Bufera sulla t-shirt Auschwitzland, parla Selene Ticchi: "E' stata una pessima idea. Ma i problemi sono altri"

Ticchi riferisce che gli organizzatori della manifestazione avevano espressamente richiesto di non esporre simboli politici: "Me l'hanno regalata anni fa"

E' polemica sulla ex candidata sindaco di Budrio Selene Ticchi che domenica a Predappio, in occasione della manifestazione in ricordo della marcia su Roma, ha indossato una t-shirt nera con la stampa "Auschwitzland", scritta con i caratteri della Disney. "Sto vivendo un periodo di forte stress, concilio famiglia, lavoro e impegno politico, questa mattina presto sono andata ad attaccare degli striscioni con i ragazzi di Lotta Studentesca tra Molinella, Budrio e Bologna, per poi andare a Predappio - ha detto l'esponente di Forza Nuova e attivista del dipartimento femminile Evita Peron, raggiunta telefonicamente da Bologna Today - ho aperto un cassetto e ho preso la prima maglietta che ho trovato, ne cercavo una con una frase inneggiante al duce, infine ne ho presa una a caso, ecco com'è andata". 

L'INTERVISTA DI BOLOGNATODAY: LE PAROLE DI SELENE TICCHI

Da dove viene la maglietta?

Ticchi riferisce che gli organizzatori della manifestazione avevano espressamente richiesto di non esporre simboli politici: "Me l'hanno regalata anni fa, la scritta è di vecchia data, è stata pubblicata più volte sui social, ora il problema è la mia maglietta? Faceva molto caldo, altrimenti nessuno l'avrebbe vista perché avrei avuto una felpa". 

"E' stata una pessima idea"

"E' stata una pessima idea, lo ammetto, è di cattivo gusto, non lo metto in dubbio - confessa -. Ero fuori dal mio ruolo politico, a Predappio ero in servizio d'ordine con altri ragazzi, sa invece cosa penso? Che i compagni avevano tentato di impedire la manifestazione, non è accaduto, così la notizia del giorno è diventata la maglietta della Ticchi, con una foto che sta facendo il giro del web. I problemi sono ben altri: i ponti che cadono, le ragazze uccise - specifica - da italiani e stranieri". 

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Ma la vicenda non pare conclusa. l senatore di Liberi e Uguali Francesco Laforgia ha scritto su Facebook: "I duemila che si sono ritrovati oggi a Predappio non sono “nostalgici”. Sono solamente fascisti. Ogni organizzazione neo-fascista è fuori legge e va sciolta. Questo dice la legge. Questo prevede la nostra Costituzione" e avrebbe presentato un'interrogazione al Ministro dell'Interno Salvini. "E' un reato. Chiedo al Ministro se intende applicare questa legge, se condivide il paragone di un campo di sterminio ad un parco giochi e quali misure intenda promuovere al fine di evitare il ripetersi di simili episodi".

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