Bullismo, spaccio ed emergenze: l'app della Polizia fruibile anche dai non udenti

Si chiama YouPol e molti già l'hanno scaricata sul proprio smartphone. Si tratta dell'applicazione della Polizia di Stato che permette di segnalare - anche anonimamente - episodi di bullismo, spaccio di droga o anche emergenze

La presentazione dell'app con un'esperta nella Lingua dei segni italiana (Lis)

L’applicazione YouPol della Polizia di Stato contro bullismo e spaccio di sostanze stupefacenti, diventa facilmente utilizzabile anche da persone con deficit uditivi. All’App, scaricabile gratuitamente dalle piattaforme di Apple store e Play store, è stato aggiunto un supporto grazie al quale l’utente, già in fase di registrazione, potrà spuntare la casella indicante “sordo ai sensi della L. 381/1970 e s.m.i., L. 95/2006”. La sala operativa che riceve la segnalazione saprà quindi che, per comunicare eventualmente con la persona che sta effettuando la segnalazione, non dovrà utilizzare un sistema vocale.

COME FUNZIONA L'APP YOUPOL: IL VIDEO ILLUSTRATIVO

L’applicazione della Polizia di Stato garantisce la georeferenziazione, cioè la localizzazione esatta e immediata del dispositivo segnalante (smartphone o tablet) e del luogo interessato dall’evento, in collegamento diretto con la sala operativa delle questure. Sui profili social della Polizia di Stato è presente un video-comunicato nella Lingua dei segni italiana (Lis), realizzato da personale sordo dell’associazione “Emergenza Sordi APS”, in cui viene illustrato il funzionamento di YouPol alle persone sorde.

YOUPOL PER SORDOMUTI: IL VIDEO

La novità è stata presentata dal dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, Stefano Santandrea, alla presenza del presidente della delegazione provinciale dell’Ente Nazionale Sordi, Rinaldo Quaranta, assistito da un interprete. "L’applicazione - spiega Santandrea - evidenzia la volontà della Polizia di Stato di superare le difficoltà comunicative connesse alla problematica degli utenti sordi, che ora potranno inoltrare segnalazioni di richiesta di soccorso mediante messaggistica, localizzandosi in una mappa con la precisione del GPS del loro smartphone, anche inviando fotografie dei luoghi e del contesto in cui si trovano, ovvero, nel caso siano vittima di reato, anche fotografie delle persone o dei veicoli in qualche modo pertinenti i fatti accaduti o in via di accadimento. La segnalazione giunge immediatamente, con la tempistica di un sms, alla consolle della Sala Operativa della Questura, ove un segnale acustico richiema l’attenzione dell’operatore 113, che immediatamente dirotta nel luogo segnalato i soccorsi richiesti".

"Di estrema importanza è che l’utente, dopo avere scaricato l’app, non resti anonimo ma si registri con il suo nome e cognome e con il suo riferimento telefonico, cosi da poter ricevere le notifiche push relative alla presa in carico della segnalazione e soprattutto consentire alla Polizia di Stato di avere piena contezza dell’interlocutore", conclude il dirigente. Il presidente provinciale ha manifestato la sua soddisfazione per l’attivazione di questo servizio, e a breve verrà organizzata una apposita conferenza con gli utenti interessati, al fine di rappresentare e diffondere il servizio e rispondere ad eventuali dubbi o domande sulle modalità di utilizzo ottimale del servizio.
 

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