Pronto il "Piano del Commercio": ecco le future grandi aree commerciali della città

Sono le cinque aree da cui passerà il futuro commerciale della città, almeno per quanto riguarda le cosiddette “medie strutture di vendita”

Le aree in rosso sono quelle dove sono concesse le medie strutture di vendita

Radicale trasformazione del centro commerciale “I Portici” (senza nuove edificazioni), riqualificazione in chiave commerciale dell'ex Centrale Avicola tra viale Risorgimento e viale dell'Appennino, aumento  delle superfici di vendita già previste a Pieve Acquedotto (tra il casello dell'A14 e il centro commerciale “Punta di Ferro”) e realizzazione di due aree commerciali, una al Ronco, prospiciente sulla rotonda tra viale Roma e via Zangheri e l'altra nel quadrilatero tra via Bertini-Balzella-Correcchio-Bernale: sono le cinque aree da cui passerà il futuro commerciale della città, almeno per quanto riguarda le cosiddette “medie strutture di vendita”, vale a dire fino a 2.500 metri quadri di superficie destinata alle vendite. Non si tratta quindi di ipermercati (che resta uno solo, quello del 'Punta di Ferro') ma neanche piccoli negozi (che di solito sono sotto i 250 mq), bensì supermercati e grandi magazzini paragonabili come dimensioni, per fare un esempio, all'ultimo arrivato in città in ordine di tempo, il 'Globo' di fronte all'uscita autostradale.

Al varo il “Piano del commercio”

E' quanto emerge dal “Piano del Commercio”, predisposto circa un anno fa in Comune, ed ora giunto alla sua fase finale, con la presentazione in commissione comunale e la sua approvazione nel Consiglio Comunale del 19 dicembre. Tecnicamente si tratta di due varianti ai piani vigenti: una al Poc (piano operativo comunale), ed una al Rue (Regolamento urbanistico edilizio). Ma lo scopo è uno solo: razionalizzare le aree destinate alle medie superfici di vendita. “Abbiamo dato ordine e razionalità all'assetto del territorio, attraverso una 'Valsat', una valutazione strategica degli impatti sulla salute, sull'ambiente e sul traffico, riducendo le aree destinate potenzialmente a questo tipo di superfici di vendita da 463 a 97”, spiega l'assessore all'Urbanistica Francesca Gardini. L'idea che una città come Forlì potesse ospitare qualcosa come 463 aree commerciali (poco più di una ogni 200 abitanti) era spropositata e figlia di una liberalizzazione sfrenata e che non teneva conto delle ultime indicazioni sul consumo di suolo e soprattutto della depressione commerciale degli ultimi anni, tanto che la stragrande maggioranza di queste aree non sono mai state realizzate, pur potendosi potenzialmente fare con gli attuali piani regolatori. Per questo la maggioranza dei proprietari di queste aree non si è neanche opposto al “declassamento” di queste superfici che restano comunque edificabili, ma non per aree di vendita medio-grandi.

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“Arriviamo ad una fase conclusiva di un lungo iter in materia di commercio, è stato un lavoro lungo e corposo, previsto come uno degli obiettivi di mandato”, chiosa il sindaco Davide Drei. E aggiunge Gardini: “In questo modo promuoviamo il recupero del patrimonio edilizio esistente e riduciamo il consumo di suolo”. In totale le varianti concedono 25 aree medio-grandi (fino a 2.500 metri quadri) e 71 medio-piccole (fino a 1.500 metri quadri). Di queste 96, circa 45 sono state già attuate, 72 sono aree già urbanizzate, edificate o da riqualificare, mentre sono 24 le aree non urbanizzate. In totale sono giunte 34 osservazioni, di cui 14 accolte. L'unica area aggiunta alle 96 inizialmente previste è un'area edificabile che si trova in via Ravegnana, all'Ospedaletto, di proprietà dell'Istituto di sostentamento del clero.

Gli interventi più immediati

Ronco - Non mancheranno anche nuovi interventi, alcuni dei quali potranno subito partire coi cantieri. Con le varianti, infatti, vengono approvati anche i piani attuativi di due aree. Al Ronco sorgerà una superficie di 5.000 metri quadri da destinarsi ad una parte  non alimentare (2.500 mq) e supermercato Conad (per 2.500 mq), spostando ed ampliando l'attuale punto vendita di via Seganti. Tale struttura nascerà sulla rotonda tra viale Roma e via Zangheri.

