Taglio degli alberi di San Lorenzo, le associazioni chiedono lo stop definitivo al progetto

E' stata presentata e illustrata in mattinata la cronologia dei fatti che hanno portato alla sospensione dell'abbattimento degli alberi a San Lorenzo in Noceto.

E’ stata presentata in mattinata e illustrata da Alberto Conti, coordinatore del Tavolo delle Associazioni Ambientaliste, dal portavoce dei Comitati “Giù le mani dagli alberi di Forlì” e “Platani di San Lorenzo”, la cronologia dei fatti che hanno portato alla sospensione dell'abbattimento degli alberi a San Lorenzo in Noceto.

“La sospensione dell'abbattimento degli alberi a San Lorenzo in Noceto è stata ottenuta grazie all'iniziativa del Tavolo delle Associazioni Ambientaliste e Comitati “Giù le mani dagli alberi di Forlì” e “Platani di San Lorenzo. Come attesta il Comune di Forlì , infatti, che ha riprodotto con un atto del 4 aprile 2016 (firmato dal funzionario tecnico Laghi e dal dirigente Pier Sandro Nanni) ampi stralci del testo di una nostra specifica diffida depositata la mattina del 29 marzo in Provincia” si legge in una nota delle associazioni ambientalista.

“Si tratta della diffida che chiedeva la tutela dei platani compresi in viale dell' Appennino a San Lorenzo in Noceto nel tratto di 300 metri dopo il ponticello di Rio Borsano direzione Predappio, in quanto il progetto di cosiddetta riqualificazione della “Strada provinciale 3 del Rabbi” prevedeva l’abbattimento delle alberature pur in assenza di lavori edilizi , in aperta violazione del Codice dei Beni culturali e del paesaggio e dello stesso Regolamento Comunale del Verde”.

“Una quarantina di alberi che come Tavolo delle associazioni ambientaliste e Comitati Giu' le mani dagli alberi di Forlì e Platani di San Lorenzo avevamo indicato il 29 marzo scorso in conferenza stampa come intoccabili, vincolandoli alla diffida che avevamo inviata , oltre che agli enti pubblici interessati, anche alla stessa ditta esecutrice dei lavori”.

Il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste ed i Comitati si sono adoperati da oltre un anno a questa parte per la tutela delle alberature con ogni iniziativa possibile: raccolta firme cartacee e on line, convegni, incontri e conferenze stampa, diffide, lettere e appelli a tutti gli enti locali coinvolti nel progetto, e richiesta di tutela con i requisiti di “notevole interesse pubblico del paesaggio” di un'alberata che orna una strada edificata nel Ventennio quando si progettava la città nuova di Predappio. 

“Una risorsa storico-ambientale che si voleva azzerare e che adesso è oggetto di indagine della magistratura che ha aperto un fascicolo in seguito all' esposto presentato in Procura da Italia Nostra , associazione che - attraverso Edgardo Forlai – ha partecipato a molte iniziative promosse unitariamente dal Tavolo delle Associazioni Ambientaliste e dai Comitati “Giù le mani dagli alberi di Forlì” e “Platani di San Lorenzo”, come per esempio: il convegno “Guerra agli alberi” del 30 gennaio e la conferenza stampa del 29 marzo scorso”.

“Intanto, la sospensione dei lavori nel tratto da San Lorenzo in Noceto a Rio Borsano, per un appalto che pesa nelle casse pubbliche per quasi 800 mila euro e dovrà essere completato entro 365 giorni ‘naturali e consecutivi’ a decorrere dalla data di consegna, non impedirà lo svolgimento delle opere nell'area del centro abitato, come ha dichiarato il sindaco di Forlì e presidente della Provincia Drei” continua la nota.

“E, visto che un danno grave all'ambiente è stato già inferto con l'abbattimento di 39 platani su 80, le associazioni e il comitato hanno chiesto lo stop definitivo dell'intervento , auspicando che si dia ampia risonanza dell'esito della Conferenza dei servizi a cui parteciperanno gli enti locali attraversati dalla “Strada provinciale 3 del Rabbi “, a partire dal Comune di Predappio a suo tempo sollecitato - con una lettera inviata al sindaco Giorgio Frassineti ed alla giunta dallo stesso Tavolo e dai Comitati degli alberi - a non consentire i tagli nel territorio di propria pertinenza”.

“Allo stato dei fatti – con il cantiere in atto e l'arteria all'ingresso di San Lorenzo ridotta ad una carreggiata soltanto e la velocità costante dei mezzi che da Forlì raggiungono Predappio e viceversa – i fattori di rischio per la sicurezza stradale anziché diminuire aumentano”

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