Dopo McCurry arriva a Forlì la grande fotografia di Sebastiao Salgado

Al San Giacomo la mostra "Genesi", 250 immagini in bianco e nero che raccontano luoghi del mondo ancora incontaminati. Pinza: "Da ora in poi un grande evento fotografico ogni anno"

Quasi 250 immagini (245 per l’esattezza) che raccontano la bellezza e l’incanto di luoghi dove la Terra mostra ancora il suo volto primordiale: dall’Antartide alla Patagonia, dal Circolo polare artico all’Amazzonia. E’ la mostra “Genesi” di Sebastião Salgado, uno dei più grandi fotografi viventi, che dal 28 ottobre al 29 gennaio sarà ospitata nella chiesa di San Giacomo a Forlì. Per la seconda volta, dunque, dopo “Icons” di Steve McCurry, la città apre le porte alla grande fotografia con una esposizione che ha già toccato le grandi città del mondo e sta raccogliendo grandi successi. 

Salgado ha girato la Terra in lungo e in largo, un viaggio durato dieci anni alla ricerca di luoghi incontaminati. Luoghi in cui tornare alle origini e che diventano un grido d’allarme, un modo potente di porre al centro dell’attenzione la conservazione dell’ambiente e un rapporto più armonico tra l’uomo e la natura. 

“Il successo travolgente di McCurry (oltre 75mila visitatori ndr) – dice Roberto Pinza presidente della Fondazione Carisp promotrice dell’evento in collaborazione con il Comune di Forlì – ci ha posto un problema, quello di continuare su questa strada con eventi dello stesso livello. Eguagliare McCurry non sarà semplice ma noi ci proviamo. Da adesso in poi Forlì ospiterà ogni anno un grande evento legato alla fotografia”.

> SAN DOMENICO 12 MESI L'ANNO: IL PROGETTO

A differenza di “Icons” la mostra "Genesi" si svolgerà al San Giacomo e non al San Domenico, una scelta fatta anche su richiesta di Lélia Salgado, compagna di Sebastião e ideatrice della mostra con la sua agenzia Amazonas Images, che nei mesi scorsi ha fatto diversi sopralluoghi a Forlì.

“La famiglia di Salgado – spiega Alberto Rossetti, amministratore delegato di "Civita mostre" organizzatrice dell’evento – ha ritenuto che gli spazi del San Domenico non fossero adeguati per ospitare la mostra che consta di 250 immagini, tutte di medie e grandi dimensioni. Da qui è venuta l’idea di spostare il tutto alla chiesa di San Giacomo che invece si è prestata egregiamente allo scopo. Questo è anche il motivo per cui la mostra, pur legata alla Settimana del Buon Vivere (in programma dal 25 settembre al 2 ottobre), si svolge con un po’ di ritardo rispetto ad essa”. L’allestimento sarà suddiviso in cinque sezioni pari alle parti del mondo visitate da Salgado e avrà uno svolgimento lineare e alla luce naturale senza le scenografie utilizzate invece per McCurry. “La settimana del Buon vivere – dice Monica Fantini vice presidente della Fondazione e ideatrice del Buon vivere – ha come tema proprio l’ambiente e le opere di Salgado non poteva essere più appropriate”.

L’assessore alla Cultura del Comune, Elisa Giovannetti, esperta di fotografia, parla di evento ‘rivoluzionario per Forlì’ che “di fatto non aveva mai avuto la fotografia di alto livello nella sua programmazione culturale”. Il San Domenico, in contemporanea ospiterà poi la mostra sull’Ebe del Canova “L’arte violata”: "prova tangibile che immaginiamo il complesso San Giacomo, San Domenico come un complesso che genera eventi di varo genere dodici mesi l’anno”. 


 

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