Presidio in Piazza Ordelaffi per chiedere lo stop dell'attacco turco in Siria

"Siamo angosciati e preoccupati per quanto sta accadendo al confine tra Turchia e Siria, una regione già funestata da una guerra cruenta durata molti anni che ha prodotto innumerevoli vittime, soprattutto tra i civili", evidenziano le associazioni e sindacati

Venerdì pomeriggio, alle 18,30, è stato organizzato un presidio in Piazza Ordelaffi per chiedere il cessate il fuoco della Turchia in Siria. "Siamo angosciati e preoccupati per quanto sta accadendo al confine tra Turchia e Siria, una regione già funestata da una guerra cruenta durata molti anni che ha prodotto innumerevoli vittime, soprattutto tra i civili", evidenziano Anpi, Associazione Luciano Lama Forlì-Cesena, Centro per la Pace, Cgil, Cisl e Uil, Fondazione Alfred Lewin, Forlì Citta Aperta, Comitato per la otta contro la fame nel mondo, Forum delle Donne, Libera, Rete degli Studenti Medi, Rete degli Universitari, Tavolo permanente delle associazioni contro la violenza alle donne, Udi, Udi e Un secco no che hanno aderito alla manifestazione.

"La convivenza tra la popolazione turca e curda in queste regioni è stata storicamente possibile e potrà esserlo ancora solo se lo Stato Turco accetta di sedersi a un tavolo di trattative con i rappresentanti curdi, con pari dignità, per trovare un accordo sul riconoscimento e indipendenza dei loro territori", viene aggiunto. Le associazioni e sindacati chiedono che "si fermino le manovre di invasione del territorio curdo, che si avvii immediatamente una forte e decisa azione diplomatica, e che governo italiano e unione europea chiedano che la questione vanga immediatamente discussa dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite".

Sulla questione interviene il deputato romagnolo di "Italia Viva", Marco Di Maio: "L'offensiva lanciata dal presidente turco Erdogan contro il popolo curdo è un atto vile e criminale. L'Europa e l'Italia non possono restare a guardare e devono mobilitare tutta la propria capacità diplomatica e di persuasione pacifica, a partire dagli organismi multilaterali di cui fa parte, affinché si eviti una nuova escalation di violenza e vittime. La mobilitazione dell'opinione pubblica è altrettanto importante per sostenere la causa degli amici curdi, che peraltro hanno combattuto sul territorio l'avanzata dell'estremismo islamico pagando un prezzo enorme in termini di vite umane e feriti. Per questo motivo dichiaro la mia adesione come deputato della Repubblica e quella del movimento “Italia Viva” alla mobilitazione".

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