Piroetta della Soprintendenza: "Strada bene ambientale". Stop ai tagli degli alberi

Dopo gli esposti, anche in Procura, e l'abbattimento di 39 piante ora arriva lo stop ai lavori chiesto alla Provincia da Comune e Soprintendenza, quest'ultima che torna sui suoi passi

Nuovo colpo di scena sugli abbattimenti dei platani di San Lorenzo in Noceto, lungo la provinciale del Rabbi tra Forlì e Predappio. Dopo gli esposti, anche in Procura, e l’abbattimento di 39 piante ora arriva lo stop ai lavori chiesto alla Provincia da Comune e Soprintendenza, quest'ultima che torna sui suoi passi con una clamorosa marcia indietro, mettendo nero su bianco che gli abbattimenti sono stati condotti in violazione del Codice per la tutela dei beni culturali e del paesaggio. 

A rendere pubblici i documenti che svelano i passi falsi e le contraddizioni nella vicenda, sono i Verdi guidati da Sauro Turroni che sono anche gli autori di diversi esposti alla Procura. Altri esposti sono fatti fatti da Italia Nostra. Esposti che ora, secondo gli ambientalisti, dovranno avere maggior credito da parte degli inquirenti e portare all’auspicata apertura di una inchiesta. Ad oggi, quello che emerge dagli ultimi documenti firmati dalla Soprintendenza è che la Provincia, prima di abbattere gli alberi per il progetto di adeguamento della strada, avrebbe dovuto chiedere il parere della Commissione regionale per il patrimonio e ottenere l’autorizzazione sulla base degli articoli 12 e 21 del Codice che tutela i beni culturali e  il paesaggio. Autorizzazione che la stessa Soprintendenza, nel maggio 2015 aveva detto non essere necessaria perché quelle alberature, piantumante negli anni ’20 quando si edificava la città nuova di Predappio, non era soggette a tutela. 

Cosa è successo? “E’ successo quello che i napoletani chiamano “scartiloffio” – ironizza Turroni -, ovvero un imbroglio basato sulle carte”. Secondo i documenti in mano agli ambientalisti, che già avevano ottenuto uno stop agli abbattimenti invocando la presenza di nidi di uccelli sui platani,  la Provincia lo scorso anno aveva posto il quesito alla Soprintendenza in maniera sbagliata. “La Provincia ha chiesto di sapere se gli alberi erano tutelati dal Codice – spiega -. Mettendo così la questione la Soprintedenza regionale ha avuto buon gioco a dire che no, quegli alberi non erano tutelati e si potevano abbattere. Ma la questione non era questa. E’ la strada  e il suo assetto storico che è vincolato in termini di beni culturali e paesaggistici. E questo era già stata messo nero su bianco in un parere che la stessa Soprintendenza aveva dato nel 2000 – 2001 quando si prospettavano altri lavori su quella strada con abbattimento degli alberi. La Soprintendenza ha memoria corta, noi no”.

Attraverso un accesso agli atti, i Verdi hanno recuperato il vecchio parere contrario. “Dopo la nostra mossa,  la Soprintendenza, lo scorso lunedì, ha inviato un nuovo documento indirizzato alla Provincia e ai Comuni interessati (Predappio e Forlì) in cui si evidenzia che la “Strada provinciale 3 del Rabbi per le sue particolari vicende storiche pare rientrare nella tutela de jure di cui all’articolo 10” del codice dei Beni culturali. La Soprintendenza dunque invita gli enti ad acquisire l’autorizzazione all’abbattimento, che però nel frattempo è già avvenuto (39 su 80 alberi), senza permessi.  Dettaglio non da poco che consente ai  Verdi di parlare di un grave reato  che “oggi stesso segnaleremo, documenti alla mano, alla Procura” . 

Sul fronte del Comune, dai documenti dei Verdi emerge un’altra questione imbarazzante specialmente nei rapporti con la Provincia. “Il Codice di tutela del verde del Comune di Forlì – sempre Turroni – dice che gli alberi si possono abbattere nel caso in cui questo sia necessario per la realizzazione di un’opera pubblica. Ma gli abbattimenti sono previsti anche nel tratto verso Predappio in zona Rio Borsano dove i lavori non sono previsti.  Per questo abbiamo chiesto al Municipio una sospensione dei lavori in autotutela”. Stop chiesto dal Comune lo scorso lunedì con la richiesta di convocare d’urgenza una conferenza dei servizi con il sindaco di Predappio. 

“Come volevasi dimostrare – dicono i Verdi – la strada è tutelata e gli alberi non andavano abbattuti. Si tratta di un danno irreparabile. Tutti gli enti hanno fatto orecchio da mercante, specialmente la Provincia che ha dichiarato che tutto era a posto vantando permessi e autorizzazioni. Lo stesso ha fatto imprudentemente il presidente della Provincia (e sindaco) Davide Drei". Il consigliere Paolo Bertaccini, capogruppo della lista Con Drei per Forlì (che comprende Psi e Verdi) promette di portare ben presto la questione anche sui tavoli del Consiglio comunale. 

IL COMITATO "GIU LE MANI DAGLI ALBERI" -  “Si tratta dei una quarantina di alberi che come Tavolo delle associazioni ambientaliste e Comitati Giu' le mani dagli alberi di Forlì e Platani di San Lorenzo in conferenza stampa avevamo il 29 marzo scorso indicato come intoccabili, vincolandoli ad una diffida inviata agli enti interessati ed alla stessa ditta esecutrice dei lavori. Questo nostro intervento , evidentemente, così come il carteggio inviato fra novembre e dicembre alla Regione Emilia-Romagna che ha finanziato l'opera ed alla stessa Soprintendenza , ha sortito buoni effetti! Ci rallegriamo, non ci confondiamo con chi pretestuosamente e tardivamente s'è attivato per cavalcare questa nostra battaglia e chiediamo adesso che il sindaco Drei e l'amministrazione del Comune di Forlì e della Provincia di Forlì-Cesena annuncino pubblicamente e definitivamente lo stop all'abbattimento dei platani. Ma intanto un danno grave all'ambiente è stato già inferto con l'abbattimento di 39 platani su 80. E, infine, valutiamo favorevolmente,se confermata ufficialmente, la richiesta avanzata lunedì 4 aprile da parte del Comune di Forlì di convocare d’urgenza una conferenza dei servizi alla presenza del sindaco di Predappio, enti da noi stessi sollecitati per tempo a non procedere con i tagli".


 

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