"Uniti per il clima": il messaggio parte da San Mercuriale, migliaia di giovani in piazza

Migliaia di ragazzi sono scesi in piazza venerdì per il terzo sciopero globale per il clima, appuntamento culmine della Week For Future

Dal campanile di San Mercuriale, uno dei simboli di Forlì, parte il messaggio principale: "Uniti per il clima". Mittenti i giovani di Fridays For Future, destinatari le grandi potenze mondiali. Migliaia di ragazzi hanno accolto l'appello di Greta Thunberg e di Firdays For Future Forlì, scendendo in piazza venerdì per il terzo sciopero globale per il clima, appuntamento culmine della Week For Future, settimana dedicata alla lotta ai cambiamenti climatici. Gli studenti si sono mobilitati ancora una volta con una richiesta ben precisa: "agire subito e cambiare il sistema per fermare il disastro climatico". Circa 4500, secondo i dati diffusi dagli organizzatori, i giovani che hanno partecipato alla manifestazione, tanto festosa quanto arrabbiata. Il corteo è partito da piazzale della Vittoria con lo slogan "Se ci rubano il futuro, noi blocchiamo la città". Quindi il percorso lungo corso della Repubblica.

VIDEO - Un equilibrista dalla sommità di San Mercuriale srotola lo striscione "Uniti per il clima"

Davanti a San Mercuriale la sosta. La chiesa è stata allestita con uno striscione applicato sull'impalcatura della facciata, che mette assieme ambientalismo e religione in una frase di San Francesco d'Assisi: "Laudato si' per nostra Madre Terra". Lo srotolamento dello striscione, da parte dell'acrobata Luca Piallini, con sottofondo musicale, è stato accompagnato da urla di stupore ed applausi. Non è mancato il saluto del vescovo Livio Corazza. Il vescovo ha parlato ai giovani manifestanti per il clima, in occasione dello sciopero globale, davanti a San Mercuriale: "Chi vi prende in giro guarda il dito e non la luna, la luna è la natura da salvare". E poi, rigirando il termine denigratorio usato per etichettare i manifestanti ha esclamato: "Sono un 'gretino' pure io". A fare da cornice al colorato corteo anche fischietti e striscioni. Il corteo ha poi preso corso Mazzini. Alla rotonda di via Ravegnana e viale Vittorio Veneto, la manifestazione dei corpi adagiati in terra, a simboleggiare il rischio di morte che i cambiamenti climatico comportano, se non verranno contrastati.

VIDEO - E tu cosa fai per fronteggiare l'emergenza climatica? Le risposte dei manifestanti

La manifestazione è terminata con una serie di interventi scientifici davanti i giovani che si sono riuniti in zona Portici. Ci sono stati momenti di approfondimento con Leonardo Setti, professore di chimica dell' Università degli Studi di Bologna e Claudio Casali, professore del Liceo Scientifico. Tutti, studenti , professori e lavoratori con la stessa richiesta: "stop alle fonti di energia fossile, attenzione agli allarmi della comunità scientifica, e condivisione delle soluzioni a livello globale ed in modo equo". Prossimo appuntamento al Diego Fabbri il 7 ottobre, dove il meteorologo e climatologo di fama internazionale Luca Mercalli parlerà di come fermare la crisi climatica e smonterà le tesi dei negazionisti.

VIDEO - Le parole del vescovo: "Vi prendono in giro? Sono un 'gretino' pure io"

La Rete degli studenti 

"Siamo stanchi di sentirci dire che siamo bravi e abbiamo ragione, non è questo ciò che vogliamo - dichiara Francesco Martinelli, coordinatore regionale della Rete degli Studenti dell’Emilia-Romagna -. Non ci interessano i ringraziamenti, gli applausi, ma un cambiamento reale. Ogni giorno l’emergenza ambientale e i cambiamenti climatici sono sempre più evidenti e noi non siamo più disposti ad accontentarci del vuoto compiacimento della politica".

"Si tratta di una crisi globale - ribadisce Martinelli -, che riguarda tutti e per questo non può essere ignorata. Viviamo in un sistema folle ed iniquo, basato sullo sfruttamento di risorse ambientali e del lavoro in cui pochissimi si arricchiscono sulla pelle di tanti, distruggendo giorno dopo giorno il nostro pianeta. Questo non può continuare, è il momento di cambiare il sistema da subito". Dopo la sorprendente partecipazione alle prime due manifestazioni, gli studenti sono tornati in piazza, forti anche del sostegno ricevuto dal Ministero dell’Istruzione: "Questo terzo sciopero sarà decisivo, speriamo, per ottenere risposte concrete e non più solo promesse - conclude Martinelli -. Abbiamo pochissimo tempo a disposizione per cambiare ma siamo pronti a lottare per farlo. Chiediamo agli insegnanti, ai presidi, alle organizzazioni sociali e alle istituzioni di essere al nostro fianco".

