Le Poste chiudono il centro di consegna delle raccomandate: lunghe attese e disservizi

L'ultima novità, realizzata da Poste Italiane, rischia di trasformarsi nell'ennesimo disservizio per gli utenti del servizio postale nella città di Forlì

Il ritiro delle lettere raccomandate è sempre più un calvario. L'ultima novità, realizzata da Poste Italiane, rischia di trasformarsi nell'ennesimo disservizio per gli utenti del servizio postale nella città di Forlì. Alcune settimane fa, infatti, come confermato dall'ufficio stampa, le Poste hanno dismesso il centro unificato di consegna di pacchi e lettere raccomandate, che si trovava nel centro di smistamento di via Bertini. In questo modo le tante persone che, per lavoro o altri motivi, non sono quasi mai a casa negli orari di passaggio dell'addetto al recapito a domicilio, potevano passare nel centro di via Bertini a partire dal giorno successivo e già si potevano prendere la raccomandata o il pacco.

Al di là dell'allestimento particolarmente “spartano”, il centro di via Bertini aveva orari di consegna molto ampi (sia la mattina che la pausa pranzo che il pomeriggio ed anche il sabato), la disponibilità di parcheggio e tempi di attesa piuttosto ridotti, in ogni caso ripartiti sullo stesso tipo di utenza, vale a dire i destinatari degli avvisi di deposito della raccomandata. Da qualche tempo, invece, è stato radicalmente modificato il servizio. Le raccomandate non consegnate a domicilio per assenza del destinatario oggi vengono “rimbalzate” nell'ufficio postale più vicino alla residenza. Intanto si allunga il tempo di attesa per poter andare a prendere il proprio plico: due giorni e non più uno dal deposito dell'avviso.

Ma il vero calvario avviene all'interno degli uffici postali. Chi ha la sventura di vivere in un'area servita da un ufficio postale normalmente molto affollato come le Poste centrali in piazza Saffi per il centro oppure la filiale di piazzale della Vittoria, le attese per ritirare una raccomandata possono arrivare anche a superare l'ora, non tanto, chiaramente, per tutti coloro arrivati prima che devono prendere la loro raccomandata, ma per il sistema di gestione delle attese, con le file differenziate tra utenti “Bancoposta” e “cittadini normali”. Succede, insomma, di vedersi passare davanti numerose persone, e magari si hanno i minuti contati per quello che è un servizio pubblico, dal momento che nelle raccomandate spesso si trova corrispondenza proveniente da uffici pubblici e a volte con tempi perentori di risposta.

Non va meglio da chi è servito da uffici postali meno congestionati. In molti quartieri residenziali della città, come per esempio Ca' Ossi, la possibilità di avere la propria raccomandata è limitata all'una e mezza come ultimo orario utile, dal momento che gli uffici postali più piccoli sono chiusi nel pomeriggio. Quindi per chi lavora, ottenere una raccomandata significa doversi prendere delle ore di permesso dal lavoro oppure attendere il sabato, magari per un avviso consegnato il lunedì precedente. Altre segnalazioni riguardano altri quartieri periferici, i cui utenti vengono “rimbalzati” negli uffici postali di frazione, lontani anche alcuni chilometri da Forlì.

ForlìToday ha chiesto informazione a Poste Italiane sui motivi della scelta che sta generando disagi tra gli utenti ed è in attesa di una risposta. Un sospetto è che in questo modo l'utenza di chi deve ritirare la raccomandata viene inviata ai diversi sportelli degli uffici postali, dove poi l'addetto può proporre i servizi più vari, da quelli bancari ai buoni fruttiferi e altre forme di investimento, fino ai servizi per la telefonia mobile. Insomma, se di questo si tratta, più che mandare l'attività promozionale dal cliente, si manda il cliente all'attività promozionale, incuranti, però, dei disservizi causati.

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