Carcere di Forlì, il sottosegretario alla Giustizia Morrone: "Lavori in corso e più agenti"

Lo ha dichiarato martedì mattina alla Camera il sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone, rispondendo a un’interpellanza sul tema del sovraffollamento e della carenza di organico

"Stiamo puntando a un miglioramento generale dell’edilizia penitenziaria e a un incremento degli organici a livello nazionale, con possibili ricadute positive anche per gli Istituti detentivi di Bologna, Forlì e Ravenna, sia per effetto dell’immissione in ruolo di 976 allievi vice-ispettori che hanno ultimato in marzo il corso di formazione, sia grazie all’esito del concorso interno per 2.851 posti di vice sovrintendente, tuttora in atto, e all’esito del corso di formazione ancora in svolgimento che porterà all’immissione di 1.098 unità maschili e 376 unità femminili nel ruolo di agenti/assistenti". Lo ha dichiarato martedì mattina alla Camera il sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone, rispondendo a un’interpellanza sul tema del sovraffollamento e della carenza di organico in particolare in tre strutture carcerarie dell’Emilia Romagna, le Case circondariali ‘Dozza’ di Bologna, Forlì e Ravenna.

Morrone ha specificato, tra l’altro, che il potenziamento degli organici del personale di Polizia penitenziaria e dell’amministrazione penitenziaria rappresenta anche una delle priorità del Governo.
Nella legge di bilancio per il 2019 è stata, infatti, pianificata l’assunzione di 1300 agenti nel 2019 e 577 nel periodo 2020/2023, con uno stanziamento di maggiori risorse pari a 71,5 milioni di euro per il triennio 2019/2021. Saranno anche assunte a tempo indeterminato 260 unità di personale tecnico e amministrativo, con uno stanziamento di 25,9 milioni di euro nello stesso triennio. Per quanto riguarda l’Emilia Romagna, Morrone ha chiarito che, rispetto a una previsione organica di 2390 unità di Polizia penitenziaria, risultano effettivamente in servizio 1807 unità, con una scopertura pari circa al 24,4%. Una carenza comune a tutti gli istituti penitenziari del Paese, a fronte della riduzione degli organici operata dal passato Governo con la cosiddetta legge Madia.

"Il dato delle scoperture nei tre Istituti citati - ha aggiunto - deve però essere riletta in chiave migliorativa. Sulla base della procedura di mobilità ordinaria dell’anno 2018, conclusasi nel mese di settembre, sono arrivate 3 unità maschili e 7 femminili nella Casa circondariale di Forlì, in quella di Ravenna 6 unità maschili e 1 femminile e, infine, in quella di Bologna 17 unità maschili e 1 femminile, a cui si sono aggiunte, in questo mese, altre 5 unità maschili e 4 femminili con l’immissione in ruolo degli allievi agenti del 173° corso". Per quanto riguarda le condizioni strutturali degli Istituti di Ravenna e Forlì, Morrone ha ricordato le "diverse opere manutentive" effettuate. Nella Casa circondariale ravennate sono stati realizzati, di recente, “importanti interventi di ristrutturazione degli uffici della direzione e della caserma”, oltre a uno spazio polivalente per i detenuti. Anche l’istituto di Forlì è stato oggetto, negli anni scorsi, di diversi interventi manutentivi.

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"Mi preme comunque evidenziare - ha aggiunto il sottosegretario - che si sta realizzando il nuovo Istituto forlivese, i cui lavori potranno ripartire anche grazie al mio personale interessamento, attraverso la partecipazione al Tavolo paritetico tra i ministeri delle Infrastrutture, che è competente in materia, e Giustizia”. Morrone ha ricordato, infine, che il recente decreto-legge 135/2018 va nella direzione di un miglioramento dell’edilizia penitenziaria. Il testo prevede, infatti, la possibilità di effettuare progetti e perizie per la ristrutturazione e la manutenzione, anche straordinaria, di immobili in uso governativo all’amministrazione penitenziaria, nonché per la realizzazione di nuove strutture carcerarie. L’amministrazione penitenziaria avrà anche la possibilità di individuare immobili nella disponibilità dello Stato o di enti pubblici territoriali e non territoriali per la realizzazione di strutture carcerarie. "Anche su questo fronte - ha concluso - mi sono attivato per sollecitare iter snelli e senza intoppi burocratici".

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