Via Balzella-Bertini-Correcchio-Bernale - In questo quadrilatero solo in piccola parte urbanizzato, stretto tra la zona industriale e il quartiere di Coriano, potrà prendere il via il cantiere per la realizzazione di grandi magazzini commerciali per 10.000 metri quadri di superficie di vendita. L'unico vincolo è che non ci siano grandi supermercati. Con le varianti, infatti, passa anche un piano attuativo per quest'area, che appartiene interamente all'immobiliare “Omnia” di Davide Orioli.

Portici – Si potrà partire subito anche ai “Portici”, il cui degrado e desertificazione commerciale è sotto gli occhi di tutti, pur avendo l'area appena 13 anni di vita. Qui gli spazi già esistenti saranno riorganizzati in due grandi poli: quello alimentare, la Coop, che potrà ampliarsi da 1.500 a 2.500 metri quadri (inglobando l'attiguo grande magazzino Upim), e un altro polo non alimentare di dimensioni simili, demolendo le divisioni interne della galleria commerciale ormai in disuso. Questo, secondo gli esperti di insediamenti commerciali, dovrebbe ricreare attrattiva e quel tessuto di passeggio e traffico pedonale che è sempre mancato anche all'area residenziale posteriore.

Centrale Avicola Romagnola – Una medio-grande superficie di vendita potrà sorgere nell'ex area produttiva della Centrale Avicola Romagnola, un'area dismessa destinata in passato ad un'azienda avicola che si trova tra viale Risorgimento e viale dell'Appennino. Anche in questo caso è permesso l'insediamento di una grande superficie alimentare o non fino a 2.500 metri quadri. La proprietà dell'area è della Regione e non ci sono ad ora progetti depositati, ma visto che confinante all'area dismessa c'è un punto vendita Conad, non è escluso che l'area possa fare gola al colosso forlivese della grande distribuzione organizzata, viceversa nel giro di un centinaio di metri in viale Risorgimento potrebbero spuntare ben tre insegne diverse di supermercato. 

Pieve Acquedotto  - E' da circa 15 anni che il “triangolo” compreso tra l'attuale centro commerciale 'Punta di Ferro', via Gordini e il casello dell'A14, con una dozzina di aree in tutto, è stato destinato ad accogliere il più grande parco commerciale di Forlì, nelle intenzioni in grado di accogliere tramite la vicinanza all'autostrada flussi commerciali anche da fuori città, un po' come la grande area commerciale di Savignano Mare. Questa “vocazione” viene confermata dal “Piano del commercio” ed anzi facilitata, aumentando – a parità di volumetria concesse – le superfici di vendita per due aree, convertendo cioè a commerciale altre superfici già autorizzate ma per altri usi, come per esempio gli uffici. Le aree passano da 5.000 mq a 6.500 e da 9.500 mq a 13.000, con l'accoglimento delle osservazioni di “Immobiliare Casello” (su un'area acquisita inizialmente per fare la sede del Credito di Romagna) e “Forlì Nord” (immobiliare che fa di fatto capo a Conad). In questo caso non sono permesse grandi superfici alimentari. Qui i tempi sono più lunghi, in quanto non sono depositati in Comune ancora dei piani attuativi.

Cento storico

Il “Piano del Commercio” prevede delle facilitazioni anche per il centro storico. La prima è che tutto il cuore della città ma anche i borghi antichi fuori dai viali della circonvallazione possono urbanisticamente ospitare medio-grandi superfici di vendita (ed è per questo che tutto il centro storico, nella foto sopra ha la colorazione rossa), facilitando in questo modo l'accorpamento di piccoli locali commerciali e derogando sulla dotazione di parcheggi privati dell'attività commerciale. Ma va da sé che questa parte della città dispone di pochissimi spazi liberi per queste operazioni urbanistiche mentre gravano diversi vincoli storici, che non sono toccati dal “Piano del commercio”. Tuttavia, rilevano dal Comune, qualcosa si è già mosso, per esempio con la recente apertura di un grande magazzino di bricolage in viale Vittorio Veneto.

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Il centro, invece, beneficerà di 1 milione e 250mila euro che i privati che hanno aree commerciali a Pieve Acquedotto dovranno versare al Comune come “opera compensativa”. “Non si tratta di valori calcolati in modo matematico, ma importi consistenti, superiori alle aspettative a detta anche delle associazioni di categoria dei commercianti, che arriveranno interamente dalla periferia al centro storico”, sempre Gardini. Un'altra grande opera compensativa che arriverà come contropartita per il via ai nuovi insediamenti commerciali sarà una lunga pista ciclabile dal parco urbano (già a sua volta connesso ciclo-pedonalmente ai quartieri e al centro storico) fino all'ospedale e al quartiere Romiti.

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