Scuole: ragioneria raddoppia le prime, lo Scientifico con una succursale. "Didattica a distanza a rotazione"

Come ogni anno anche in vista dell'anno scolastico 2020-2021 si è aperto il domino delle aule scolastiche nelle scuole Superiori, alla luce dei dati delle pre-iscrizioni

Come ogni anno anche in vista dell'anno scolastico 2020-2021 si è aperto il domino delle aule scolastiche nelle scuole Superiori, alla luce dei dati delle pre-iscrizioni. E a rendere tutto più complesso quest'anno sono le regole sul distanziamento sociale e la sicurezza sanitaria. E proprio per questo, la Provincia (che ha la titolarità dell'edilizia scolastica superiore), per mano della consigliera delegata Valentina Ancarani, ha lavorato per tempo per non trovarsi a gestire all'ultimo la “contesa delle aule” e il quadro, a fine giugno, sembra già composto.

“Il tema degli spazi nelle scuole superiori di Forlì è annoso, in particolare per il centro studi (il complesso di viale Risorgimento, via Aldo Moro e via Turati, ndr) – spiega sempre Ancarani – dove un trend di crescita di tutte le sue tre scuole rende ancora più ristretti gli spazi già da tempo insufficienti. A iscrizione chiuse abbiamo certificato un aumento di 300 ragazzi in tutto il complesso”.

Il centro studi “scoppia”, succursale per il Liceo Scientifico

I problemi maggiori sono per il liceo scientifico 'De' Calboli', che passa a 1.488 studenti, circa 120 in più rispetto allo scorso anno. La soluzione studiata negli ultimi mesi è stata quella di aprire una succursale in via Marconi, all'interno di una palazzina nel perimetro dell'Itis, in sale con ingresso autonomo occupate fino all'anno scorso dal Centro linguistico dell'università e ora libere. Questo porterà 6 aule in più, mentre altre 3 saranno 'prestate' dall'Istituto tecnico economico (Ragioneria). Quest'ultimo istituto, anch'esso in crescita, vedrà riconvertite in aule degli spazi dell'ex casa del custode. Ragioneria ha bisogno, infatti, di 5 aule in più, passando da 35 a 40, avendo un vero boom di iscrizioni. Per 5 quinte in uscita, infatti, entrano 10 prime, una crescita mai vista per il 'Matteucci'. Si passa da 826 ragazzi a 924, e nonostante la crescita si riuscirà a tenerli tutti in sede, così come il Saffi-Alberti, l'altro istituto tecnico di via Turati con i suoi tre indirizzi in Costruzioni (ex Geometri), Sistema Moda e Chimico-biologico. Anche questa scuola è in crescita di studenti, circa 80 in più, fino a sfiorare le 800 unità. Qui le 34 classi disponibili e 13 laboratori sono sufficienti e l'istituto chiede interventi per il numero molto alto di studenti con handicap (la scuola ha anche un'aula specifica di 'decompressione' per gli autistici).

“Una settimana di didattica a distanza a turno”

I conti, nonostante le 9 aule in più, non tornano per il liceo scientifico, che ha in sede 44 aule e sale appunto a 53 con le succursali. “L'esigenza è di 57 aule, ne mancano 4. Ci verrà in soccorso la didattica a distanza in forma mista: a rotazione, per una settimana all'anno, 4 classi andranno in didattica a distanza, che con una buona programmazione non inciderà sulla qualità del lavoro”, spiega la preside Susi Olivetti. Allo Scientifico il problema riguarda anche una terza con pochi alunni che ha i requisiti di legge per essere smembrata e fusa nelle altre terze. “Stiamo chiedendo, per evitarlo, che si tenga conto del distanziamento sociale dovuto al Covid, le classi con meno alunni sono più gestibili”, sempre la preside. Il mantenimento della terza, però, fa salire a 58 il fabbisogno di aule del liceo scientifico. Anche l'istituto tecnico economico 'Matteucci' nel prossimo anno scolastico manterrà lezioni miste, sia in compresenza che in collegamento telematico. 

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I progetti per nuovi plessi

La Provincia ha inserito nel piano degli investimenti 2020-22 due interventi principali sull'edilizia scolastica: la priorità è il recupero dell'ex Oliveti di via Buonarroti, edificio che giace chiuso da un decennio in quanto è un prefabbricato contenente amianto. Ci sono infatti circa 5 milioni di euro di fondi ministeriali per il risanamento dell'edificio e il recupero di 20-22 nuove aule. L'altro progetto, per 2,2 milioni di investimenti, di cui 1,6 di fondi regionali, è la realizzazione di una palazzina da 8 aule tra le palestre del Centro studi e la parte posteriore di Ragioneria, in un'area attualmente adibita a campo da gioco in disuso lungo via Aldo Moro. “Ma per entrambi gli interventi ci vorranno circa un paio di anni”, stima Ancarani.

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