Tutta la giornata forlivese di Mattarella, tra due ali di bambini e pure i selfie

L'occasione è stato il trentesimo anniversario della morte di Roberto Ruffilli, il senatore della Dc che venne trucidato dalle Brigate Rosse all'interno della sua abitazione di corso Diaz

Dopo oltre sette anni dall'ultima visita di Giorgio Napolitano, era il 7 gennaio 2011, un presidente della Repubblica ha fatto visita alla città di Forlì. L'occasione è stato il trentesimo anniversario della morte di Roberto Ruffilli, il senatore della Dc che venne trucidato dalle Brigate Rosse all'interno della sua abitazione di corso Diaz. Lunedì è stato il giorno della memoria, del 'Mai più terrorismo'. Sergio Mattarella, membro dell'associazione degli amici di Roberto Ruffilli che si formò subito dopo la sua uccisione, ha voluto essere presente nel trentennale, nonostante i fitti impegni romani per tentare di formare il nuovo governo. E dai cittadini di Forlì e di Meldola è arrivato l' 'in bocca al lupo': “Presidente, auguri per le consultazioni” si è levata la voce da qualcuno del pubblico lungo la strada.

I video della visita di Mattarella

VIDEO - L'arrivo a Forlì e l'omaggio a Roberto Ruffilli
VIDEO - L'intervento della studentessa al Teatro Diego Fabbri

VIDEO - Il discorso integrale del presidente Mattarella


Quello di Roberto Ruffilli fu uno degli ultimi omicidi delle Brigate Rosse, ormai deboli, divise e quanto mai fuori dal tempo, sulla soglia degli anni Novanta. Ma la loro capacità di fuoco era ancora forte e si scaricò un sabato pomeriggio del 1988 su un professore universitario forlivese, inerme, da solo in casa, fatto inginocchiare come se venisse giustiziato e non barbaramente ucciso da un branco di criminali. Trucidato come il fratello di Mattarella, quel Piersanti Mattarella anch'egli morto sotto una scarica di armi da fuoco nel 1980, per mano della mafia. Roberto Ruffilli era un uomo mite e semplice, come è stato più volte ricordato nel corso della celebrazione di lunedì mattina. Compassato è stato il momento del ricordo davanti alla casa dell'omicidio. In silenzio Mattarella ha fatto un passo davanti a tutte le autorità al momento della posa della corona d'alloro, sostenuta da due corazzieri in alta uniforme, uno di loro di colore, emblema anche dell'Italia che cambia finanche nei suoi simboli militari. Poi la breve visita nella casa di Ruffilli, ora sede della Fondazione a lui intitolata, ed infine lo scoprimento della targa di intitolazione allo statista forlivese, nell'emiciclo di piazzetta che si apre davanti alla chiesa di Sant'Antonio in Ravaldino. In quel momento prima da parte dei bambini, seguiti dagli adulti, è partito uno spontaneo inno d'Italia cantato senza accompagnamento musicale. Un urlo si è levato forte nel silenzio quando il tricolore è sceso dalla targa di marmo: “Evviva Roberto Ruffilli!”.



 
In una giornata baciata dal sole di aprile, la camminata per corso Diaz in direzione del teatro è stata sicuramente piacevole per il Capo dello Stato, tra lo sventolio delle bandierine in mano a 400 bambini delle scuole elementari forlivesi. Rimbalzando da un lato all'altro del corso, Mattarella ha salutato tutte le scolaresche, stretto le mani agli insegnanti. Ed anzi, quando un gruppo di studenti di scuola media richiamano la sua attenzione, dopo che era passato già avanti di qualche passo, al grido 'Presidente, ci siamo anche noi, venga qui', il Presidente della Repubblica non esita a fare marcia indietro, con tutta la coda del suo staff, e va a stringere le mani degli studenti che gliele tendedono. E i selfie? Non si è sottratto neanche a quelli, davanti al teatro Diego Fabbri.

Il saluto religioso era stato già dato da Quinto Fabbri, nella parrocchia di Ravaldino, alle 9 di mattina: “Ruffilli ha mostrato come essere persone costruttive, vorrei che i laici prendessero esempio da lui, un uomo che si è donato". In teatro, invece, c'è stato il saluto laico, con le autorità: il sindaco Davide Drei, il presidente della Fondazione Ruffilli, Pierangelo Schiera e una studentessa del Liceo Classico, Martina De Rosa, che ha tradito l'emozione di quel palco e di parlare a nome di una generazione che quando Ruffilli venne trucidato non era neanche nata. Proprio alle nuove generazioni Schiera si è rivolto: “Prendete questo fuoco e ravvivatelo”. Dotto – e a tratti noioso – l' “Elogio alla riforma” di Massimo Cacciari, mentre il Presidente è riuscito ad andare più al cuore, quando ha fatto riferimento all'intervento della studentessa e ha contrapposto il carattere mite di Ruffilli alla violenza assoluta dei brigatisti. “Acuta intelligenza”, “trasparenza”, “ironia”: sono le parole con cui Mattarella ha definito Ruffilli, amico e vecchio compagno di partito.

Poco prima di mezzogiorno il Capo dello Stato è salito sull'auto del Quirinale alla volta di Meldola, che per la prima volta nella storia dell'Italia unita riceve il massimo vertice delle istituzioni dello Stivale. Mattarella ha visitato l'Irst, l'Istituto romagnolo di ricerca e di cura dei tumori. Ha ascoltato medici e a chi lo ha ringraziato ha prontamente replicato: “Sono io che ringrazio voi per quello che fate”. Mattarella ha posato la prima pietra per la futura radiofarmacia annessa all'Irst, vale a dire il laboratorio di preparazione dei radiofarmaci necessari per debellare i tumori. Anche qui, nel piazzale, un bagno di folla e di bambini delle scuole, per poi prendere dritto la strada per l'aeroporto  Ridolfi intorno alle 13 di lunedì.

Speciale Mattarella a Forlì e a Meldola

LA DIRETTA: LA GIORNATA FORLIVESE DEL CAPO DELLO STATO
VISTO DA VICINO: MATTARELLA TRA DUE ALI DI FOLLA, BIMBI E SELFIE
IL RICORDO: "PERSONA MITE, ACUTA E IRONICA"
LA VISITA ALL'IRST: "VI RINGRAZIO PER QUELLO CHE FATE"
IL GOVERNATORE BONACCINI: "LA SUA LEZIONE E' PIU' ATTUALE CHE MAI"
FOTONOTIZIA: LO STRISCIONE DEGLI STUDENTI

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