Il matrimonio dei cieli tra Bologna, Forlì e Rimini, non si farà. Lo ha deciso il consiglio d'amministrazione di Sab, la società di gestione dell'aeroporto "Marconi" di Bologna, ponendo definitivamente la parola fine sul progetto di sistema regionale degli aeroporti. Una scelta che avrà un impatto molto rilevante soprattutto sull'aeroporto di Forlì, la cui società di gestione, la Seaf, verrà messa in liquidazione tra pochi giorni poichè non ci sono più le condizioni economico-finanziarie per proseguire l'attività.
I sindacati hanno già avanzato le loro richieste e precisano di volerela ricollocazione del personale attualmente impiegato allo scalo, come impegno prioritario dei soci di Seaf (Comune, Provincia, Regione, Camera di commercio). Le prime reazioni politiche sono da parte del PdL, che lamenta che "in otto anni sono stati spesi 40 milioni di euro".
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Anche per Rimini la situazione non appare essere tanto più rosea. Tra le motivazioni che hanno portato al 'no' bolognese all'alleanza dei cieli con i due aeroporti romagnoli, infatti, c'è che Aeradria (società di gestione del "Fellini") presenta un'esposizione molto elevata nei confronti delle banche, il che non offre le garanzie necessarie a Bologna per compiere l'investimento. Tuttavia, il sindaco di Bologna Virginio Merola, mentre è categorico sul Ridolfi, per il Fellini si limita ad un "vedremo", in attesa di nuova documentazione.
Bocche cucite sul versante istituzionale. Di certo si sa solo che venerdì l'assemblea dei soci di Seaf deliberarà il primo passo verso la definitiva liquidazione, che dovrebbe avviarsi a tutti gli effetti con una successiva assemblea dei soci nei prossimi giorni. Lo ha annunciato lo stesso sindaco di Forlì Roberto Balzani.









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fabio questi purtroppo sono i politici che noi Forlivesi ci meritiamo.....