Romagna "capitale" dei vampiri: a Meldola il set di una serie tv sui "real vampires"

Meldola ospiterà una serie Tv sui cosiddetti “real vampires”, vale a dire i vampire reali, quelli che non hanno niente a che vedere con i personaggi ideati dalla narrativa noir

Meldola ospiterà una serie Tv sui cosiddetti “real vampires”, vale a dire i vampire reali, quelli che non hanno niente a che vedere con i personaggi ideati dalla narrativa noir fin dalla notte dei tempi, bensì persone in carne e ossa, non riconoscibili nella “vita normale” che conducono nella società e che tuttavia hanno alcune caratteristiche fisiche che li rendono “speciali”, tra cui appunto la predilezioni per il sangue. “E' la prima serie al mondo, abbiamo verificato, che tratta il tema dei 'real vampires', non presentando i 'vampiri' come esponenti del male, ma anzi come alleati della polizia per risolvere dei crimini”, spiega Davide Santandrea, l'autore meldolese di questa serie. Insomma, vampiri buoni.

L'IDEA NATA IN ROMAGNA - Santandrea opera nel settore degli allestimenti animati e dei personaggi animatronici (di cui è un esperto costruttore per i parchi di divertimento come Gardaland ed Eurodisney). Lo scorso febbraio ha terminato di scrivere le storie, i testi e i dialoghi della serie “Il diario della bestia”, composta da 12 episodi e già pensata all'interno di una saga di tre stagioni dal titolo “The Horus Vampire Saga”. La scintilla che ha acceso la miccia di quest'opera è scattata nel centro di Meldola, la località in provincia di Forlì, che accoglie anche la sede nazionale dell'associazione “Lega Italiana Real Vampires', in via Roma 102. Qui vive anche “Horus Sat”, il responsabile dell'associazione l'uomo che in Italia ha fatto il cosiddetto “coming out”, vale a dire si è professato “vero vampiro”, con interviste in tv e in radio fin dal 2013 in programmi come “Misteri” e “Lucignolo”. Horus Sat, lo pseudonimo con cui è comparso in tv, è un ravennate residente a Meldola, di circa cinquant'anni e con figli. L'associazione è nata a Cesena nel 2013 e poi la sede è stata appunto trasferita nella stessa Meldola nel 2015. Qui, insomma, c'è la sede dell'associazione dei vampiri italiani, con tanto di regolare registrazione all'Agenzia dell'Entrate, e che raccoglie circa 11mila iscritti tra 'real vampire', sostenitori e donatori di sangue adulti e consapevoli di che fine fa la loro donazione. Anche Santandrea è associato, per conoscerne i membri, entrare a conoscenza di questa realtà, per meglio descriverla sullo schermo. 

LA SERIE – La serie vede un cast di ben 82 attori tra protagonisti, coprotagonisti, primari e oltre 60 comparse e viene prodotta dalla Blue Screen Film di Torino, per la regia di Max Ferro e la produzione esecutiva di Antonio Castronovo. La storia, in 12 episodi e che sarà realizzato con un budget con cui si può acquistare un buon appartamento,  si focalizza sull'esistenza tra noi di persone che si alimentano di sangue umano. Si toccano temi dalla discriminazione nei confronti delle coppie gay al bullismo giovanile, dalla diversità tout court alle minoranze sociali, dagli esperimenti di mutazione genetica sul DNA al microchip impiantato sulle persone. Dimenticate quindi per un momento tutto ciò che sapete, o credete di sapere, sui vampiri letterari e cinematografici: i Real Life Vampires sono persone viventi, in carne e ossa, con caratteristiche psicofisiche diverse da quelle di un ‘normale’ essere umano. In America, da qualche tempo, medici e ricercatori stanno studiando il fenomeno e le peculiarità che contraddistinguono i Real Vampires sarebbero ormai comprovate. La serie racconta - in chiave horror e drammatica - fatti di vita reale vissuti da un Real Life Vampire italiano di nome Horus Sat. Solitario e nascosto tra le colline di Meldola, viene trasferito a New York per lavoro e si imbatte in una comunità vampiro della città: il Darkblood. Tra il sodalizio, assieme ad prete di nome Don Eligio, la Detective Annabelle e il Capitano del 25° distretto di polizia di New York, nasce una forte collaborazione rivolta a smantellare i progetti criminosi di diverse bande illegali. Da simbolo del male da mettere al rogo ad una sorta di super-eroi a fianco del braccio armato della legge.

SET A MELDOLATra il mese di novembre e quello di febbraio Meldola ospiterà il set della serie, dal cortile della fortezza (dal momento che gli interni non sono agibili), ma anche in piazza Orsini, la piazza centrale, e alcuni vicoletti, con le regolari autorizzazioni del Comune. “Tra gli ambienti ci sarà anche una cripta del 1200 che si trova sotto via Roma, dove un tempo sorgeva un cimitero, raggiungibile dalla casa di Horus Sat”, spiega Santandrea. L'autore meldolese non nega di immaginare per Meldola un indotto positivo, se la serie dovesse diventare un cult. “Come nel paese americano che ha ospitato 'Twilight', Forks, si è creato un indotto turistico che rappresenta una buona fetta dell'economia e del commercio, lo stesso potrebbe succedere a Meldola”, esclama. Non c'è qualche timore a legare il proprio nome a qualcosa di misterioso e sconosciuto come i vampiri? “Abbiamo fatto un po' di interviste tra i commercianti che ci confermano molto interesse, e tutto ciò che porta del turismo è benvenuto”, precisa. La speranza, infine, è di portare alla luce del sole un fenomeno che, spiega Santandrea, “è sempre esistito ed è tuttora presente mimetizzato tra la gente comune”.

IN TV – L'idea era nata come serie sul web, ma non appena il progetto è stato presentato al produttore, questo si è subito persuaso di farne un prodotto per la tv. Emittenti televisive come Sky, Lanove, ma anche Netflix avrebbero mostrato interesse verso una serie di questo tipo. La serie tv è pensata anche per essere venduta a televisioni americane, inglesi e tedesche, in quanto appunto non esisterebbe al mondo una produzione televisiva sui 'real vampires'. 

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