Predappio, il Servizio Austriaco consegna il premio AHMA al sindaco Frassineti

L'incontro ufficiale, introdotto dal vice sindaco Chiara Venturi, moderato da Felix Hafner e intervallato da interventi musicali del Trio Art Noveau, ha visto anche la trasmissione video del messaggio augurale inviato dal presidente austriaco uscente Heinz Fischer e del Ministro per i beni sociali Alois Stöger.

"Perché questo premio a Frassineti? Perché è un sindaco molto coraggioso". Così Andreas Maislinger, fondatore dell’associazione “Österreichischer Auslandsdienst - Servizio austriaco all’estero”, ha dichiarato in apertura del suo intervento sabato 3 settembre nel teatro Comunale di Predappio, poco prima della consegna della 11esima edizione del premio Austrian Holocaust Memorial Award (AHMA) al sindaco di Predappio. Giorgio Frassineti è il primo italiano a riceverlo, per il suo impegno nella ricerca svolta su fascismo e nazionalsocialismo e per la volontà dimostrata nel portare avanti una visione obiettiva su questi temi, attraverso un Centro di Documentazione del Novecento in fase di realizzazione nella ex Casa del Fascio di Predappio. "È il sindaco di un piccolo paese - ha proseguito Maislinger - ma la sua politica è di livello mondiale. Con questo riconoscimento intendiamo aiutarlo a proseguire su questa strada, e vogliamo continuare a lavorare con Predappio".

La strada dei due si era già intrecciata nel 2010, quando Frassineti venne invitato a tenere una conferenza a Braunan am Inn, in Austria, paese natale di Adolf Hitler. Un'esperienza non facile per lui: "Qualche mese prima - ricorda - invitato a Forlimpopoli per parlare di Mussolini, mi accolsero tirandomi pomodori... Fu importante, invece, conoscere sindaci e amministratori di paesi segnati dalla storia, con problemi simili a quelli di Predappio". A parlare di scelta coraggiosa è anche Alberto De Bernardi, professore di Storia contemporanea presso l’Università di Bologna e presidente dell’Istituto Parri di Bologna, al quale il Comune di Predappio ha affidato l'incarico di progettare l’esposizione permanente che sarà collocata all’interno dell’Ex casa del Fascio e dell’Ospitalità. "L'Italia - dice De Bernardi - fatica a fare i conti con la propria storia. A livello nazionale non c'è né un museo sul fascismo né sull'anti-fascismo. Un museo sul fascismo lo si poteva fare a Roma o a Milano, ma farlo nel paese dove il dittatore ha costruito il mito di se stesso ha un altro valore, educativo e culturale, anche per i nostalgici che qui vengono in pellegrinaggio. Il lavoro di Frassineti - ha sottolineato - s'inserisce in un contesto particolare, che rende il suo sforzo ancora più serio e originale. È importante che questo cammino sia cominciato. E se è cominciato il merito è esclusivamente suo".

01 Presentazione Chiara Venturi-2

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