Taglio di alberi del Rio Bolzanino? "E' per la sicurezza del canale"

"La tutela ambientale non può prescindere da interventi per la sicurezza idraulica del territorio": lo spiega una nota del Consorzio di Bonifica della Romagna

“La tutela ambientale non può prescindere da interventi per la sicurezza idraulica del territorio”: lo spiega una nota del Consorzio di Bonifica della Romagna che replica  ai due comitati cittadini per la tutela del verde che si sono scagliati contro il progetto del Consorzio stesso di tagliare 1.300 piante nella zona di campagna del Rio Bolzanino, vicino a Villanova. Sarà una mattanza di alberi? Per il Consorzio di bonifica, no: “Gli interventi manutentivi dell’alveo del Rio Bolzanino, nelle località di Villanova e Pescaccia, devono assicurarne il regolare funzionamento; l’attuazione degli interventi  non sarà a “tabula rasa” ma verrà effettuata cercando di ottemperare la tutela dell’ambiente con quella della sicurezza idraulica dei territori e delle popolazioni interessate”.

Quindi i lavori prevedono un abbattimento selettivo delle piantumazioni che ostacolano il regolare deflusso idraulico e riguarderà unicamente essenze arboree di specie autoctona, non soggette a tutela, o che si presentino in condizioni di palese instabilità. Ed ancora: “Le azioni conseguenti sono dettate da evidenti ragioni di sicurezza di natura idraulica e quindi di pubblica incolumità”. In quella zona si verificò il decesso di una persona, proprio per il crollo di un albero. Un'auto finì contro un tronco caduto in strada e il conducente perse la vita circa due anni fa.

 “Si ritiene siano ancora presenti nella memoria di tanti, gli allagamenti del Febbraio 2015: proprio le condizioni di massiccia presenza di alberature dentro al canale, rendono da un lato più che probabile il ripetersi di incidenti mortali, e dall’altro impediscono la corretta manutenzione del canale medesimo, con evidenti ripercussioni sullo smaltimento delle acque meteoriche.
Si segnala inoltre che fin dal Maggio 2015 il Consorzio ha effettuato i necessari sopralluoghi preventivi con il Corpo Forestale dello Stato, proprio per verificare la fattibilità dell’intervento ed individuare, in accordo, quali alberature fossero effettivamente da rimuovere: nessuno scempio quindi, ma un intervento selettivo necessario per la sicurezza idraulica di cose e persone”.

“A tutto ciò è seguita la presentazione delle necessarie istanze di autorizzazione presso i competenti Uffici comunali, con autorizzazione rilasciata dall’Unità verde pubblico e privato nel marzo scorso.
Viste le condizioni di criticità manifestate e le evidenti ragioni di pubblica incolumità cui l’intervento è inscindibilmente legato, il Consorzio ha inoltre chiesto a maggio, la possibilità di anticipare i lavori autorizzati: è evidente che, in mancanza di un positivo riscontro da parte dell’Amministrazione competente si procederà dopo la conclusione del periodo di nidificazione, esteso a tutto il mese di settembre, in prossimità però della stagione delle piogge”.

“Nessun colpo di acceleratore connesso all’attuale momento politico del comune di Forlì - afferma Roberto Brolli, dice il presidente del Consorzio di bonifica - ma solo preoccupazione per la sicurezza della cittadinanza e il rispetto della legge speciale in materia di bonifica che pone il divieto assoluto delle piantumazioni nei canali di bonifica e nelle relative fasce di rispetto. Pur comprendendo le preoccupazioni dei Comitati ed i nobili scopi che perseguono, e che condividiamo, non possiamo tuttavia, come istituzione preposta a pubbliche funzioni attribuite dalla legge, esimerci dal rimuovere, in modo trasparente e concreto, un problema reale di sicurezza per la comunità così gravemente colpita dagli eventi calamitosi di un anno fa”.

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