"Bando di vendita per le Terme di Castrocaro: tutelare il patrimonio"

Lo mettono in evidenza i sindacati che hanno “già avuto modo in tutte le sedi di esprimere grandi perplessità in merito all’ipotesi di vendita

Potrebbero esserci importanti novità in merito al futuro dello stabilimento delle Terme di Castrocaro. “E’ infatti di grande interesse e merita attenzione, la discussione all'ordine del giorno riferita a vincoli di tutela che ostacolerebbero la vendita di beni quali Padiglione delle Feste, Parco e Grand Hotel, che pur trattandosi di beni di proprietà di  una società per azioni sono nei fatti patrimonio della comunità e quindi non vendibili”. Lo mettono in evidenza in una nota Cgil, Cisl e Uil congiuntamente a Filcams, Fisascat e Uiltucs di categoria del settore Termale.

I sindacati hanno “già avuto modo in tutte le sedi di esprimere grandi perplessità in merito all’ipotesi di vendita di tali patrimoni, chiedendo in più occasioni per quali motivi non si potesse ragionare di uno scorporo dei beni sottoposti a vincolo che potrebbero rimanere di proprietà pubblica dagli stabilimenti che invece potrebbero essere ceduti al privato in cambio d’investimenti produttivi per la comunità e finalizzati all’accrescere la qualità del turismo termale, dell’occupazione diretta e del suo indotto”.

“A questa domanda – si legge nella nota - non vi è mai stata una chiara risposta, crediamo quindi che questa sia l’occasione per approfondire tale tema, e che nessun bando possa essere effettuato fintanto che non si determini chiarezza in merito sia alla tutela di tale patrimonio che del piano industriale che dovrebbe stare alla base della vendita. Alla luce dell'avvio del percorso votato dal consiglio comunale nella seduta di giovedì 31 gennaio 2013, come CGIL CISL UIL unitamente alle categorie del commercio, Filcams, Fisascat e Uiltucs, abbiamo chiesto in più occasioni, anche pubbliche, all’amministrazione comunale di essere informati dei contenuti del bando, ad oggi ancora non vi sono risposte chiare né per la cittadinanza né per i lavoratori, che tutt’oggi soffrono la condizione di un settore fortemente condizionato dalla crisi e di un imprenditore che, in attesa di una risposta alla sue richieste, a dire il vero effettuate già da tempo, investe solo in ciò che gli è funzionale erogando così servizi minimi rispetto all’attività termale classica che tutt’ora resta come business per il territorio”.

“Ribadiamo quindi che sarà dunque necessario entrare nel merito della definizione del bando di vendita  individuando tutte le clausola sociali a tutela dei lavoratori e della storia contrattuale, preservando inoltre l'aspetto relativo ai beni comuni, come il Padiglione e il Parco termale e facendo si che le acque rimangano pubbliche anche nel loro utilizzo, cosi che la concessione possa per il futuro dare l’opportunità a tutti i soggetti che nel territorio vogliano investire. Ad oggi nessuna chiara risposta seppur tutto il territorio castrocarese e i lavoratori direttamente coinvolti dello stabilimento continuano a chiedere quale sarà il loro futuro? - concludono i sindacati - Crediamo che oltre all’assemblea pubblica proposta dal sindaco, sia necessario l’apertura di un tavolo di confronto tra soci pubblici, associazioni a tutela dei beni storici e culturali, sindacati e categorie economiche, per non svendere le Terme “Colosseo” di Castrocaro, e dare un futuro  alla Città ed ai Lavoratori”.

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