Quale futuro per la democrazia?

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

"La democrazia ha bisogno di essere costantemente difesa e promossa, custodita e rafforzata, di nutrirsi di partecipazione, di consenso e ha bisogno anche che si rigeneri costantemente un patrimonio fatto di principi condivisi, di senso delle istituzioni, di accettazione delle regole, di conoscenza e rispetto delle forme e dei tempi. Difenderla e promuoverla significa riconoscere e accettare i suoi limiti, fare i conti con la fatica di tenersi informati e di accettare il confronto, con la necessità di una partecipazione appassionata e disinteressata e anche con l’inevitabile impossibilità di ri­solvere tutti i problemi di cui la politica è chiamata a farsi carico: questo implica avere la consapevolezza che anche la democrazia ha bisogno di manutenzione. La società evolve, cambiano i problemi, variano la dimensione e la portata dei processi economici, culturali, scientifici ed etici con cui misurarsi: è inevitabile che debbano cambiare anche forme, priorità e assetti dei sistemi democratici.

Emerge allora una duplicità di piani su cui si gioca la possibilità che anche in una stagione apparentemente così difficile possa realizzarsi una reale rigenerazione della democrazia. C’è anzitutto una responsabilità degli attori della politica e del confronto pubblico: tutti chiamati a mantenere un atteggiamento tale da rinforzarla invece che corrodere forme e sostanze, a mostrare un comportamento, un linguaggio e un senso delle istituzioni che possa essere di esempio per i cittadini. Ci sono anche responsabilità che “competono a noi”: alla società civile, al tessuto dell’associazionismo e del volontariato, al mondo della scuola e della cultura, alla realtà ecclesiale. Si tratta di concorrere alla formazione di cittadini consapevoli e generosi, capaci di una partecipazione appassionata e critica alla vita democratica per contribuire, insieme, alla maturazione di una cultura e di un’attitudine democratica diffusa. 

Occorre insistere sulla necessità di creare occasioni e spazi di informazione, formazione e confronto in un contesto sociale, politico e sulle tante forme di partecipazione concreta alla costruzione del bene comune. Sono responsabilità che dobbiamo sentire nostre, e che ci chiedono di non smettere mai di promuovere una “cultura della democrazia”. Un compito da portare avanti nella consapevolezza che è un modo fondamentale per contribuire a far sì che la democrazia abbia un futuro".

Edoardo Russo
Presidente di Azione Cattolica
Diocesi Forlì-Bertinoro

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