Sulla Rocca delle Caminate torna il faro: i lavori di restauro proseguono spediti

Avanzano puntualmente, secondo i programmi, i lavori di restauro di Rocca delle Caminate, il castello di proprietà della Provincia di Forlì-Cesena situato nelle prime colline tra Forlì, Predappio e Meldola

Visita al cantiere

Avanzano puntualmente, secondo i programmi, i lavori di restauro di Rocca delle Caminate, il castello di proprietà della Provincia di Forlì-Cesena situato nelle prime colline tra Forlì, Predappio e Meldola, oggetto di un recupero avviato nell’ottobre 2012, con previsione di completamento dell’opera nell’ottobre 2014. A eseguire i lavori è il raggruppamento temporaneo di impresa tra Cons.Coop di Forlì e Laboratorio del Restauro Srl di Ravenna.

La storica rocca è stata realizzata intorno all’anno Mille, quindi più volte distrutta e ricostruita nel corso della sua tormentata storia. Una forte scossa di terremoto nel 1870 la danneggiò gravemente mentre l'incuria e l'abbandono dei cinquant’anni successivi ne peggiorarono le condizioni. La storia recente la vede protagonista di una profonda ricostruzione tra il 1924 e il 1927, per farne la residenza estiva di Benito Mussolini. La rocca ha fatto da scenario a importanti e tragici avvenimenti della storia recente del nostro Paese, in particolare per quanto riguarda la fine della Seconda Guerra Mondiale e la Resistenza (qui si tenne il primo consiglio dei ministri della Repubblica di Salò).
 

La ricollocazione del “faro”
Nei prossimi giorni, il programma dei lavori prevede di ricollocare sulla sommità della torre l’edicola metallica che conteneva il faro installato in epoca fascista, una potente luce tricolore che, nella logica dell’esaltazione del capo, segnalava a decine di chilometri di distanza la presenza del Duce nella residenza. Il manufatto è stato recuperato dal Laboratorio del Restauro di Ravenna ed è stato già trasportato nell’area del cantiere. Non sarà ripristinata la funzionalità del faro, sia per motivi storici, sia per motivi tecnici in quanto vietato dalle normative sull’inquinamento luminoso e per non arrecare disturbo al volo degli aerei.
 
L’intervento modifica il profilo del castello, ben visibile da lontano da tutta la città di Forlì: la torre, prima piatta, avrà ora una cuspide di coronamento. La lanterna ha altezza di circa 4 metri, con diametro di 3,5 metri. Nel 1927, a conclusione dell’intervento di restauro della rocca delle Caminate, il “tocco finale” fu quello di porre in cima alla torre ricostruita un faro elettrico che, forte delle sue 8.000 candele, proiettasse nella notte fasci di luce tricolore, visibili fino a distanze di decine di chilometri. Ad un esame visivo è emersa la firma di Henry Lepaute Paris, che rimanda ad una famiglia specializzata in orologi monumentali che già nell’Ottocento allargò la propria attività alla costruzione di fari. Negli Stati Uniti vi sono due fari storici con la medesima firma, uno in Maryland e l’altro nell’Oregon.

In Europa ve ne sono diversi, tra cui uno particolarmente significativo in Svezia. Il restauro, dopo la pulitura, ha visto l’assemblaggio delle parti, con la creazione di elementi di aggancio e supporto alla struttura per ricreare la ricomposizione della lanterna. Per la fattibilità di questo progetto sono stati fondamentali i disegni originali conservati presso la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Ravenna che ne hanno permesso il recupero filologicamente corretto.
 
I lavori sulla Rocca delle Caminate
La Regione ha assegnato al recupero di Rocca delle Caminate 3,3 milioni di euro (fondi strutturali europei Por-Fesr 2007-2013, Asse 1). Da parte sua la Provincia di Forlì-Cesena ha previsto un co-finanziamento di 1.415.000 euro, che porta la somma totale disponibile per il restauro a 4.715.000 euro, di cui 3.895.000 euro hanno rappresentato la base d’asta del bando (il resto per altre spese, Iva etc, sempre in connessione al progetto). Attualmente sono stati eseguiti i seguenti interventi: realizzazione di tutte le opere di fondazione; opere strutturali nella zona uffici; realizzazione di circa il 95% delle pareti divisorie senza intonaco; restauro della torre; restaurato dell’edicola della lanterna; restauro della cinta muraria al 50%; pulizia dei bastioni medievali e avvio del loro  restauro.
 
