comuni soci con il sistema Alea tutti si attengano. Il porta a porta, in alternativa ai peggiorativi cassonetti o calotte , utili solo all’esercizio dell’ “usa e getta”, va rafforzato e consolidato in ragione dell’obiettivo irrinunciabile del riciclo. Questo è quanto richiesto dai cittadini in anni di lotte contro l’incenerimento".

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