"Un fulmine colpì la bara": la squadra del paranormale setaccia l'antico monastero

Le cosiddette ricerche sul paranormale affascinano ad ogni latitudine, avendo riempito trasmissione televisive e animato un florido filone cinematografico. Per chi ci crede, ecco un nuovo mistero

L'Italian Paranormal Research è un'associazione con base a Forlì, nata a metà dello scorso anno e animata da Carmelo Paparone, siciliano da otto anni residente e lavoratore nel territorio di Forlì. Il gruppo accompagnato da due tredoziesi, dopo l'accesso nella struttura, consentito dal sindaco, dato che da oltre trent'anni l'area è proprietà del Comune di Tredozio, ha fatto un sopralluogo alla ricerca del fantasma di  Piermatteo Fabroni. I due tredoziesi, Barbara Verni e Lorenzo Bosi, hanno raccontato in un video pubblicato su Youtube dall' Italian Paranormal Research che alla morte di Fabroni, ormai ammattito e vicino all'eresia, la sua bara fu colpita da un fulmine. Sempre secondo la diceria popolare, quindi, venne sepolto non solo nella bara di legno, ma anche sotto una pesante lastra di pietra. Va detto che non esiste particolare prova documentale di quello che sarebbe una storia tramandata di generazioni. Nel loro sopralluogo Paparone e soci avrebbero individuato delle presenze, sotto forma di rumori e movimento di piccoli oggetti. Il mistero, insomma, per chi ci vuole credere, è servito. L' Italian Paranormal Research tornerà nel Monastero nel prossimo mese di giugno per approfondimenti.

LA STORIA - L’anno presunto di fondazione del Monastero della SS. Annunziata è il 1060. Nel 1563 vi si trasferirono 14 suore domenicane. Nel 1810 Napoleone soppresse gli ordini monastici e le suore domenicane dovettero abbandonare il convento, che, privato di ogni attività, fu messo in vendita e acquistato dalla famiglia Fabroni originaria di Marradi. Nel 1986 la famiglia Fabroni vende il convento al Comune di Tredozio.  l'edificio religioso è situato all'inizio del Paese sulla sinistra del fiume Tramazzo (per chi viene da Faenza). Il fabbricato, che colpisce per le sue vaste dimensioni e la sua struttura a ferro di cavallo rivolto verso il monte e la corte interna, si sviluppa su tre piani fuori terra, per un totale di circa 100 vani. Al piano terra erano ubicate la foresteria, il porticato interno, la Chiesa, il refettorio, le cantine e altri spazi di servizio. Al piano primo e al piano secondo vi erano le celle e i servizi della clausura. Il monastero della SS. Annunziata è legato anche alla vita di Silvestro Lega, il grande artista macchiaiolo nato a Modigliana nel 1826. Il pittore infatti trovò qui un approdo sicuro in diversi momenti della sua vita, grazie al rapporto che lo legava alla famiglia Fabbroni, allora proprietaria del Monastero.

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