Maestra lei e geometra lui scoprono i fornelli ed aprono un'osteria. E il borgo rinasce

"Quando abbiamo pensato di cambiare vita io ero maestra da 20 anni - spiega Alessandra Bazzocchi - e mio marito era geometra"

Se all'università si insegnasse la materia "Come ripopolare i borghi abbandonati", Alessandra Bazzocchi e Roberto Casamenti, titolari dell'osteria "La Campanara", sarebbero i professori ideali. Quando 15 anni fa rivoluzionarono la loro vita scommettendo sul borgo medievale di Pianetto, nel comune di Galeata, composto da poche anime e antichi ruderi all'ombra del campanile dell'architetto fiorentino Bartolomeo Ammannati, non sapevano quale splendida avventura li attendeva. Ora, dopo tanti riconoscimenti pubblici (ne citiamo solo alcuni: decima chiocciola di Slow Food, new entry tra i "Bib Gourmand" della guida Michelin, due gamberi nella guida Gambero Rosso) non possono che dirsi soddisfatti della scelta fatta, frutto di coraggio e, come sempre, di una sana follia. E se ci aggiungiamo il fatto che Alessandra e Roberto nel 2010 hanno vinto una striscia dedicata al cibo della tradizione all'interno della trasmissione "Prova del Cuoco" e da due anni sono ospiti fissi del programma televisivo Geo di Sveva Sagramola, capiamo che il loro successo non è solo questione di fortuna o coincidenze. Lavorano bene, nella direzione giusta e con grande professionalità. 

Coraggio e sana follia: così due fratelli hanno realizzato il loro sogno

"Quando abbiamo pensato di cambiare vita io ero maestra da 20 anni - spiega Alessandra Bazzocchi - e mio marito era geometra. Ma da da quando avevamo conosciuto Slow Food ci eravamo appassionati al buon cibo e alla sua filosofia. Parlando con Roberto ci eravamo detti che aprire qualcosa di nostro, anche piccolo ma con la filosofia di Slow Food, sarebbe stata una bella cosa. Nel 2005 mio marito, per lavoro, stava cercando di vendere la canonica di Pianetto. Portava i clienti a vederla ma tutti fuggivano a gambe levate perché era un rudere con moltissimi lavori da fare. Un giorno mi portò a vederla e insieme iniziammo a fantasticare. Capimmo subito che Pianetto era il borgo che cercavamo e quell'antica struttura ci affascinò. Iniziammo così a metterla a posto con l'idea di fare un'osteria. I posti a sedere sono sempre stati pochi (solo d'estate col giardino aumentano un po') così io per due o tre anni ho continuato a fare il mio lavoro. Poi, però, non sono più riuscita. Anche mio marito ha smesso con la libera professione e, visto che ci piaceva moltissimo stare ai fornelli e in sala, ci siamo dedicati completamente alla nostra osteria. Poi sei anni fa, un'altra svolta. Abbiamo inaugurato anche la locanda, una struttura di metà del Quattrocento che andava in rovina e che noi abbiamo rimesso a posto. Così ci siamo definitivamente trasferiti lasciando Forlì. Ora abitiamo qui e siamo diventati parte della famiglia di Pianetto: 70 anime in tutto. Ma quando siamo arrivati erano molto meno".

Infatti, grazie anche all'osteria e al giro di turisti che si è creato, Alessandra racconta che alcuni giovani hanno deciso di tornare a lavorare la terra, a produrre il formaggio o il pane con farine antiche e lievito madre. Alessandra e Roberto hanno dato il via, poi altri hanno preso forza e hanno deciso di ripopolare un borgo che altrimenti sarebbe andato in rovina. "Come dice Petrini di Slow Food - continua Alessandra - dobbiamo essere osti-custodi, il buon cibo si crea così, facendo rete, collaborando col territorio e preservando le tradizioni del territorio. Noi nel nostro menù scriviamo anche da dove vengono i prodotti cucinati perché i nostri produttori (quasi tutti locali) hanno deciso di metterci la faccia e questo, secondo me, è garanzia di alta qualità". Per quanto riguarda l'accoglienza, "La Campanara" non ha molti posti da dormire ma sono tutti molto curati. "Abbiamo realizzato anche una piccola piscina e una Spa perché è una richiesta dei turisti stranieri. Turisti che negli ultimi anni hanno iniziato a conoscerci e apprezzarci". 

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