La promessa del ministro Cancellieri: "Introdurrò il reato di omicidio stradale"

L'Asaps, attraverso il presidente Giordano Biserni, annuncia che "seguirà con attenzione affinché l'impegno del ministro Cancellieri che ora consideriamo irrevocabile (e irrinunciabile) e del Governo, proceda con celerità"

"Entro gennaio porterò in Consiglio dei Ministri un pacchetto di norme sulla giustizia che conterrà anche l'introduzione del reato di omicidio stradale". L'annuncio è del ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, che, interpellata telefonicamente dal Tg5, ha confermato l'intenzione di procedere già a gennaio in questa direzione, con l'obiettivo di colpire "gli autori di questi reati, che sono gravi, per fare in modo che le vittime abbiano la giustizia che meritano. Spesso infatti le famiglie delle vittime si sentono offese nel loro dolore perché non hanno i riscontri che meriterebbero".

L'Asaps, attraverso il presidente Giordano Biserni, annuncia che "seguirà con attenzione affinché l'impegno del ministro Cancellieri che ora consideriamo irrevocabile (e irrinunciabile) e del Governo, proceda con celerità e non si spiaggi come nella scorsa legislatura in un Parlamento nel quale l'ex ministro di Giustizia si era dichiarato non favorevole all'adozione di questa nuova figura di omicidio. Si tratterà di capire come la nuova figura dell'Omicidio stradale potrà poi conciliarsi e incasellarsi con la progettata riforma della giustizia, e quindi del sistema di procedura penale di cui si parla in questo periodo".

"In un Paese serio la sistematica configurazione del dolo eventuale per questo tipo di omicidi alla guida alcol-narco correlati, sarebbe potuta bastare - chiosa -. Ma i fatti hanno dimostrato ampiamente che non è così. Il nodo di fondo sono poi le pene minime (2 o 3 anni) previste per l'omicidio colposo dal codice penale anche nelle ipotesi di violazioni del Codice della strada o di guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di stupefacenti". Asaps e le associazioni promotrici chiedono anche per i casi di Omicidio stradale il cosiddetto 'ergastolo della patente': "chi elimina dalla vita per abuso di alcol e droga - sottolinea Biserni - deve essere eliminato dalla guida".

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