Pennelli in mano, i migranti disegnano banconote: "Una risposta alle polemiche"

E' l'iniziativa dell'artista Flavio Favelli, organizzata negli spazzi dell'Ex-Atr fino a domenica

Un seminario di esercitazione artistica realizzato in collaborazione con la cooperativa sociale DiaLogos per un gruppo di richiedenti protezione internazionale provenienti da diversi paesi africani. E' l'iniziativa dell'artista Flavio Favelli, organizzata negli spazzi dell'Ex-Atr fino a domenica. "Mesi fa sono stato al Comitato per la Lotta Contro la Fame del Mondo a Forlì, centro di raccolta missionario che sostiene progetti nel Sud del mondo - ricorda Favelli -. Frequento il Centro da tempo, mi interessano molti materiali che selezionano con ordine; quello che di solito si butta, loro lo conservano per venderlo per sostenere i loro fini. Stavo prendendo degli specchi, quando un operatore locale ha chiesto un aiuto a dei giovani uomini africani che stazionavano al Centro. Questi, un po’ impacciati, hanno iniziato a caricare nell’auto gli specchi".

"Ho pensato così alle frequentissime polemiche sul cosa e come fare lavorare gli immigrati, di solito occupazioni di fatica associate a badili, scope e ramazze - orosegue l'artista -. Lavori sempre umili che sono oramai di pertinenza degli stranieri dei paesi poveri. Soprattutto gli africani, spesso bollati come inabili e inadatti al lavoro per natura. Ho pensato così a cosa succederebbe a dare una matita in mano a questi neri africani, che sono i meno considerati. Ho così pensato di fare un seminario-esercitazione di disegno sui soldi, forse su uno degli oggetti più desiderato e grande veicolo di immagini".

"Sulle banconote, come l’opera Half Dinar che dà il titolo alla mostra che sarà ospitata all'ex deposito dal 12 ottobre al 30 novembre, fare disegnare agli africani le banconote che ricordano, che conoscono e che hanno usato - continua -. La banconota, soprattutto in passato quando non c’era il bancomat, è sempre stato l’oggetto più usato e maneggiato quotidianamente, come il pane, eppure è il meno conosciuto. Chi si ricorda le 10.000 lire con il busto di Andrea del Castagno in uso per quasi dieci anni? Chi ha notato le 500.000 lire con Raffaello? L’oggetto più importante e più usato è meno conosciuto e spesso ha a che fare con immagini d’arte. Gli africani disegneranno le banconote su semplici fogli per farne forse una possibile mostra".
 

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