Santa Sofia, proseguono le celebrazioni per il Giorno della Memoria

Giovedì, alle 9.30 verrà deposta una corona al monumento a Guelfo Zamboni, santasofiese che durante la seconda guerra mondiale fu Console Generale d’Italia a Salonicco

Proseguono a Santa Sofia le iniziative legate alle celebrazioni per il Giorno della Memoria, con una serie di eventi dedicati agli studenti dell'Istituto Comprensivo di Santa Sofia e organizzati dal Comune di Santa Sofia con Anpi, Gruppo Alpini Alto Bidente Capitano Dino Bertini e Coop. Culturale Reduci Combattenti e Partigiani di Santa Sofia. Giovedì, alle 9.30 verrà deposta una corona al monumento a Guelfo Zamboni, santasofiese che durante la seconda guerra mondiale fu Console Generale d’Italia a Salonicco e nella città greca, occupata dai nazisti, salvò dalla deportazione circa 350 ebrei.
 
Successivamente alle 10 al Teatro Mentore, dopo i saluti dell'Amministrazione e di Liviana Rossi, presidente Anpi Santa Sofia, i ragazzi assisteranno alla rappresentazione dello spettacolo “Rifugi” di Ferruccio Filipazzi, produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri. "Rifugi" è uno spettacolo che è nato nei rifugi antiaerei della Dalmine, (allora fabbrica produttrice di armi) e si è trasformato in un affresco dove davvero la Memoria è protagonista. Dunque la guerra, pur così presente, diventa pretesto per raccontare la storia di sempre e di tutti. Perché sempre la piccola e la grande Storia si intrecciano e davvero “La Storia siamo noi” e davvero “La Storia non si ferma davanti a un portone” e ci offre l’occasione per raccontare alle nuove generazioni il tempo della ricostruzione: c’è tutta la vita davanti, da prendere a morsi e boccate. La vita, la guerra, la verità sono qui, ma anche da un’altra parte.
 
La mamma mi diceva: “Io la storia di quegli anni l’ho imparata dopo, leggendo. Quando sei giovane e vivi dentro le cose… ecco, le vivi, ma non c’è il distacco sufficiente per capirle… sì dopo avverti le brutture, le ingiustizie, le falsità, ma allora pensi solo a giocare, a cantare, divertirti, innamorarti…”. La Storia siamo noi: ci siamo dentro, anche se non ce ne accorgiamo, possiamo viverla, cambiarla o semplicemente farcela passare sopra, lasciare un segno anche se piccolo o essere solo polvere impalpabile che scorre via con un semplice soffio. E allora immagini di guerra, ma anche e soprattutto di piccoli gesti quotidiani, semplici e scontati, che danno volto alla speranza e al futuro. 

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