Sofferto ok in Consiglio al piano da 32 milioni per Medicina. Il sindaco: "Amministrare è correre dei rischi"

Aspro dibattito in Consiglio comunale, lunedì pomeriggio, sul piano da 32 milioni di euro, spalmati per vent'anni , che permetterà la facoltà di Medicina e chirurgia a Forlì, con mille presenze in più tra personale e studenti

Aspro dibattito in Consiglio comunale, lunedì pomeriggio, sul piano da 32 milioni di euro, spalmati per vent'anni , che permetterà l'insediamento della facoltà di Medicina e chirurgia a Forlì, con l'arrivo, a regime, di circa mille persone gravitanti intorno al progetto, tra studenti (600), docenti e personale collegato. In particolare il Comune, con una delibera del Consiglio comunale, si è impegnato a finanziare per un massimo di 11 milioni e 250mila euro, sempre ripartiti su vent'anni, l'insediamento di Medicina. 

Zattini: “Delibera di importanza epocale”

E' il sindaco Gian Luca Zattini, in apertura di Consiglio, a illustrare il progetto nel suo complesso: “E' una delibera di importanza epocale per il territorio, che porta a compimento un percorso di anni di lavoro da parte dell'amministrazione comunale, e arriva dopo una prima fase conflittuale con Ravenna e poi con Rimini”. Il progetto 'Romagna salute', però, per il sindaco trova una soluzione con “due progetti autonomi per la Scuola di Medicina a Forlì e quella a Ravenna” e con una “clinicizzazione che deve essere su tutta l'Ausl unica della Romagna, mediante un progetto definito impropriamente di  un 'policlinico diffuso'”. E anche quando c'è stata la proposta concorrente dell'Università di Ferrara, riassume Zattini, è stato ribadito che “il progetto di Ferrara non è andato avanti non per interferenze, ma perché non è un segreto che una scuola di medicina necessiti di strutture sanitarie in cui operare e l'indirizzo coerente della Regione è che Forlì continui nella sua storia pregressa con Bologna, mentre quando Ferrara ha chiesto di essere appoggiata a cliniche private, poi non presentato alcun documento”. Per cui “non è stata una scelta tra l'una e l'altra, ma l'unico interlocutore vero è sempre stato l'università di Bologna”.

Il progetto finanziario da 32 milioni di euro

Zattini ha quindi spiegato di aver ereditato il progetto finanziario dal sindaco Davide Drei: “Nel passaggio di consegne l'impegno era ben chiaro”. E per il sindaco “la quadra è ormai definita: si parte con 75 posti a Forlì e 75 a Ravenna, ma il rettore ha garantito che presto porterà questo numero a 100. Il percorso deve avere solidità economica e la ricaduta sul territorio sarà  di mille presenze in città in più. L'arrivo di medicina era un obiettivo inimmaginabile solo 30 o 40 anni fa, mentre oggi contiamo un campus con 6.600 studenti che hanno arricchito enormemente la vitalità della nostra città”. L'investimento territoriale previsto è 32 milioni di euro per vent'anni. Dice il sindaco: “Inizialmente la preponderanza della spesa era prevista per il Comune, ma oggi viene limitata a 11 milioni e 250 mila euro, circa un terzo del totale, dato che la Fondazione e altri privati si fanno carico di altri 20 milioni e 750mila euro”.

Tecnicamente si precederà con due convenzioni: una tra Università e Fondazioni con i privati, che si farà carico degli stipendi dei professori, mentre una convenzione tra Serinar (su cui transiteranno i fondi del Comune) e Università per altre spese come 2,5 milioni di euro di infrastrutture e  200mila euro di apparecchiature. “Il Comune metterà a disposizione l'ex camera mortuaria nel perimetro dell'ospedale Pierantoni, che sarà ristrutturata, mentre al terzo piano del padiglione Valsalva saranno ricavate alcune sale e laboratori. Nella fase iniziale da ottobre 2020 si utilizzeranno anche alcune aule del campus”.

“Amministrare è correre dei rischi”

Lo spauracchio dietro la delibera è la recente sentenza della Corte dei Conti che ha colpito il consiglio comunale di Bertinoro che approvò fondi per il centro universitario di quel comune, ritenuti poi illegittimi dalla Corte, che ha condannato i consiglieri a rifondere il denaro pubblico. In sostanza, per la magistratura contabile, un Comune non può farsi carico delle spese in capo all'Università e quindi allo Stato. Ma per Zattini non è questo il caso: “Il percorso ha tutte le caratteristiche della linearità. Il rettore ha fatto un interpello all'Avvocatura dello Stato e come  ulteriore garanzia, la componente di spese del Comune sarà tenuta in stand by fino all'arrivo dei pareti, ora si parte con i fondi dei privati”. D'altra parte per Zattini “nell'amministrare si corrono dei rischi, ma questo è un rischio ampiamente calcolato ed è un percorso obbligatorio da fare oggi, dato non è detto che nei prossimi anni si ricreino le stesse condizioni. La Fondazione ha saputo coagulare 20 milioni e 700mila euro. Oggi abbiamo una congiunzione straordinaria”, sempre il sindaco.

“Percorso diverso da Ravenna” 

Conclude Zattini: “Un Comune con un bilancio come il nostro non ha nessun problema a sostenere un investimento che è molto meno dell'un percento del bilancio. Il Comune di Ravenna ha scelto un  percorso diverso, che a mio avviso è conflittuale con l'Università, a Forlì la facoltà di Medicina  entra dal portone principale e non da scorciatoie”.

