Centinaia di "cartelle pazze" sulla tassa rifiuti, l'assessore: "Chiediamo scusa, invii sospesi"

Centinaia di cartelle pazze che nelle scorse settimane sono partire dagli uffici del Comune chiedendo cifre non dovute anche per centinaia di euro per l'annualità 2013 della Tares

"Situazione in via di risoluzione", come spiega l'assessore all'Ambiente William Sanzani nel caso delle centinaia di cartelle pazze che nelle scorse settimane sono partire dagli uffici del Comune chiedendo cifre non dovute anche per centinaia di euro in base a ricalcoli, più le sanzioni e gli interessi, della tassa sui rifiuti per l'annualità 2013. All'epoca la tassa si chiamava Tares. Il Comune, ha confermato l'assessore in Consiglio comunale martedì pomeriggio, ha già sospeso l'invio della cartelle sballate, ma prima di accorgersi dell'errore ne sono partite almeno 1.600. "Ce ne scusiamo con gli utenti", spiega Sanzani, che risponde a tre question time sull'argomento presentati dai consiglieri del M5S (Vergini) e di Forza Italia (Biondi e Ragni).

L'assessore ha precisato che non si tratta di "avvisi di riscossione coattiva, ma di accertamenti svolti da una ditta esterna aggiudicatrice della gara". Spiega Sanzani: "Finora sono stati emessi 9.000 avvisi frutto di incroci di banche dati e quando si sono riscontrati errori nell'invio ci sono stati annullamenti in autotutela, come sta accadendo in questi giorni. Ultimamente sono stati fatti 1.600 invii complessivi, con un tasso di errore del 20%, superiore alla media fisiologica. Ci scusiamo con gli utenti, stiamo facendo verifiche con la società esterna, ricordiamo che gli utenti hanno 60 giorni di tempo per contestare gli importi e che in agosto vige la sospensione dei termini. Sull'argomento è giunta una lettera da Confesercenti lunedì, con 15 situazione segnalate su contribuenti commercianti. L'ufficio tributi ha risposto che sono stati sospesi i nuovi invii e un incontro con Confesercenti si terrà lunedì prossimo". Analizzando le "cartelle pazze" è emerso che il Comune ha raddoppiato le metrature su cui si calcolano gli importi per la tassa. Queste “cartelle pazze” sarebbero partite all'indirizzo di imprese e cittadini, con importi variabili che arrivano anche a centinaia di euro.

Non soddisfatti della risposta sono stati i consiglieri interroganti. Daniele Vergini ricorda che sono "state mandate raccomandate per accertamenti inutili, chi paga queste raccomandate? C'è poi il disagio di essere qualificati come falsi dichiaratori, mentre devono essere loro, i cittadini già su tutte le furie, ad andare negli uffici a rettificare. Si colpiscono i cittadini con errori che si ritorcono poi sulla credibilità dell'ente". Per Lauro Biondi (Forza Italia): "L'amministrazione è folgorata su una serie di provvedimenti in vista delle elezioni del prossimo anno, ma nonostante questo fa di tutto per perderle le elezioni". Quindi censura "un atteggiamento vessatorio e inopportuno nei confronti dei cittadini". Conclude Fabrizio Ragni, capogruppo di Forza Italia: "L'auspicio è che episodi come questo non accadano più. Non ci devono essere oneri per il contribuente, non è che debba essere lui a chiedere la rettifica, è necessario che lo faccia l'ufficio in modo autonomo".

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