Il Tavolo contro le violenze di genere: "Mai più donne uccise nella nostra Forlì"

Nell’esprimere "la solidarietà alla comunità rumena residente a Forlì", il Tavolo ritiene "importante ribadire la necessità di un impegno specifico rivolto anche alle donne di nazionalità non italiana"

Il Tavolo delle Associazioni contro la violenza di genere condanna l'omicidio di mercoledì scorso di Monica Moldovan, la 42enne assassinata a coltellate dal marito. Si tratta, evidenzia, di "un crimine disumano, riaffermando "l’impegno nel combattere contro una cultura che vede ancora la donna come “proprietà” . Pensare che un essere umano è di tua proprietà e puoi togliergli la vita, è inaccettabile e impensabile farlo, in ogni luogo del mondo ed in ogni cultura. Per questo ci vuole l'impegno di tutte e di tutti, ovunque".

"Il fatto che la donna uccisa, di nazionalità rumena, vivesse nella nostra città da poco, non può farci pensare, semplicemente, che è qualcosa che non riguarda le donne e gli uomini di questa città - afferma il Tavolo -. La solitudine in cui troppo spesso vivono le donne, soprattutto non italiane,che si prendono cura dei nostri anziani, è qualcosa che deve essere superato, con modalità di accoglienza più attive ed inclusive. Questa donna forse poteva essere salvata, se avesse avuto modo di parlare con qualcuno della propria situazione, forse era possibile metterla in guardia sui rischi che le donne possono incontrare nella difficile situazione in cui una relazione termina, soprattutto quando  la scelta non è accettata dal partner".

"Forlì - prosegue il Tavolo delle Associazioni contro la violenza di genere - è una città che si caratterizza per la forte sensibilità sui temi del contrasto alla violenza, per la presenza di servizi pubblici dedicati ad affrontare queste problematiche e a sostenere le donne vittime. Se da anni e anni non si registravano reati di questa natura, crediamo sia merito sia dell’azione di prevenzione svolta dal pubblico, che dell’azione culturale svolta anche dalle associazioni femminili presenti sul territorio".

Nell’esprimere "la solidarietà alla comunità rumena residente a Forlì", il Tavolo ritiene "importante ribadire la necessità di un impegno specifico rivolto anche alle donne di nazionalità non italiana, per superare le barriere di solitudine e, forse, di non sufficiente informazione sui servizi esistenti sul territorio, a cui potersi rivolgere in questi casi. A questo proposito, dato che a breve verrà eletto a Forlì il nuovo Consiglio dei Cittadini Stranieri, diamo fin d’ora la nostra disponibilità a svolgere un’azione di sensibilizzazione ed informazione sui temi della prevenzione e del contrasto alla violenza di genere, in accordo con le diverse comunità residenti a Forlì e con le istituzioni locali".

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Commenti (1)

  • Parlare di violenze di genere è giusto e sacrosanto...ma questo ha dato otto coltellate con premeditazione per uccidere. ...secondo me avrebbe potuto farlo con chiunque...al posto della povera signora rumena avrebbe benissimo potuto esserci che ne so...un vicino di casa per esempio...un automobilista in seguito a una lite...non voglio dire che non sia una violenza di genere ma solo che c'è un problema di delinquenza e insicurezza un po ovunque, ed è giusto parlarne al plurale...difendere le donne si, ma anche i cittadini nel loro complesso. Io personalmente mi sento poco sicuro! E onestamente non posso dire che questo tipo di immigrazione mi renda felice. Non ce l'ho con i singoli che possono essere anche brave persone, ma col tipo di immigrazione indiscriminata. Finalizzata a se stessa. Piu controllo e osservanza delle leggi.

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