San Lorenzo in Noceto, il tavolo delle associazioni ambientaliste: "E' guerra agli alberi"

"L’albero appariva dunque come l’ultimo elemento da prendere in considerazione nella casistica degli incidenti le cui cause vere, come è ovvio, risiedono nell’incoscienza dei guidatori e nell’imperfezione tecnica delle nostre strade."

"L’albero appariva dunque come l’ultimo elemento da prendere in considerazione nella casistica degli incidenti le cui cause vere, come è ovvio, risiedono nell’incoscienza dei guidatori e nell’imperfezione tecnica delle nostre strade."

Così scriveva Antonio Cederna su l'Espresso, nel 1966, parlando dell'opera di abbattimento indiscriminato delle alberature stradali messo in atto dall'ANAS.

"[...] l’ANAS mostrò tutta la sua arretratezza tecnica: da un lato pretendeva di adeguare la rete stradale italiana al traffico crescente rubacchiando qualche centimetro a destra e a sinistra a spese degli alberi; dall’altro mostrava di ignorare completamente sia i dati sulla minima responsabilità degli alberi negli incidenti, sia il parere di paesaggisti, naturalisti ed esperti in comportamento stradale circa l’utile funzione degli alberi proprio agli effetti della sicurezza di guida.", scrive ancora Cederna.

Oggi, a 50 anni da quell'articolo, dobbiamo constatare che la determinazione inutilmente distruttiva nei confronti delle alberature stradali fa ancora larga parte della mentalità tecnica e politica corrente.

Perché un atteggiamento del tutto simile lo rileviamo nella vicenda del "progetto pilota" di San Lorenzo in Noceto, che prevede l'abbattimento di più di 80 platani in nome della sicurezza stradale e della riqualificazione dell'abitato.

Ma a tutt'oggi non siamo riusciti ad ottenere dalla Provincia alcun dato, o studio, o relazione tecnica che avvalori quelle scelte progettuali, che, al contrario, sembrano più funzionali ad assecondare e favorire il traffico e la velocità che a rendere più sicuro l'attraversamento dell'abitato e a migliorarne la vivibilità.

Le nostre numerose richieste di chiarimenti, la presentazione di osservazioni puntuali, l'indicazione di esperienze e soluzioni tecniche alternative, hanno ricevuto risposte parziali od evasive o non ne hanno ricevute affatto. I tecnici del settore viabilità della Provincia, estensori del progetto, precisano come "nell'ingegneria stradale, parlando di sicurezza, non possa assumersi un approccio deterministico, bensì sia più corretto adottare un punto di vista probabilistico".

Ma anche un "punto di vista probabilistico" andrebbe supportato da numeri, calcoli, studi, perché altrimenti si tratta di vaticinio.
Tanto più che nel progetto, nell'analisi dell'incidentalità si scrive che "i casi analizzati hanno evidenziato come le cause incidentali siano legate fondamentalmente alla condotta di guida non conforme a quanto previsto dal Codice della Strada. [...] In tutti i casi gli esiti degli impatti tra veicoli sono stati aggravati dalle velocità di percorrenza eccessive".

Come da tali considerazioni si sia arrivati all'abbattimento degli alberi è un mistero, visto che la parola albero (nelle varie accezioni) in quel testo, non ricorre neanche una volta.

Dunque non stupisce leggere che le "situazioni di criticità" siano state "raccolte in via ufficiosa", dato che alla voce Studi Specifici (sul traffico e la sicurezza stradale) il progetto non riporta alcun elemento.

Sull’argomento, il Tavolo e i comitati contrari al taglio, con il supporto di Italia Nostra Forlì e, tra gli altri, di Legambiente Emilia Romagna, invitano i cittadini, i tecnici e gli amministratori all'incontro pubblico che si terrà sabato 30 gennaio dalle ore 10,00 presso la sala conferenze dell'Urlo, via Marcolini 4.

In quella sede sarà possibile ascoltare il "parere di paesaggisti, naturalisti ed esperti in comportamento stradale", e vedere, per chi non lo conoscesse, il "progetto pilota" che promette di trasformare un altro pezzetto di paesaggio alberato in un anonimo sfondo deserto per il traffico veicolare.

TAVOLO DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE DI FORLÌ

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