La sentenza del Tribunale dell'Ue: la vera piadina è solo quella romagnola

E' quanto hanno stabilito i giudici, respingendo il ricorso di un'azienda di Modena, che chiedeva di poter usare l'aggettivo “romagnole” per le proprie piadine

C'è la sentenza del Tribunale dell'Unione europea: le piadine romagnole non possono essere prodotte prodotte altrove se non in Romagna. E' quanto hanno stabilito i giudici, respingendo il ricorso di un'azienda di Modena, che chiedeva di poter usare l'aggettivo “romagnole” per le proprie piadine. Il Tribunale, si legge nella sentenza, rileva “che la Commissione non ha commesso errori di diritto ritenendo che sussista un legame tra la reputazione del prodotto, anche industriale, e la sua origine geografica”. I giudici Ue sottolineano “che tale legame esiste in ragione di fattori umani. Infatti, grazie alle tecniche di fabbricazione della piadina, trasmesse in Romagna di generazione in generazione, inizialmente per il consumo immediato e poi per la consumazione differita, e grazie agli eventi socio-culturali organizzati dalla popolazione romagnola, il consumatore associa l’immagine della piadina romagnola, a prescindere dalle modalità artigianali o industriali di realizzazione, al territorio della Romagna”.

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La vicenda era nato all'indomani della registrazione del marchio Igp Piadina Romagnola nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette. Con questa registrazione, la piadina, per ottenere l'appellativo “romagnola”, deve essere prodotta solo all'interno nel territorio della Romagna. E poco importa se la produzione sia industriale anziché artigianale (fattore contestato da diversi titolari di chioschi) o se gli ingredienti, come la farina, provengano dall'estero: quello che conta è l'area geografica in cui “si fa” la piadina.

Soddisfazione espressa dal deputato romagnolo Marco Di Maio, che ha parlato di “giusto riconoscimento ad un prodotto strettamente legato alle tradizioni del nostro territorio. In questo modo si garantiscono la qualità e la centralità delle produzioni tipiche romagnole, sottolineando ancora una volta l’importanza dei nostri prodotti enogastronomici nel percorso di valorizzazione della nostra identità. Si tratta di un ulteriore passo verso il riconoscimento della piadina come patrimonio Unesco, proposta lanciata a febbraio dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini per omaggiare un prodotto ambasciatore della Romagna nel mondo".
 

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