La Cgil

"La Cgil di Forlì - afferma il segretario generale Maria Giorgini - ha creduto nello sciopero delle ragazze e dei ragazzi. Tante le assemblee e i volantinaggi svolti nei luoghi di lavori e di ritrovo delle cittadine e cittadini. Tante le iniziative di sensibilizzazione che assieme a Friday for Future abbiamo costruito e svolto. Siamo stati presenti al fianco dei giovani. Abbiamo creduto nel messaggio che ci hanno mandato. Un messaggio globale, un movimento globale. Le ragazze e i ragazzi del movimento Friday For Future hanno aperto gli occhi del mondo sulla vera emergenza, quella climatica; ora spetta agli adulti raccogliere questo messaggio. Non è sufficiente dire e dirci come siamo stati bravi a manifestare, dobbiamo avere il coraggio di ripensare le nostre città, le nostre priorità, il nostro modello di sviluppo. Anche a Forlì!!! E’ difficile,ma dobbiamo farlo, per noi e per le future generazioni. Per questo è necessario aprire subito un tavolo di confronto fra amministrazioni pubbliche e parti sociali, un confronto che deve partire  dall’ascolto e dal contributo di tutte le parti, in primis delle associazioni e movimenti che lottano per la giustizia climatica e soprattutto dal mondo della scienza a partire dalla valorizzazione del capitale umano che abbiamo nelle scuole e nelle Università".

"Il messaggio che ha lanciato la “settimana per il futuro” non può cadere nel vuoto, chiediamo che siano deliberate anche a Forlì concrete scelte ecologiche sulla mobilità, sulle infrastrutture e sull’ambiente che porterebbero uno sviluppo migliore e più sostenibile per il territorio e un’occupazione che deve essere di qualità - conclude Giorgini -. Chiediamo che siano discussi percorsi formativi a partire dalle scuole e dai luoghi di ritrovo della città. Chiediamo che siano messi in campo a tutti i livelli strumenti per poter far fronte ad una transizione che non scarichi sui lavoratori i costi sociali di queste scelte e nel contempo determini la nascita di nuove opportunità occupazionali. La lotta per la giustizia climatica è innanzitutto una battaglia politica, sociale e culturale perché il riscaldamento globale ha gravi contraccolpi sui diritti umani, sulla giustizia sociale, sull'equità all'interno dei paesi, fra paesi e fra diverse generazioni e sul lavoro. È una lotta per la partecipazione, la democrazia e la piena occupazione. È una sfida che ci riguarda , la Cgil c’è. La città non deve restare in silenzio, la piazza merita risposte concrete".

La Cisl al fianco dei giovani

Anche la Cisl Romagna ha partecipato all'evento globale: "Ringrazio i ragazzi del movimento Fridays Fo rFuture perché stanno scuotendo la politica, l’economia, la società e anche noi sindacati per prendere coscienza che la prima assoluta priorità è la salvaguardia dell’ambiente - afferma il segretario generale del sindacato Francesco Marinelli -. Siamo stati presential fianco dei giovani, come lo eravamo nel precedente sciopero globale del 24 maggio scorso, ma non vogliamo rubare la scena e la piena titolarità ai ragazzi e agli studenti. Noi li accompagniamo e siamo a loro disposizione con la nostra attività quotidiana nei luoghi di lavoro e nella contrattazione con le imprese e con le istituzioni".

"Ora non ci sono più scuse - aggiunge -. Anche l’Onu nel suo recente rapporto climatico ha sancito che abbiamo solo 11 anni per intervenire e impedire l’incremento della temperatura oltre 1,5 gradi, altrimenti subiremo degli effetti devastanti dal cambiamento climatico in atto. Questo comporterebbe la perdita di 72 milioni posti di lavoro nel mondo secondo i calcoli del sindacato mondiale, l’Ituc, che ha proclamato già due giornate di mobilitazione globale nei posti di lavoro su questo tema. Il percorso di transizione non è semplice, va guidato e condiviso con chi lo deve sostenere, non è come staccare la spina da una presa e attaccarla a un’altra sono necessarie scelte legislative e piani industriali che convertano i sistemi produttivi e serve formazione per i lavoratori per non provocare ulteriore disoccupazione.”

"È positivo che la Regione Emilia-Romagna e diverse amministrazioni comunali romagnole abbiano dichiarato lo stato di emergenza climatica: la prima è stata Cesena poi Ravenna e recentemente Rimini. Purtroppo solo Forlì ha deciso diversamente - conclude -. Questi sono i primi apprezzabili passi della politica, ma chiediamo che siano deliberate anche concrete scelte ecologiche sulla mobilità, sulle infrastrutture e sull’ambiente che porterebbero sviluppo per il territorio e occupazione".

Metalmeccanici in piazza

Anche i metalmeccanici di Forlì non sono voluti mancare. "L’emergenza climatica rappresenta un problema che interessa tutti e non si posso lasciare i giovani senza sostegno in questa battaglia fondamentale - afferma il segretario generale della Fiom-Cgil, Giovanni Cotugno -. Questo il motivo di fondo per cui i metalmeccanici hanno accolto l’invito di Fridays for Future ad essere presenti nel corteo. Tanti i delegati e le delegate della Fiom che hanno sfilato per le vie di Forlì, particolarmente significativa la partecipazione dei lavoratori della Bonfiglioli Riduttori, dove negli scorsi giorni si erano svolte assemblee di sensibilizzazione sul tema che avevano portato i rappresentati sindacali della Fiom a proclamare lo sciopero. L’adesione allo sciopero in Bonfiglioli è stata significativa con quasi il 70% dei lavoratori che si sono astenuti dal lavoro per dimostrare fattivamente il loro interesse nei confronti delle tematiche ambientali e il loro impegno per un futuro migliore. Ora bisognerà dare continuità a questo percorso avviando confronti nelle aziende per diminuire i consumi energetici, gli sprechi e avviare pratiche maggiormente rispettose dell’ambiente".

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