Santa Sofia come Cesena: piazze vietate a manifestazioni fasciste e omofobe

E' stata ribadita, spiega l'amministrazione comunale, "in maniera chiara e ferma la condanna verso tutte le iniziative in contrasto con la difesa dei valori della libertà, del diritto, della solidarietà"

Il Consiglio comunale di Santa Sofia dello scorso 21 novembre ha discusso e approvato un atto ad indirizzo politico-amministrativo riguardante le iniziative e le manifestazioni politiche e sociali. E' stata ribadita, spiega l'amministrazione comunale, "in maniera chiara e ferma la condanna verso tutte le iniziative in contrasto con la difesa dei valori della libertà, del diritto, della solidarietà, che costituiscono il fondamento e la base della convivenza democratica. In particolare, la delibera approvata si oppone alle manifestazioni provenienti da associazioni ed organizzazioni politiche e sociali e da singoli soggetti, che richiamano in modo esplicito simboli fascisti o nazisti e ideologie proprie dei regimi totalitari e che diffondono idee e comportamento ispirati a sentimenti anitidemocratici, all'odio razziale, all'omofobia, all'antisemitismo".
 
"Abbiamo scelto di dare un segnale politico importante, sulla scorta di altre esperienze pionieristiche italiane, approvando in consiglio comunale un atto di indirizzo che impedirà la concessione di spazi o suolo pubblico a chi non garantisce di rispettare la Costituzione, le leggi e lo Statuto Comunale impegnandosi a non professare e praticare comportamenti fascisti, razzisti ed omofobi – dice il vicesindaco di Santa Sofia, Isabel Guidi -. Siamo giunti a questa delibera dopo avere affrontato l'argomento anche nella Commissione Cultura e Servizi Sociali, insieme alla capogruppo di minoranza Fleana Campitelli e alla consigliera di minoranza Angela Maria Golfarelli, che hanno condiviso la linea proposta dalla maggioranza. Santa Sofia aveva il dovere di affermare questa posizione, forte della sua storia, della sua cultura e della sua tradizione antifascista".
 
"L'atto politico - viene chiarito - richiama ovviamente i principi fondamentali sanciti dalla Costituzione della Repubblica Italiana e l'articolo 2 della Dichiarazione universale dei diritti umani, il quale dispone che ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Considerato che le garanzie a tutela dei diritti sopra menzionati possono essere rafforzate anche in via amministrativa, mediante l'introduzione di opportune disposizioni nel testo dei regolamenti comunali, il Consiglio Comunale di Santa Sofia ha ritenuto di dovere adottare misure contro ogni neofascismo e contro ogni manifestazione di discriminazione, individuando le forme e le modalità più efficaci".
 
Grazie alla determina approvata in consiglio comunale, si stabilisce di “non consentire, secondo i mezzi e i limiti previsti dall'ordinamento, e principalmente attraverso i regolamenti comunali, che le organizzazioni neofasciste abbiano agibilità politica sul territorio cittadino, in particolare nell'ambito delle occupazioni di suolo pubblico”. Oltre a questo, si vuole mantenere la “memoria storica della resistenza e delle origini antifasciste della repubblica italiana, con iniziative culturali in collaborazione con le scuole di ogni grado e nei luoghi di aggregazione.
Si desidera, infine, “sensibilizzare la cittadinanza sui nuovi fascismi con particolare attenzione alle fasce più giovani e quindi più esposte, se non in possesso degli adeguati strumenti storico-culturali, all'attrazione della mitologia neofascista”.
 
“Come presidente dell’Anpi di Santa Sofia ho accolto, con grande soddisfazione, la delibera che il Consiglio Comunale di Santa Sofia ha approvato lo scorso novembre - dichiara Liviana Rossi. Un atto di indirizzo politico-amministrativo nel quale ci si assume con chiarezza l’impegno sia a tutelare i valori della Resistenza antifascista e della Costituzione Repubblicana, sia a contrastare, in modo attivo, ogni manifestazione dell’estrema destra di stampo nostalgico, discriminatorio, omofobo, xenofobo e razzista, così come era stato richiesto nell’appello che, come Anpi, avevamo inviato a tutti gli amministratori nello scorso mese di luglio".

"Un atto di grande valore morale e politico che onora tutti i santasofiesi che, con coraggio, hanno combattuto il nazifascismo per costruire il nuovo stato democratico e che rafforza e consolida la sincera e proficua collaborazione che l’Anpi ha sempre trovato in questi giovani amministratori, nell’operare per mantenere viva la memoria storica della Resistenza e delle origini antifasciste della Repubblica.
Per la nostra sezione dell’Anpi - conclude Rossi - è motivo d’orgoglio sapere che con questa determina Santa Sofia, non solo riafferma con forza la sua tradizione antifascista, ma si aggiunge ai pochi Comuni italiani che oggi sono impegnati nel contrasto attivo ai neofascismi e che possono avere l’ambizione di fare da apripista". Un regolamento simile è stato approvato anche a Cesena.

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