Torna il trucco della calamita: camionista nei guai per avere alterato il cronotachigrafo

Nelle prime ore del pomeriggio gli agenti individuavano in circolazione su via Mattei, un autoarticolato, proveniente dalla zona industriale “La Selva” e diretto verso l'autostrada

Foto di repertorio

Aveva messo una calamita nel sensore del cronotachigrafo sotto al cambio per bloccare la trasmissione dei dati alla centralina del camion e farlo risultare fermo mentre invece circolava liberamente. Vecchio trucco ma sempre di grande effetto quello smascherato lunedì, a Forlì,  dagli agenti del nucleo operativo della Polizia Municipale dell'Unione di Comuni della Romagna Forlivese distaccamento di Forlì-Castrocaro, impegnati nel servizio specialistico del controllo dei mezzi pesanti sul territorio.

Nelle prime ore del pomeriggio gli agenti individuavano in circolazione su via Mattei, un autoarticolato, proveniente dalla zona industriale “La Selva” e  diretto verso l'autostrada, lo seguivano sulla tangenziale per circa tre chilometri fermandolo poco prima del casello autostradale.  Dal controllo sui dati del cronotachigrafo, il dispositivo che registra tutte le attività sia lavorative che di riposo del conducente, nonché le velocità  del mezzo, emergeva che l'autista risultava a riposo quando invece stava circolando e che il mezzo risultava fermo da circa 14 ore.

Riscontrata l'anomalia, gli agenti hanno effettuato un'ispezione tecnica del veicolo e nella parte inferiore del motore del camion sul sensore del cronotachigrafo posto al di sotto del cambio “spuntava magicamente” un magnete.  Il trucco del magnete serve per alterare le ore di guida e per far risultare il conducente a riposo mentre invece si trova alla guida. In questo modo, il veicolo risulta fermo anche quando è in movimento rendendo molto difficile per gli organi di Polizia il controllo “a posteriori” delle attività del veicolo. Tale tecnica, oltre a creare pericolo per la sicurezza della circolazione stradale, permette agli autisti di mezzi pesanti di effettuare turni di lavoro estenuanti eludendo così la normativa europea che regola molto rigidamente gli orari di lavoro e di riposo e danneggiando in tal modo chi invece rispetta le regole.

La violazione ha comportato per il conducente cinquantenne una sanzione amministrativa di oltre 1.600 euro, la sospensione della patente da 15 giorni a 3 mesi con decurtazione di 10 punti. Il magnete è stato sottoposto a sequestro amministrativo.

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