Nuova riforma del Codice della strada, 150 km/h in autostrada. Il presidente dell'Asaps Biserni: "E' solo un rischio"

"Le regole attuali sarebbero più che sufficienti se venissero fatte applicare più seriamente e costantemente, sia la guida in stato d'ebrezza o per l'eccesso di velocità", sono le considerazioni del presidente dell'Associazione Amici Sostenitori Polizia Stradale (Asaps) di Forlì, Giordano Biserni

Arriverà nell'Aula della Camera la nuova riforma del Codice della strada, che prevede tra l'altro l’innalzamento dei limiti di velocità a 150 chilometri orari in alcuni tratti autostradali ed un giro di vite sull’uso del cellulare alla guida. Le sanzioni per chi usa il telefonino passeranno in prima violazione dagli attuali 165-661 euro alla somma tra 422 e 1.697 euro, mentre la sospensione della patente da 7 giorni a due mesi (la seconda violazione sarebbe di 2.588 euro con dieci punti decurtati). Tra le novità anche una sanzione per il guidatore in caso di mancato uso della cintura da parte del passeggero, come il divieto totale di fumo alla guida, perché ritenuta una distrazione, anche se la normativa limita l’applicabilità in presenza di minori e donne in gravidanza.

"Le regole attuali sarebbero più che sufficienti se venissero fatte applicare più seriamente e costantemente, sia la guida in stato d'ebrezza o per l'eccesso di velocità - sono le considerazioni del presidente dell'Associazione Sostenitori Amici della Polizia Stradale (Asaps) di Forlì, Giordano Biserni -. Il problema è che vengono aggirate. Talvolta i ritiri della patente finiscono archiviati. E poi servirebbero più pattuglie. Si sta delegando troppo sull'elettronica, che è utilissima, ma non si può pensare di vincere la battaglia della sicurezza stradale senza le divise sul campo, ma ne vedo sempre meno. Ci sono tratti stradali che sono un territorio libero assoluto, come ad esempio le tangenziali, dove ci sono velocità inaudite".

Biserni, la prossima settimana si discuterà della nuova riforma del codice della strada. Cosa ne pensa?
Non mi sembra questa grande rivoluzione che possa cambiare la situazione. Ci sono tuttavia degli aspetti positivi.

Quali?
L'inasprimento della sazione per chi usa il cellulare alla guida e la sospensione della patente alla prima violazione, un provvedimento che abbiamo da sempre invocato dal 2015 perchè questa nuova "ebrezza del nuovo millennio", come l'abbiamo definita, si è sommata all'ebrezza dell'alcol e non è arbitrata con sufficienza. Salutiamo con favore anche altri provvedimenti, ovvero quello che riguardano la tutela dei pedoni ed i ciclisti, oppure i parcheggi riservati per le donne in stato di gravidanza, la zona scolastica o le bici in contromano nelle zone 30. Tuttavia alcuni provvedimenti ci lasciano un po' perplessi.

Ad esempio?
La distanza di un metro e mezzo per chi supera il ciclista è un provvedimento giusto ed utile. Ma mi chiedo come potrà essere sanzionato. Chi andrà a misurare questo metro e mezzo? E' uno di quei provvedimenti come la mancata distanza di sicurezza. Se ci sono sanzioni avvengono nella maggior parte dei casi dopo l'incidente. Quindi anche questo nuovo provvedimento rischia di esser contestato solo dopo un incidente. Bene anche il divieto di fumo, ma probabilmente si diventerà campioni mondiali del lancio della cicca.

E l'innalzamento dei limiti a 150 chilometri orari?
E' una misura che ci lascia a dir poco perplessi. Era una proposta che venne già respinta in Commissione. I parlamentari forlivesi Marco Di Maio e Carlo De Girolamo si erano opposti su questo provvedimento. Ma ora è tornato in Aula. Tutti li stanno abbassando in Europa, ad eccezione della Germania che ha limiti consigliati. Ma mi permetta di fare un battuta: per un tedesco un limite consigliato è un ordine, mentre per un italiano un limite ordinato è un consiglio. Cosa siamo i migliori piloti del mondo? Solo in Polonia c'è un limite di 140 chilometri orari ed ha infatti uno dei tassi più alti di mortalità in Europa. Serve un altro ragionamento da fare capire alle persone.

Quale?
Bisogna fare capire che non serve a nulla ed è solo rischioso. Aumentando la velocità inquiniamo di più, crescono i consumi, ma soprattutto si correrà di più per fermarsi più spesso. Mi spiego meglio: ogni 10 chilometri di aumento medio delle velocità corrisponde ad una crescita di incidenti, anche di tamponamenti banali. Per fare un esempio pratico, chi parte da Milano ed arriva a Rimini viaggiando a 150 chilometri orari arriva 18 minuti prima di chi percorre l'autostrada a 130 chilometri orari.

Insomma aumentano i rischi per chi guida.
Bisogna rendersi conto delle condizioni che si andranno ad incontrare. Bisogna considerare il differenziale della velocità, che sarà la vera spina nel fianco. Un camion che viaggia a 83 chilometri orari e che effettua un sorpasso ad un altro mezzo pesante di poco meno veloce impiegherà circa due chilometri per completarlo. Quindi nella terza di corsia si fionderanno tutti come missili. E vuole sapere una cosa?

Dica?
C'è chi dice che chi non va ai 150 non deve andare in autostrada. La strada è il posto più democratico del mondo. Ci devono andare tutti. Chi vuole correre vada in pista. E poi chi vuole andare a 150 chilometri orari in realtà vuole andare a 200.

Perchè?
Fino a 157 chilometri orari di media non ci sarebbe sanzione. Fino a 168 si pagherebbero 44 euro e non si perdono punti dalla patente. A 190 chilometri orari la sanzione sarebbe di 173 euro e la decurtazione di tre punti dalla patente, con la contravvenzione che si riduce a poco più di 121 euro se viene pagata entro cinque giorni. E non sarà solo la "sagra" delle grandi cilindrate, perchè tutti vorrebbero andare veloci a quel punto.

In sintesi?
Non sono proposte stravolgenti. Se applicassimo la normativa vigente saremmo già ad un buon punto.

Non sarebbe opportuno introdurre un'ora settimanale di educazione stradale obbligatoria?
Il codice 230 del codice della strada già la prevede, ma non viene effettuato perchè sono stati emanati dei decreti relativi ai programmi dello scuole che non lo provvedono. Prima nelle scuole si prendeva il patentino per il ciclomotore. Ora è diventata patente A-B. Le prove teoriche e pratiche si fanno nelle autoscuole. E questo ha provocato una caduta verticale dell'interesse sul tema della sicurezza stradale nelle scuole. Io la vedo così.

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L'impegno di Asaps per la prevenzione è continuo.
La situazione è fuori controllo e i dati lo dimostrano. Da ottobre abbiamo riaperto l'osservatorio sulle "stragi del sabato sera" che avevamo chiuso nel 2015. Dal primo ottobre al 31 dicembre, in tredici fine settimana, abbiamo registrato 115 incidenti gravi, con 72 morti, una cinquantina dei quali avevano meno di trent'anni, e 232 feriti. Ed è stata un'estate piena di lenzuoli bianchi. Ci siamo resi conto che è tornata una certa discrezionalità sulla strada del poter guidare ubriachi. Abbiamo deciso di riaccendere i fari sulla questione. Noi abbiamo pochi mezzi e viviamo con le sole iscrizioni, peccato che siano poche quelle forlivesi. Ma non ci fermiamo. Aprireremo nuovi osservatori, come quello ad esempio sui pedoni morti e ci saranno delle grosse sorprese.
 

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