Tumore al pancreas, la Romagna e l'ospedale "San Raffaele" a confronto

Obiettivo scambiare saperi ed esperienze sull’adenocarcinoma pancreatico per migliorare i percorsi di cura e ricerca

Migliorare i percorsi di diagnosi e cura, definire i fattori di rischio, individuare i soggetti più propensi a sviluppare la patologia: sono questi alcuni dei grandi obiettivi che si pone oggi la medicina, specie verso i tumori del pancreas, patologia oncologica tra le più pericolose e, purtroppo, in crescita in termini d’incidenza. L’adenocarcinoma pancreatico, che fino a pochi anni fa era annoverato tra i tumori rari, ha infatti aumentato il suo trend di casi tanto che si stima che nei prossimi 10 anni possa diventare la seconda causa di morte al mondo per neoplasia.

Su questo tema, venerdì e sabato si terrà all’Istituto Tumori Romagna (Irst Irccs) un importante simposio dal titolo "Hot Topics in pancreatic diseases: Ausl Romagna meets San Raffaele" diretto da Giorgio Ercolani, direttore dell'Unità Operativa di Chirurgia Generale di Forlì; Carlo Fabbri, direttore del'Unità operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva di Forlì e Cesena; e Luca Frassineti, direttore dell'Unità operativa Oncologia Medica dell'Irst Irccs. La due giorni di lavori vedrà lo scambio di esperienze e conoscenze tra professionisti dell’Ausl Romagna, Irst Irccs e dell’ospedale San Raffaele di Milano. Quest’ultimo rappresenta un’eccellenza italiana, e non solo, che negli ultimi decenni è stata capofila di molti protocolli di ricerca sostanziali per il miglioramento della qualità di cura e l’allungamento dell’aspettativa di vita del paziente affetto da patologia pancreatica. In particolare, il San Raffaele è promotore di moltissimi studi e iniziative volte alla sensibilizzazione della comunità scientifica e politica, nei confronti di queste malattie, con lo scopo di poter arrivare un giorno ad un efficace protocollo di screening.

Come già fatto per altre patologie neoplastiche, infatti, ad esempio l’adenocarcinoma del colon, il carcinoma della mammella e quello prostatico, negli ultimi anni si è sviluppato un importante filone di ricerca volto sia al miglioramento dei percorsi di diagnosi e cura della patologia pancreatica, sia a definirne i fattori di rischio e predisponenti. In particolare, l’intento degli studi è quello di individuare i soggetti maggiormente a rischio di sviluppo di questa patologia e di mettere in atto campagne di sorveglianza efficaci e sostenibili che possano invertire il trend crescente delle curve di incidenza e mortalità.

Il convegno ha quindi un triplice scopo: anzitutto quello di portare in Romagna l’esperienza di un centro di eccellenza in questo campo al fine di cogliere spunti per il miglioramento del percorso di diagnosi e cura del paziente affetto da patologia pancreatica. In secondo luogo, definire le tracce future per affrontare in modo efficace ed efficiente, anche in termini di risorse, uno spettro di patologie che ha un notevole impatto economico e sociale e, infine ma non meno importante, verificare la possibilità di avviare ricerche scientifiche condivise con l’ospedale San Raffaele in un ambito così complesso e delicato.

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