Benedetta, tanti fedeli alla veglia di preghiera a Dovadola nella chiesa dove fu battezzata

Padre Brandinelli ha tracciato il profilo spirituale della giovane dovadolese: una persona normale dal punto di vista caratteriale, cresciuta in una famiglia agiata e con la possibilità di avere molte relazioni

La settimana in preparazione alla beatificazione di Benedetta Bianchi Porro, in programma sabato prossimo al duomo di Forlì, sta procedendo seguendo la scadenza degli eventi organizzati e domenica sera a Dovadola era in programma la veglia di preghiera nella chiesa della SS. Annunziata dove la piccola Benedetta fu battezzata appena nata. Il fonte battesimale presente nella cappella dedicata a sinistra dell’ingresso, è un’opera in pietra, ben visibile all’interno dell’ambiente. Il certificato di battesimo affisso al muro ed incorniciato, tratto dal libro dell’archivio parrocchiale, ricorda la data di battesimo della bambina.

Al momento di preghiera hanno partecipato adulti, bambini e molti giovani che dapprima hanno recitato il rosario e poi hanno ascoltato la testimonianza di padre Roberto Brandinelli, dedicata all’attualità della spiritualità di Benedetta. Il frate francescano ha raccontato il suo percorso di fede che si è sviluppato sull’esempio di Benedetta, conosciuta attraverso le sue lettere. "E' la prima volta che parlo di Benedetta in pubblico ed è una figura di grande levatura – ha esordito il frate francescano - perché ha saputo dare la pienezza alla sua vita nella malattia".

Padre Brandinelli ha tracciato il profilo spirituale della giovane dovadolese: una persona normale dal punto di vista caratteriale, cresciuta in una famiglia agiata e con la possibilità di avere molte relazioni. Tuttavia, le difficoltà si presentarono nella salute già da bambina; la tragedia della guerra e i frequenti spostamenti dei genitori per motivi professionali limitarono il mondo delle relazioni di Benedetta che da più grande fu invece ricco di persone intorno a lei.

"II cammino di santità è per tutti e per ciascuno parte dalla propria realtà, che va conosciuta e interiorizzata - ha raccontato padre Brandinelli - e per sintetizzare alcuni aspetti che caratterizzano Benedetta possiamo includere in lei l’umiltà, della quale ne è un esempio, la gratitudine a Dio, l’amore alla natura, una spiccata capacità di tessere relazioni, la preghiera della quale è un esempio nell’assiduità quotidiana. Nella sua interiorità c’è l’abbandono fiducioso in Dio, Benedetta è aiutata dagli amici ad abbandonarsi nelle mani del Signore”, ha concluso il frate francescano.

Nel profilo spirituale di Benedetta padre Brandinelli ha incluso anche San Francesco d’Assisi e la lettera enciclica "Laudato sì" di papa Francesco per l’amore per il creato che Benedetta nutriva sull’esempio francescano e uno stile di vita con un retto rapporto con la natura che deve essere una caratteristica del cristiano come ricordato dal papa. Dovadola ha certamente favorito la nascita di questa attenzione nella bambina: borgo dell’Appennino Tosco-Romagnolo, tappa del cammino di Assisi e meta prescelta nell’eremo di Montepaolo da Sant’Antonio di Padova per il suo raccoglimento spirituale.

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