Sicurezza, visita in questura del sottosegretario alla Giustizia Morrone: monito sulla "canapa light"

Al centro del cordiale colloquio la nota operazione ‘a vasto raggio’ effettuata dalla Polizia di Stato, nelle prime settimane di dicembre, in rivendite e distributori automatici della cosiddetta ‘canapa light’

Il sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone, ha fatto visita lunedì mattina alla Questura di Forlì per gli auguri di fine anno incontrando il questore, Loretta Bignardi, il dirigente della Divisione Anticrimine, Andrea Zeloni, il dirigente della Divisione Amministrativa, Giovanna Lori, il capo di Gabinetto, Maurizio Maccora, il medico della Polizia di Stato, Argeo Maviglia, il dirigente della Squadra Mobile, Mario Paternoster, e il dirigente delle Volanti, Stefano Santandrea.

Al centro del cordiale colloquio la nota operazione ‘a vasto raggio’ effettuata dalla Polizia di Stato, nelle prime settimane di dicembre, in rivendite e distributori automatici della cosiddetta ‘canapa light’, che ha portato al sequestro di merce non vendibile, soggetta a essere utilizzata come droga, per un valore di circa un milione di euro. Morrone, oltre a ribadire il plauso per la professionalità e l’attenzione con cui è stata portata avanti l’operazione, ha evidenziato i dubbi maturati in molti ambienti, non ultimo il Consiglio superiore della Sanità, sulla vendita della cannabis ‘legale’, consentita dalla legge 242 del 2016, approvata dal passato governo Pd: “una norma considerata da molti poco chiara e sostanzialmente ambigua”.

"Al di là delle opportune revisioni della normativa e in attesa di autorevoli pronunciamenti sulla materia, credo che sia necessario mettere al centro dell’attenzione di tutti il pericolo concreto che corre la nostra società di assuefarsi e di rassegnarsi allo spaccio e all’uso degli stupefacenti, con una colpevole minimizzazione dei gravi danni determinati anche da sostanze erroneamente considerate ‘leggere’ - afferma Morrone -. Assistiamo a una presenza sempre più diffusa e preoccupante di spacciatori, mentre le attività di contrasto svolte con ottimi risultati dalle forze dell’ordine sono spesso vanificate da norme ultrapermissive che lasciano liberi gli spacciatori di reiterare la loro attività criminale. In ogni caso, credo che sia importante sensibilizzare sempre più capillarmente le famiglie e i giovani sulla prevenzione e sui gravi danni determinati dall’uso anche di queste sostanze".

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