La delibera da 11 milioni di euro

Tecnicamente, secondo quanto previsto dalla delibera approvata, il Comune di Forlì finanzierà il progetto mediante contributi a Serinar, la società consortile con promuove l'insediamento accademico e i suoi servizi. La prima tranche del finanziamento, di mezzo milione di euro sarà consegnata nell'annualità 2022, a condizione che l'Alma Mater parta con il corso di laurea nell'anno accademico 2020-2021 e ottenga dal ministero il necessario via libera. Nel testo si legge che l'Università si riserva di disattivare i corsi se nel corso del ventennio dovesse venir meno la contribuzione. Il progetto sarà controllato nel tempo da una “apposita cabina di regia, di cui farà parte il Comune di Forlì, per il monitoraggio e la verifica dell'intero progetto e della sua programmazione”. 

Il Pd: “Nessun piano su come saranno spesi i soldi pubblici”

Diversi rilievi sono stati mossi dall'opposizione sulla legittimità della delibera. Il più duro è stato Giorgio Calderoni, ex candidato sindaco di centro-sinistra, che ha bollato la delibera come “un atto di fede al buio”. Così il Partito Democratico, per bocca del capogruppo Soufian Alemani: “Condividiamo l’obiettivo e le finalità ma la delibera così come formulata dall’amministrazione non va nella giusta direzione. Quanto al metodo tutti i consiglieri sono stati coinvolti all’ultimo minuto, con un'unica commissione tenutasi giovedì scorso, per valutare un progetto, da oltre undici milioni di euro, senza che l’amministrazione avesse allegato alcuna relazione alla delibera che esplicitasse e formalizzasse a cosa tali risorse fossero destinate e quali gli interventi necessari. Addirittura, abbiamo saputo solo giovedì che dal 9 luglio c’è un parere di un noto professore di diritto amministrativo in merito a questa operazione”.

Calderoni: "La gatta frettolosa fa i gattini ciechi"

“E’ artificioso e sterile votare oggi una variazione al bilancio per il 2022 senza relazioni tecniche allegate, ad esempio sugli investimenti per le infrastrutture, le bozze di convenzioni redatte da Serinar che indicano con dettaglio come verranno spesi i soldi dei cittadini, e gli eventuali pareri giuridici sull’operazione nel suo complesso. Il rischio è che la fretta e la scarsa attenzione nella conduzione del progetto lascino le attese della nostra comunità insoddisfatte, nonostante un investimento così consistente”. 

Allineato col Pd anche il Movimento 5 Stelle. Così Simone Benini: “Il progetto per noi è un'opportunità e si deve realizzare, ma ci sono dei distinguo pesanti da fare: non abbiamo la possibilità di verificare le convenzioni e non possiamo votare senza la conoscenza degli atti”. Diverse sfumature di Massimo Marchi di Italia Viva è scettico: "Non abbiamo dubbi sul sostegno al progetto, che peraltro è nato quando a guidare la città c'era la precedente amministrazione e in particolare il sindaco Drei. Oggi, ad un passo dal traguardo, non ci si può fermare o tornare indietro. Siamo all'opposizione della giunta Zattini, ma non rinneghiamo le battaglie che abbiamo condotto: vogliamo Medicina a Forlì e in Romagna, l'impatto che questo progetto avrà sul territorio sarà simile a quello che ebbe 30 anni fa l'arrivo di Unibo nelle nostre città. Di fronte a un obiettivo così ambizioso, non ci può essere calcolo politico che tenga. un'opposizione responsabile e costruttiva si deve comportare così”.

Soddisfatto invece Davide Minutillo, capogruppo di Fratelli d'Italia, che in passato aveva espresso posizioni molto critiche: “ Avevamo espresso delle perplessità con richieste di approfondire il progetto, e sono state date delle risposte chiave, tutte le risposte che come forza politica avevamo richiesto”.

L'emendamento del Pd: “Fare come fatto a Ravenna”

Il Pd ha quindi proposto un emendamento per trasformare di fatto la delibera da una variazione di bilancio (più vincolante) in un atto di indirizzo del Consiglio, sulla falsariga di quanto fatto a Ravenna, dove l'atto di impegno al progetto (senza però un'assegnazione di fondi) è stato preso dalla giunta. Pronta è stata la replica di Lauro Biondi (Forza Italia): “Questa delibera, che modifica il piano triennale per il 2022 è già un atto di indirizzo”. Anche il M5S favorevole all'emendamento: “Se facciamo diventare questa una delibera di indirizzo il M5S c'è”. A tutte le perplessità ha risposto infine il sindaco, cercando di calmare gli animi: “Il rettore mi ha assicurato che di queste operazioni ne sono state fatte a centinaia, ci siamo rapportati in sedute plenarie con una trentina di esperti in materia che ci hanno aiutato e abbiamo fatto un percorso assieme”. E conclude: “Quella che poteva essere una festa di tutti, sarà una festa dell'amministrazione Zattini e lo faremo sapere la città”.

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Il voto 

Al voto l'emendamento del Pd è stato bocciato, avendo avuto i soli voti del centro-sinistra e del M5S (Italia Viva astenuta). La delibera non emendata è passata con i voti della maggioranza di  Marchi di Italia Viva, e l'astensione del Pd, che il capogruppo Soufian Alemani ha definito “di astensione benevola”. Il voto in Consiglio comunale finisce nel dossier del consiglio di amministrazione dell'Alma Mater, che martedì delibererà la richiesta al ministero per istituire Medicina in Romagna.

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