Tolte le porte al campetto usato dai profughi, il quartiere: "Macché razzismo"

La “rimozione dei pali pericolosi” delle porte dall’area verde Balducci, tra via Sapinia angolo Via Consolare, è avvenuta “con l'autorizzazione dell'ufficio verde del Comune di Forlì”

Sono state smontate le porte del campetto dei Romiti, lo stesso al centro di proteste nei mesi scorsi, perché frequentemente utilizzato da profughi, tanto da rendere a detta dei contestatori inutilizzabile l'area verde per gli schiamazzi e le continue pallonate nei paraggi. Il comitato di quartiere respinge però l'accusa di razzismo e xenofobia e parla di questione di sicurezza.

Replica Maurizio Naldi del comitato di quartiere: “Lo stesso comitato di quartiere, che nel tempo si è dimostrato sempre presente per chi avesse bisogno (vedi raccolte terremotati, iniziative per gli anziani, aiuti ai più bisognosi ecc.), ribadisce il fatto che come primo comitato di quartiere in Forlì, ha sottoscritto un contratto di collaborazione con una cooperativa che ha alloggiato all’interno dei Romiti, ragazzi richiedente protezione, provenienti dai paesi colpiti dalla guerra, rendendosi disponibile per un aiuto e una loro migliore integrazione nel nostro quartiere e nella nostra città. Quindi certi termini ( xenofobia ecc.) che sono stati  detti per l'azione fatta di  messa in sicurezza di un’area verde con rimozione di pali non più sicuri,  non vengono accettati dal comitato di quartiere”.

La “rimozione dei pali pericolosi” delle porte dall’area verde Balducci, tra via Sapinia angolo Via Consolare, è avvenuta “con l'autorizzazione dell'ufficio verde del Comune di Forlì”. Ed ancora: “,Tali pali  non presentavano più le caratteristiche previste dalle normative europee e risultavano mancanti di alcuni elementi ( rotti e divelti in passato) che rendono sicure e stabili tali strutture per gli utilizzatori. Inoltre  si sta già valutando l'ipotesi di una riqualificazione dell'area verde Balducci , per mettere in sicurezza tale parco con l’installazione di una illuminazione che possa dare luce a tutta l’area, reti di protezione che delimitino il perimetro dalle strade limitrofe e dai parcheggi, l’installazione di servizi igienici, la predisposizione di zone diverse all’interno dello stesso con nuove strutture e giochi, che possano dare servizi e spazi comuni per qualsiasi tipo di esigenze e che soprattutto possa tale parco, avere un utilizzo  ottimale e sicuro da parte dei cittadini. Dopo aver messo in sicurezza le parti essenziali dell’area verde il Quartiere non esclude di rimettere, in futuro, le nuove porte da calcio”.

RIFONDAZIONE COMUNISTA - Replica Chiara Mancini, Segretario Rifondazione Comunista Forlì: "Siamo lieti della presa di posizione del Comitato di Quartiere dei Romiti contro xenofobia e razzismo. Le nostre congetture scaturivano da altri episodi avvenuti nel forlivese, dai commenti e i post all’interno del gruppo Facebook del quartiere e dalla tendenza dei comitati di quartiere a cedere a pressioni della cittadinanza che per tematiche come questa spesso sono molto forti. Inoltre, bisogna aggiungere un altro capitolo precedente a questa storia che va a rafforzare le nostre perplessità. Il 22 settembre 2016, l’assessora allo Sport Sara Samorì e il presidente del Forlì Calcio Stefano Fabbri si facevano fotografare per la donazione di nuove reti per le porte del campo (evento ampiamente pubblicizzato dal presidente di Quartiere). Sono state montate reti nuove su pali che non erano più sicuri o c’è stato un deperimento drastico ed inspiegabile delle porte nel giro di un anno? Non capiamo poi il fatto di legare il ripristino delle porte con la riqualificazione dell’area verde. E’ evidente che le nuove porte da calcio si possono installare immediatamente, il loro costo è irrisorio (rispetto ai progetti vagheggiati) e, ribadiamo, se ce ne fosse bisogno siamo pronti a fare una sottoscrizione. Invece, il loro ripristino viene rimandato a data da destinarsi, addirittura in un momento posteriore alla totale ristrutturazione dell’area verde, nonostante ciò comporterà una diminuzione della frequentazione del parco con il rischio, immediato, che tutta l’area si degradi, prima di una futura e aleatoria riqualificazione". 

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