Il tecnopolo di ricerca industriale
L’intervento è mirato al consolidamento strutturale, al restauro conservativo e alla rifunzionalizzazione dei corpi di fabbrica esistenti, destinati alle attività connesse alla ricerca industriale prevista dal Tecnopolo di Forlì-Cesena. Il finanziamento da fondi europei, che – grazie al cofinanziamento della Provincia – rende possibile il recupero della rocca, è stato previsto specificamente dall’intesa provinciale del Documento unico di programmazione della Regione Emilia Romagna. Il castello dispone di spazi coperti per una superficie lorda di circa 1.200 metri quadri.

L’edificio è destinato ad accogliere gli uffici, i laboratori di ricerca, una sala riunioni, un’ala per servizi di incubazione, start-up e spin-off universitari a disposizione del Tecnopolo, in particolare in collegamento con il progetto Ciclope (laboratorio di fluidodinamica) attivo presso le Gallerie Caproni di Predappio. Il Tecnopolo vedrà in totale l’impiego di 123 unità sul territorio provinciale dedicate alla ricerca, tra ricercatori e personale strutturato. Coinvolti su Rocca delle Caminate, in particolare, sono il Ciri ‘Aeronautica’ (Centro interdipartimentale di ricerca industriale dell’Università di Bologna) con 16 unità e il Ciri ‘ICT’ con 48 unità. Si deve aggiungere il personale di ricerca internazionale riferibile al progetto Ciclope.

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Commenti (8)

  • Avatar anonimo di Gino Scoreggino
    Gino Scoreggino

    davvero! sono d' accordissimo ci lasciavano liberi nel parco e tutto andava secondo buon senso. io ringrazio tutti è stato un periodo da non dimenticare. Però all'ultimo anno facevi iil pernottamento :)

    • Si, noi lo facemmo in tenda e di notte la passeggiata alla ricerca del fantasma.... saranno state le 21, ma da bambini si fantasticava tanto. Se non sbaglio si pagava poco. Mi chiedo come mai a quei tempi con poche tasse si riusciva a fare molto....ora con una valanga non si arriva da nessuna parte. C'era la mutua che funzionava, l'ACAG, la raccolta dei rifiuti a domicilio coi treruote, la SIP.

      • Avatar anonimo di Gino Scoreggino
        Gino Scoreggino

        del costo non ne ho una pallida idea boh

  • E questo grazie a Gagliardi, che mi ricordo ha fatto interpellanze perchè quel baracchino era in stato di abbandono in un cortile della provincia. Bene! ogni tanto qualcosa va veramente per il verso giusto!!

  • Bene, ogni tanto qualcosa gira per il verso giusto!

  • Avatar anonimo di Gino Scoreggino
    Gino Scoreggino

    quanti ricordi bellissimi del centro estivo lì. che fortunato sono, ai tempi ci si poteva stare e noi bambini ci siamo divertiti un sacco dentro quel parco grandissimo

    • Vero. Bellissimo Centro estivo, educatori in gamba. Partenza da Piazzale Kennedy alle 7 e ritorno alle 18. Il mitico gioco Nordisti e Sudisti. Peccato che durava fino ai 12 anni. Bei tempi, mi sembra ieri. E tutto era vissuto normalmente e buon senso. Altro che le seghe mentali sulle responsabilità, sicurezza, firma qua, firma là, privacy..... che popolo di nevrotici che siamo diventati!!!

      • Avatar anonimo di Gino Scoreggino
        Gino Scoreggino

        si faceva un sacco di movimento e non avevi i genitori sempre pronta a pararti il c.... ci si doveva confrontare con gli altri

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