Applausi e commozione in Comune nella serata in ricordo di Benedetta con la sorella Emanuela

Le tante persone presenti erano desiderose di rivedere il filmato, ma anche di conoscere i commenti di Emanuela, la sorella di Benedetta che le fu accanto fino all’ultimo momento tenendole la mano

Sono iniziati nella serata di venerdì gli eventi culturali che precedono e accompagnano la beatificazione di Benedetta Bianchi Porro. Nel Salone Comunale gremito di persone è stato proiettato il cortometraggio "Oggi grazie – un giorno con Benedetta Bianchi Porro" di Franco Palmieri, girato a Dovadola nel 2013. Prima della visione del film il regista ha presentato l’opera: "Ringrazio per aver vissuto qualche anno fa un’avventura unica, rarissima, che è stato l’incontro diretto con il grande patrimonio culturale della giovane Benedetta. Andai a Dovadola e vedere da solo il borgo in un pomeriggio per capire come avrei potuto lavorare sul cortometraggio e mi sono accorto che la presenza di questa donna santa mi parlava, perchè era presente e non un fatto del passato".

VIDEO - La toccante testimonianza di Emanuela Bianchi Porro

Nel cortometraggio sono presenti diversi attori che sono stati contattati personalmente dal regista. “Il lavoro di studio mi ha impegnato per un anno e incontrai anche don Andrea Vena, ma l’aspetto più importante sono i suoi scritti che hanno la potenza e la forza delle fede. Sono testi profondamente veri, intensissimi, e la frase che mi commuove ancora oggi è quella che dice l’anima mia magnifica il Signore, davvero. La forza di Benedetta è nella grande eredità che ci ha lasciato che è la relazione fra le persone. Mi colpisce l’assoluta contemporaneità di questa figura che tra pochi giorni sarà beata. Nei suoi scritti ha commentato la vita vissuta nel nostro territorio". Il cortometraggio racconta di una donna che, costretta a fermarsi a Dovadola sulla strada per Firenze, conosce nel tempo di un giorno Benedetta attraverso i suoi scritti, mentre ricerca una camera per dormire. E quel luogo diventa una casa.

"Il video è stato girato quando il sindaco era Gabriele Zelli - ha concluso il regista - e lo ringrazio per averci messo a disposizione il paese per girare le scene". Le tante persone presenti erano desiderose di rivedere il filmato, ma anche di conoscere i commenti di Emanuela, la sorella di Benedetta che le fu accanto fino all’ultimo momento tenendole la mano. In un commosso intervento Emanuela ha ringraziato Forlì: qui la famiglia ha vissuto in una casa di via Giove Tonante dal 1945 al 1951 frequentando la parrocchia di San Mercuriale. Ricordando Benedetta ha riportato le sue parole di felicità per la domenica vissuta in città. Nel 1951 la famiglia si trasferì a Sirmione e Emanuela invece a Milano per studiare all’Accademia al Teatro La Scala dove era stata selezionata tra 300 bambine per diventare una ballerina.

Nel 1963 Benedetta sognò un cimitero a Dovadola e questo pensiero lo rivelò ad una persona che mantenne il segreto fino alla causa di beatificazione aperta nel 1976. Per una serie di circostanze la giovane venne sepolta a Dovadola e nel 1969 la salma venne traslata nella chiesa di Sant’Andrea. Nel 2017 Emanuela ricevette dal Comune di Forlì un importante riconoscimento divenendo cittadina benemerita proprio per l’impegno profuso per la diffusione del messaggio della sorella. Dopo aver letto alcune lettere Emanuela ha concluso il suo intervento commossa ricordando "l’Amore alla vita, nella orribile condizione di vita, che Benedetta non ci ha fatto mai pesare". Un lungo appaluso ha seguito il racconto molto sentito e partecipato della sorella e la commozione ha coinvolto anche i presenti. 

Il vescovo Livio Corazza ha ringraziato Benedetta per la sua testimonianza "perché attraverso di lei possiamo incontrarci. Benedetta è il luogo dell’incontro dello spirito. Sabato verrà beatificata perché è una cristiana che ha testimoniato la fede in Dio attraverso le virtù eroiche, la sua testimonianza è un messaggio senza confini, perché la sofferenza tocca tutti e mette in crisi tutti, sia chi ha la fede e chi no. Abbiamo tutti bisogno di trovare il senso della sofferenza e di dare risposte a queste condizioni della vita che tocca tutti. Il cardinale Biffi voleva proporla come Dottore della Chiesa, perché i suoi scritti sono importanti per i contenuti e anche per la forma spesso poetica. Le sue parole profonde aiutano a crescere". Tuttavia, le testimonianze su Benedetta non sono finite qui, c’è ancora molto da raccogliere. Il vescovo ha raccontato che durante l’ultimo viaggio a Lourdes ha parlato di lei ai pellegrini dell’Emilia Romagna, ma soprattutto ha conosciuto il prete che le aveva dato l’eucarestia in uno dei due viaggi intrapresi dalla giovane malata. "La sua esperienza di vita è sempre attuale - ha concluso Monsignor Corazza - la sofferenza è un dramma che tocca tutti e la ringraziamo perchè ci aiuta ad essere umani fino alla fine, nonostante tutto".

"E' grande onore essere qui - ha detto il sindaco Gian Luca Zattini -. Ho voluto che l’iniziativa partisse da un luogo simbolo del Comune, frequentato da tutti. Conosco Benedetta e il primo sentimento che provo è la piccolezza, perché Benedetta con il suo messaggio ti rende più buono. Nelle sue parole e nei suoi scritti non traspare mai la disperazione, ma la pace e la serenità. Il periodo che stiamo vivendo deve essere un momento di crescita per la Comunità nel quale anteponiamo le buone cose a tutto quello che ci circonda. Siamo una città tanto ricca con molte figure di riferimento: Annalena Tonelli, don Francesco Ricci, Silver Sirotti, il professor Ruffilli, personaggi che hanno lasciato tanto. Il 14 settembre  tutta la Romagna avrà un faro in più".

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