Sotto i ponti di Forlì in pochi giorni è passata acqua che potrebbe riempire 9 volte Ridracoli

Le vasche ex Sfir di Forlimpopoli sono di nuovo una splendida zona umida ricca di fauna, dove tante specie di volatili sono tornate per nidificare

Dal 3 al 13 marzo scorsi, con l’innalzamento delle temperature, lo scioglimento delle nevi e le piogge, nei fiumi che attraversano la città di Forlì si è riscontrato un livello di portata elevato per un periodo così prolungato: oltre 10 giorni con livelli medi compresi fra i 3 e i 4 metri di altezza, con punte ripetute superiori a 6 metri.  Incrociando i lunghi tempi della piena e le curve di deflusso che indicano i volumi in transito al secondo, è emerso un dato interessante: in 11 giorni, dal 3 al 13 marzo, al ritmo di oltre 200 metri cubi al secondo, sono transitati circa 220 milioni di metri cubi d’acqua, quasi 9 volte quelli contenuti dalla Diga di Ridracoli. In particolare, 130 milioni di metri cubi hanno interessato il fiume Ronco in città, 90 milioni il fiume Montone al Ponte di Schiavonia.

E’ in corso la stima dei danni provocati nei fiumi e in generale nell’intero territorio, interessato da numerose frane e dissesti. Nel complesso, l’emergenza è stata gestita bene dagli enti preposti, che hanno fornito un’efficace risposta sinergica, con il coordinamento del Servizio Area Romagna dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile della Regione Emilia-Romagna. Da segnalare che, dopo un lungo periodo di siccità, la casse di espansione delle piene realizzate dal Servizio Area Romagna dell'Agenzia Regionale della sicurezza territoriale nelle vasche ex Sfir di Forlimpopoli sono di nuovo una splendida zona umida ricca di fauna, dove tante specie di volatili sono tornate per nidificare.

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