Gli stranieri stanno bene in Romagna: lo dichiara il 68% degli immigrati

Convegno sull'integrazione degli stranieri: dalle interviste è emerso che il 68,4% si trova abbastanza o molto bene in Italia; il 60% sente di appartenere abbastanza o molto al nostro Paese.

Si è tenuto questa mattina, venerdì 1 luglio, nella sala Nassirya della Provincia di Forlì-Cesena il convegno “Mediazione, comunicazione & lavoro”, organizzato dagli assessorati provinciali al Welfare e al Lavoro e formazione. L’incontro è servito per diffondere i risultati della mediazione interculturale nei Centri per l’impiego provinciali, ma anche per fare il punto della situazione sullo stato dell’integrazione a livello locale.

Con gli interventi dei docenti dell’Università di Bologna Paolo Zurla e Maura de Bernart, sono stati illustrati i dati che scaturiscono da una recente ricerca Ismu che analizza il grado di integrazione culturale nel territorio romagnolo. L’indagine nazionale Ismu 2010 sugli indici di integrazione ha coinvolto 12.000 immigrati in Italia, di cui 1.350 nelle tre province romagnole (450 a Forlì-Cesena). Dalle interviste è emerso che il 68,4% si trova abbastanza o molto bene in Italia; il 60% sente di appartenere abbastanza o molto al nostro Paese.

Gli indicatori di integrazione sono in linea con le medie nazionali: integrazione culturale 0.49 in Romagna, 0.49 in Italia; integrazione sociale 0.46 in Romagna, 0.48 in Italia; integrazione politica 0.53 in Romagna, 0.49 in Italia; integrazione economica 0.56 in Romagna, 0.53 in Italia. Inoltre la conoscenza della lingua italiana, quella compresa e parlata, incide molto sul senso di appartenenza: il 69,9% di chi valuta le proprie competenze linguistiche quotidiane elevate ha anche un elevato senso di appartenenza, viceversa il 68% di chi valuta basse le proprie competenze linguistiche quotidiane, si ritiene poco o per nulla legato al nostro Paese. Inoltre, le competenze linguistiche formali, vale a dire la lingua letta e scritta (che incide sulla capacità di ottenere un permesso di soggiorno o utilizzare un certificato medico) si sono rivelate un ulteriore fattore fondamentale per la comunicazione e l’integrazione.
 
Con l’intervento di Deborah Morgagni, coordinatrice del progetto “Informazione e mediazione culturale per utenti stranieri nei Centri per l'impiego”, si sono dettagliati i risultati del progetto finanziato dal Fondo sociale europeo e gestito in collaborazione con la cooperativa sociale DiaLogos (ex Sesamo e Spazi Mediani) per offrire alla cittadinanza straniera un servizio di mediazione linguistico-culturale all’interno dei centri per l’impiego provinciale. In queste sedi sono presenti mediatori di diversa provenienza: arabi, rumeni, cinesi, bulgari, polacchi, russo-ucraini. Dall’avvio del progetto (settembre 2008) a dicembre 2010 si sono avuti complessivamente 11.952 contatti e 10.147 utenti effettivi.

Gli uomini sono il 60%, le donne il 40%; la fascia d’età più rappresentata è quella 31-45 anni (50,3%), seguita da quella 18-30 anni (33,6%). Nel 2010 le lingue più utilizzate per questo servizio sono state l’arabo (37,7%), l’italiano (19,3%), il rumeno (11,5%) il francese (5,6%). Sempre nel 2010 le richieste maggiori sono state per i servizi informativi e l’accoglienza (69%), i servizi amministrativi (12,1%), l’incrocio domanda offerta (6%), il supporto della ricerca attiva del lavoro (3,9%), i colloqui di orientamento (3,5%).
 
Nel corso del convegno hanno preso la parola Tahar Lamri, giornalista, scrittore e presidente della rete Mier (Media Interculturali Emilia Romagna) e Fulvia Fabbri, coordinatrice di redazione della cooperativa Dialogos che ha illustrato l'esperienza del periodico “Segni e Sogni”. Ha concluso il presidente dell’Ordine dei giornalisti dell'Emilia Romagna Gerardo Bombonato.
 
L’assessore provinciale al Lavoro e alla formazione Denis Merloni nel suo intervento ha fatto riferimento al sacrificio dell’ivoriano di 22 anni Augustin Affi, morto due giorni fa nel salvataggio di due bambini in mare nelle acque di Lido di Classe: “Sono i fatti della vita che dicono, più di molto altro, che siamo tutti uguali”. Nelle sue conclusioni, il vicepresidente Guglielmo Russo ha garantito “l’impegno a continuare a finanziare i corsi di lingua italiana, anche se ci vorrebbero più risorse per questi servizi, ma anche corsi di educazione civica: dobbiamo spiegare maggiormente questo Paese e come va vissuto”.

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