Unione dei Comuni, ora si prepara lo statuto

Giovedì pomeriggio i sindaci delle amministrazioni del distretto forlivese hanno incontrato le segreterie dei sindacati confederali CGIL, CISL e UIL

I Sindaci del comprensorio, in una precedente occasione

Giovedì pomeriggio i sindaci delle amministrazioni del distretto forlivese hanno incontrato le segreterie dei sindacati confederali CGIL, CISL e UIL, accompagnati dai responsabili di categoria della funzione pubblica. Tema: l’Unione dei Comuni e gli impegni futuri. I sindaci hanno ribadito la volontà di proseguire lungo la via di un’Unione a 15, come anticipata dall’evento del maggio 2012, capace, tanto di costituire un’efficace base per una rete di servizi più vicini al cittadino, quanto di dar seguito alle ulteriori ipotesi di unioni rafforzate già previste dalla legge per i Comuni più piccoli.

Il testo della delibera, che dovrà passare in tutti i consigli entro il 20 febbraio, prevede inoltre, in modo esplicito, un appoggio dell’Unione ai Comuni intenzionati a fondersi. Le organizzazioni sindacali nell'esprimere apprezzamento rispetto alla scelta compiuta dai sindaci del territorio forlivese, ritengono necessario avviare un articolato confronto nel merito, che riconosca ai processi dell'Unione dei Comuni la finalità di garantire una maggiore qualificazione della Pubblica amministrazione, attraverso percorsi di semplificazione e di “presa in carico” dei bisogni dei cittadini, dentro ad una logica di valorizzazione delle professionalità dei lavoratori pubblici.

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I sindaci hanno confermato la volontà di aprire tavoli propositivi di confronto col sindacato sia sulla questione dello statuto, condizione in dispensabile per il decollo dell’Unione, in vista della specifica organizzazione dei servizi che saranno, per il momento, messi in comune: oltre all’informatica, la protezione civile, la polizia municipale e il comparto sociale. Soddisfazione è stata espressa da entrambe le parti per una scelta che, se condotta a termine positivamente, qualifica e rende più compatto il territorio forlivese. Una scelta eccezionale rispetto alle politiche seguite dagli altri capoluoghi di provincia emiliano-romagnoli.

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