Ricordo del "nevone". Errani: "Senza volontari non ce l'avremmo fatta"

Centinaia di persone hanno gremito il salone del Cup, il centro provinciale di Protezione civile in via Cadore a Forlì per il raduno e il ringraziamento di tutti i volontari operanti sul territorio

Redazione 23 marzo 2012

Centinaia di persone hanno gremito il salone del Cup, il centro provinciale di Protezione civile in via Cadore a Forlì per il raduno e il ringraziamento di tutti i volontari operanti sul territorio. Alla presenza del Capo Dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, e del presidente della Regione, Vasco Errani. Una mattinata di festa, scandita dalle immagini delle operazioni di soccorso dei "giubbotti gialli" durante il "nevone" di febbraio.



Molte le testimonianze e gli interventi che si sono susseguiti, tra cui quello del presidente della Provincia, Massimo Bulbi, che parlando dopo il video con le immagini delle nevicate ha fatto notare con ilarità: "scusate, non ci erano ancora arrivate le immagini del nevone di Roma..."

"In quei giorni abbiamo messo al primo posto le persone - ha detto il presidente Errani - non abbiamo voluto spendere neppure un momento per le polemiche e per dare le colpe agli altri. Oggi lo possiamo dire serenamente, ma abbiamo passato ore complicate. La prefettura di Forlì era la nostra casa, grazie prefetto". Per Vasco Errani la parola chiave è stata "senso di responsabilità, senza cercare visibilità i polemiche"; e per questo ha rivolto un ringraziamento ai sindaci del territorio. Il grazie più accorato lo ha riservato ai volontari, perché "senza il vostro cuore non ce l'avremmo mai fatta". "Abbiamo accettato con serenità che città con pochi centimetri di neve avessero un'attenzione maggior rispetto ad altre zone con molti metri di neve", ha detto Errani.


Errani affronta anche il capitolo Protezione civile e di ciò che dovrebbe essere. "Dobbiamo prendere esempio da ciò che abbiamo fatto sul campo, cioè costruire una rete con gli altri territori. È un sistema integrato, che va attivato per le emergenze, non per i grandi eventi; e con meno burocrazia. Non si può attendere il timbro della Corte dei conti o del Ministero dell'Economia prima di far partire i soccorsi, perché di mezzo ci sono le vite delle persone, che sono una priorità".

 

LE TESTIMONIANZE DEI SOCCORRITORI. Molti e sentiti gli interventi degli “operativi” dell’emergenza, come quello di Enrico Lorenzi , volontario della Protezione Civile di Forlimpopoli intervenuto in soccorso dei viaggiatori dell'intercity bloccato a Villa Selva: “Abbiamo fatto oltre 600 panini e 70 litri di the e cercato di reperire il pane correndo da un supermercato all’altro alle sette di sera”; o la testimonianza di Giuseppe Pellegrino , volontario di Meldola che si è caricato in spalla un infartuato per permettergli di raggiungere l'ambulanza, ferma 150 metri più in basso a causa della neve che ostruiva il passaggio. O ancora, Roberto Bartolini, volontario di Dovadola, che ha contribuito a liberare, con un trattore, la strada di accesso al casolare di un uomo bloccato da due giorni. Infine Lorenzo Mirelli , presidente del coordinamento della Protezione Civile ha riferito, commosso, che, nell'emergenza, non ha mai trovato nessun volontario che gli abbia detto un no. Intenso anche il lavoro dei cantonieri della Provincia, testimoniato da Andrea Armanni, che, per senso di dovere, ha lavorato ininterrottamente per ripulire le strade, fino a perdere fino a 5 chili in sette giorni.


 
Tra le testimonianze delle persone soccorse, una su tutte: è quella di una famiglia della collina di Cesena, il cui giovane figlio, in cura per un linfoma di Hodgkin, grazie ai soccorsi, che hanno liberato la loro strada, ha potuto continuare le cure chemioterapiche. Hanno concluso la serie di testimonianze i rappresentanti delle tre Comunità Montane del territorio provinciale Pierangelo Bergamaschi, Luigi Mengaccini e Claudio Samorì, che, concordi, hanno raccontato il grande lavoro di coordinamento e collaborazione tra i cittadini ma soprattutto tra gli enti coinvolti nei soccorsi.

 

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Vasco Errani
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