Un pezzo della storia agraria di Forlì appeso ad un muro di Bogotà

Il marchio medagliato reca al centro il “Polivomero”, aratro copriseme da lui inventato. L’attrezzo è circondato da un serto di luppolo e da spighe d’orzo

Bogotà e Forlì hanno l’accento tronco in comune. Inoltre, stando a una singolare testimonianza fotografica, in un locale si può trovare un’immagine che si vede in questa foto, scattata appunto nella capitale sudamericana. Si tratta del “logo” dell’Agenzia di macchine e strumenti agrari di Gaetano Pasqui di Forlì, altrimenti noto come pioniere della birra artigianale italiana. L'immagine è incorniciata in un muro  di una pizzeria con forno a legna nota con l’acronimo “D.q.m.” (“Da quei matti”), che si trova a Usaquén.  L'hashtag “Romagna nel cuore” è stato aggiunto da chi si è accorto di questo quadretto particolare, in Colombia per motivi di studio.

Il marchio medagliato reca al centro il “Polivomero”, aratro copriseme da lui inventato. L’attrezzo è circondato da un serto di luppolo e da spighe d’orzo (segno che l’amore per la bevanda era sempre fortissimo). Inoltre, in cima, fanno capolino il leone e l’unicorno, traccia inequivocabile del premio che il forlivese vinse a Londra nel 1862 per la sua birra

L’agronomo forlivese, oltre a preoccuparsi di invenzioni agrotecniche e di sperimentare colture allora “esotiche” (arachide, luppolo, barbabietola da zucchero), avviò la “Premiata Fabbrica di Birra Gaetano Pasqui – Forlì” che produsse decine di migliaia di bottiglie all'anno. Si trattava di un piccolo impianto attivo tra il 1835 e il 1879 nella prima periferia della città. Essendo fuori “dai giri” non si è mai trasformato in una realtà puramente industriale nonostante numerosi premi e presenze anche all’estero. Questa sua storia particolare e ancora non del tutto nota ai romagnoli è raccontata ne “L’uomo della birra” (CartaCanta, 2010), saggio scritto da Umberto Pasqui che, sette generazioni dopo l’avo Gaetano, con i parenti ha ridato vita a questa storia avviando la produzione di birre dedicate al birraio di Forlì che il 14 novembre scorso avrebbe compiuto 210 anni.

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