Si sono spenti i riflettori sul piccolo ma suggestivo Forlì Jazz Festival

"Un piccolo festival, ma di grande qualità, perché ha coinvolto solo gruppi jazz di Forlì e dintorni - spiega l'esperto Michele Minisci -. Niente nomi noti e altisonanti proprio per dare specificità e visibilità ai circa 20 gruppi jazz cittadini"

Si sono spenti i riflettori sul piccolo ma suggestivo Forlì Jazz Festival, organizzato in 20 location diverse dall’associazione culturale Marco Polo, da un progetto di Naima Fondation, per celebrare il 30esimo anniversario della morte di Chet Baker, uno dei più grandi trombettisti  della storia del jazz internazionale. "Un piccolo festival, ma di grande qualità, perché ha coinvolto solo gruppi jazz di Forlì e dintorni - spiega l'esperto Michele Minisci -. Niente nomi noti e altisonanti proprio per dare specificità e visibilità ai circa 20 gruppi jazz cittadini, forse un primato a livello nazionale, se si prendono in riferimento  città con lo stesso numero di  abitanti, ma anche perché la maggior parte dei musicisti ha un’età tra  i 25 e i 30 anni, e quasi tutti provenienti dai vari Conservatori che operano nella nostra regione. Suggestivo perché il festival ha coinvolto le location più disparate e inusuali, per ospitare il Jazz: come, principalmente il Liceo Musicale e l’Istituto Masini, il tempio della  musica Classica, o esclusivi ristoranti dove non era stata mai proposta la musica live".

E proprio l’evento organizzato nella prestigiosa scuola cittadina ha lasciato una profonda traccia da sviluppare per la prossima edizion : infatti tutti gli insegnanti del Liceo Musicale e dell’Istituto, dei vari settori di studio, come il canto, le percussioni, la voce, i fiati, gli archi e il pianoforte, ognuno con circa 20 allievi, si sono dichiarati entusiasti e disponibili a formare una grande orchestra con tutti i loro allievi e preparare un grande tributo a Chet Baker, e al jazz più in generale, come anteprima del Festival 2019, magari al Teatro Fabbri, magari con gli arrangiamenti per ogni singolo strumento elaborati dal Maestro Giuliano Cavicchi, per tanti anni direttore dell’Orchestra della Rai, stabilitosi da poco a Forli. "L’altro evento suggestivo da sottolineare è quello dello scoprimento di una targa-ricordo dedicato a Baker alle 3 del mattino del 13 maggio, la stessa ora in cui è morto il musicista “volando” da una finestra del quarto  piano dell’Hotel Prins Hendrick di Amsterdam, con la partecipazione di numerosi appassionati e musicisti", ricorda Minisci.

Ora in Europa esistono solo due targhe in ricordo del grande musicista jazz scomparso: quella affissa alla facciata dell’hotel Hendrick e quella affissa nella facciata del Petit Arquebuse di Forlì, dove Baker si era fermato a bere un bicchiere di trebbiano prima del concerto al Naima club, l’1 marzo del 1984. Ma forse la notizia più importante è che gli organizzatori sono stati contattati da un giovane regista americano, Sam Stephenson, in Italia ai primi di giugno, per iniziare a girare un docu-film sulla presenza di Baker nel nostro paese, dove il musicista ha vissuto per circa due anni, tra cui otto mesi in carcere a Lucca per problemi di droga, e vuole raccontare anche il concerto del Naima club del 1984, intervistando  il 7 o l’8 giugno prossimi l’allora promotor e direttore artistico del noto club forlivese Minisci.

Conclude Miisci: "Tra le altre particolarità e curiosità con cui si è sviluppato questo jazz festival  vogliamo infine segnalare la cena presso il ristorante Benso, con piatti dedicati ad alcuni momenti della presenza di Chet in Italia, con riferimenti anche geografici, e quindi ricette di quei luoghi;   alla Cantina Jazz Morattini, un club privato e molto riservato, si è voluto  instaurare lo stesso clima e la stessa atmosfera della mitica Cantina del dott. Dixie di Bologna, dove sono nati Lucio Dalla, Pupi Avati; nei due negozi di dischi della città, Calboli e B-Side, c’è stata una Full Immersion per  un giorno intero con tutta la musica di Baker, e al Caffè del teatro, si è svolta la presentazione-ascolto della registrazione del live di Baker al Naima del marzo 1984. Concludiamo dicendo che in questi giorni l’organizzazione ha ricevuto diversi  messaggi di apprezzamento da parte di Confesercenti e Confcommercio, per questa iniziativa che ha coinvolto molti operatori commerciali della città, ma anche qualche benevola rimostranza da parte di alcuni locali esclusi da questo evento, ma che sicuramente verranno inseriti nella seconda edizione del prossimo anno".

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