Abbigliamento, continuano le chiusure: "Prezzi 'sleali' dai giganti dell'e-commerce, serve una web tax"

A lanciare l'allarme è Roberto Vignatelli, presidente di Federmoda Forlì-Cesena e vice presidente di Federmoda Emilia Romagna

"I dati sono sconfortanti: negli ultimi sette anni e mezzo, dal 2011 al I semestre del 2019, hanno chiuso in Italia 50.000 punti vendita del solo dettaglio moda, a fronte di 25.290 nuove aperture. La nostra provincia di Forlì-Cesena non fa eccezione". A lanciare l'allarme è Roberto Vignatelli, presidente di Federmoda Forlì-Cesena e vice presidente di Federmoda Emilia Romagna. "I motivi - illustra - sono indubbiamente molteplici ed articolati, ma possiamo affermare con sicurezza che molti dei problemi che affliggono i negozi al dettaglio “tradizionali” derivano dal dover giocare la difficile competizione di mercato con players che non soggiacciono alle stesse regole".

"I giganti dell’e-commerce ad esempio possono praticare infatti una concorrenza sul prezzo che possiamo indubbiamente definire “sleale”, giovandosi di un vantaggio competitivo derivante dal fatto di sottostare ad una pressoché inesistente tassazione degli utili d’impresa rispetto all’enorme carico fiscale che grava invece sul piccolo dettagliante - continua Vignatelli -. E poi qualcuno immagina di risolvere i problemi economici italiani con le lotterie sugli scontrini e l’incentivazione dell’utilizzo della moneta elettronica, sottintendendo a questo ragionamento che lì è annidato il male della nazione. Non possiamo più accettare simili offensive illazioni. Si pensi invece ad istituire una web tax seria che faccia finalmente giustizia e ristabilisca gli equilibri di mercato".

"Anche i Factory Outlet Center beneficiano di una posizione di privilegio data anche da una normativa lacunosa, a volte con la complicità delle Regioni: da mesi stiamo chiedendo alla Regione Emilia Romagna un intervento – così come legiferato dalla Regione Toscana e più recentemente dal Lazio - che vada a regolamentare gli outlet in una logica sia di chiarezza verso il consumatore sia di parziale ripristino della tanto auspicata “par condicio” con i piccoli dettaglianti, ma ad oggi ancora nessuna risposta. Attendiamo fiduciosi".

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