Poste, nuova responsabile alla direzione del centro di recapito di via Bertini

Silvia Rinaldi è la nuova responsabile del centro di recapito di Forlì. Laureata in Filosofia, lavora in Azienda dal 1984 e ha al suo attivo una notevole esperienza nel settore dei servizi postali

Silvia Rinaldi è la nuova responsabile del centro di recapito di Forlì. Laureata in Filosofia, lavora in Azienda dal 1984 e ha al suo attivo una notevole esperienza nel settore dei servizi postali, avendo diretto in precedenza i centri di recapito di Lugo, Ravenna Meucci Bis e Faenza.

Nel nuovo incarico guiderà l’attività di 112 addetti, fra portalettere e personale per le lavorazioni interne. Con una flotta composta da 19 auto, 18 motomezzi, 5 biciclette e 6 quadricicli a trazione elettrica (Free Duck), il Centro di Distribuzione di Forlì provvede alla consegna della corrispondenza a circa 27.590 numeri civici, cui corrispondono oltre 57.000 famiglie e oltre 8.300 tra esercizi commerciali e imprese, in un territorio suddiviso in 48 zone di recapito che, oltre a Forlì, comprende le frazioni di San Martino in Strada, Carpinello, Roncadello e Villafranca. 

«E’ fondamentale per noi avere un dialogo costante con cittadini, amministrazioni e aziende nel territorio che serviamo - afferma la nuova responsabile - attraverso cui sviluppare e consolidare i rapporti per fornire nuovi servizi integrati e prodotti all’altezza delle aspettative». 

I portalettere del centro di recapito di via Bertini sono tutti dotati di palmare e pos, quindi in grado di accettare bollettini di pagamento, fare ricariche Postemobile e Postepay, accettare Raccomandate (anche con avviso di ricevimento) destinate a tutto il territorio nazionale. Dopo l’acquisizione dei dati per la validazione con il palmare, si procede al pagamento inserendo la carta Postamat o Postepay, oppure le carte del circuito Cirrus/Maestro, nel lettore Pos che rilascia la ricevuta in duplice copia. La figura del “postino telematico” riveste anche un ruolo altamente sociale poiché il servizio offerto mira ad andare incontro in particolar modo alle fasce di cittadini più “deboli” (ultrasettantenni, portatori di disabilità o con difficoltà deambulatorie, donne in stato di gravidanza o con bambini di età inferiore ai due anni), i quali senza uscire di casa possono avere a disposizione un piccolo ufficio postale a domicilio. 
 

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