Produzioni agricole testate all’Irst, ecco la nuova sfida per la salubrità degli alimenti

La costituzione del primo Bio-Distretto forlivese si configura come un passo innovativo e di assoluto rilievo

Nasce ufficialmente, con la firma sul Protocollo d’Intesa apposta sabato mattina al Mercato di Campagna Amica di viale Bologna 75, il primo Bio-Distretto economico-agricolo dell’area Forlivese. A siglare l’atto che istituisce il Bio-Distretto della Val Bidente e dell’Alta Val Rabbi, Coldiretti Forlì-Cesena (cui si deve il coordinamento del processo di costituzione attraverso la responsabile provinciale Donne Impresa Lisa Paganelli) le aziende agricole del territorio, che hanno aderito al Codice Etico del Bio-Distretto e i sindaci di Meldola, Civitella di Romagna, Galeata, Santa Sofia e Premilcuore, decisi a collaborare con specifiche azioni finalizzate alla valorizzazione, in chiave sociale, agricola, economica e turistica, di quest’area geografica delimitata e vocata alle produzioni  biologiche e di montagna.

La materia è nuova, per quanto riguarda la Romagna e indubbiamente affascinante. Le cose funzionano così: un gruppo di aziende agricole mette in campo produzioni alimentari biologiche i cui effetti sull’uomo vengono testati all’interno dell’Istituto allocato a Meldola sulla base di un protocollo etico sottoscritto sia da Irst che dai quattro comuni bidentini. Con risultati incoraggianti, come spiega la dottoressa Patrizia Serra, medico e ricercatrice che guida la parte scientifica del progetto: "Abitualmente all’ Irst testiamo farmaci, in questo caso lo facciamo con gli alimenti, prestando attenzione anche a provenienza, qualità e modalità di cottura. Stanno assumendo continuativamente gli alimenti i nostri stessi ricercatori, seguendo una dieta specifica per un periodo di trenta giorni. Le risultanze della sperimentazione presto saranno disponibili”.

E’convinto della bontà della iniziativa anche il professor Dino Amadori: Spesso si parla di prevenzione, in questo caso siamo certi di farla realmente e non solo nei confronti del cancro ma anche di altre malattie. Il test verrà allargato alle suore Clarisse di clausura di Rimini, che vivono in un ambiente protetto e particolare. Pubblicheremo i risultati della ricerca su importanti riviste scientifiche”. Soddisfatti gli amministratori pubblici presenti, convinti della efficacia del progetto  sulla salute dei concittadini e della positiva prova “di squadra” offerta dalle istituzioni locali.

Commenta il direttore di Coldiretti Cleto Malara: "Nel nostro territorio abbiamo eccellenze formidabili come Irst, quando riusciamo a mettere a rete vocazioni e professionalità diverse non siamo secondi a nessuno. Questa iniziativa lo dimostra attraverso la disponibilità delle amministrazioni comunali e apre la strada per altre battaglie che ci aspettano come quella sulla tracciabilità degli alimenti. Siamo impegnati a raccogliere un milione di firme da proporre alla Comunità Europea, facciamo appello a tutti i cittadini afiinchè ci sostengano in questo sforzo".

Cosa significa concretamente “Bio-Distretto”

In Italia i Bio-Distretti stanno pian piano nascendo, ma ancora oggi, pur rappresentando a tutti gli effetti una risorsa di grande importanza per la promozione del  territorio locale e delle sue eccellenze agricole, culturali e ambientali, sono in numero piuttosto esiguo. Ecco, dunque, perché la costituzione del primo Bio-Distretto forlivese si configura come un passo innovativo e di assoluto rilievo.

"Il Biodistretto Economico - Agricolo Val Bidente e Alta Val Rabbi si caratterizza – ha spiegato Lisa Paganelli - come un “circuito economico agricolo locale e sostenibile frutto della cooperazione tra produttori agricoli, imprenditori, istituzioni pubbliche e private, associazioni di promozione sociale e culturale, parchi ed aree protette, imprese del turismo, del commercio e dell’artigianato che condividono un progetto comune di valorizzazione del territorio".

Attraverso la creazione di nuovi modelli organizzativi e buone prassi, si punta quindi a fare dell’agricoltura, quella vera che opera nel pieno rispetto dell’ambiente e della sicurezza alimentare, un volano dello sviluppo economico dell’intero territorio.  Il Progetto, sposato convintamente da Coldiretti, si concretizza nella partecipazione di diversi produttori agricoli del territorio del biodistretto, al nuovo mercato di Forlì (viale Bologna 75), vetrina in città e simbolo dei valori chiave di Campagna Amica e della rete a km0.

“Voglio sottolineare il grande sforzo, non solo logistico, profuso dalle aziende agricole che hanno aderito al Distretto sposandone il Codice Etico - ha affermato il direttore Coldiretti Forlì-Cesena Anacleto Malara - uno sforzo che, come Organizzazione, abbiamo supportato con convinzione”. "La creazione di un circuito economico agricolo locale e sostenibile - gli ha fatto eco il Presidente Coldiretti Forlì-Cesena Massimiliano Bernabini - è possibile solo mediante la cooperazione tra produttori agricoli, imprenditori, istituzioni e amministrazione pubblica, attraverso l’implementazione di nuovi modelli organizzativi che generano per i territori un ventaglio di opportunità e di strumenti per un rinnovato sviluppo economico, anche grazie alla disponibilità di strutture, strumenti competenze e servizi”. 

I capisaldi del Bio-Distretto

Il protocollo d’intesa sancisce una collaborazione tra le amministrazioni comunali e Coldiretti, partendo dal riconoscimento condiviso di un Codice Etico, con l’obiettivo di sviluppare azioni determinate di promozione economica, sociale e  territoriale. Nel Comune di Santa Sofia ci sarà la creazione e tutela della filiera della fauna selvatica, utilizzando strutture già presenti sul territorio (Macello Comunale di Santa Sofia), enti locali (Parco Foreste Casentinesi), con lo scopo di creare valore di filiera e regolamentare la diffusione incontrollata della fauna selvatica con la collaborazione del Corpo Forestale e di personale specializzato.

Nel Comune di Galeata è prevista la creazione di un circuito che valorizzi il patrimonio storico del territorio, in collaborazione con gli altri Comuni e le Pro-Loco locali. Gli itinerari e gli eventi coinvolgeranno le strutture già presenti sul territorio ed incentivaranno l’apertura e lo sviluppo di nuove attività turistiche. Nel Comune di Civitella di Romagna è prevista la creazione di un progetto pilota che si basa sull’utilizzo dei prodotti agricoli locali nelle mense scolastiche. Verranno inoltre svolte giornate informative per bambini e genitori oltre che giornate dedicate alle attività pratiche presso fattorie didattiche e aziende agricole. A tal proposito è stata consegnata una targa al presidente Capacci, della Scuola Materna Parrocchiale di Cusercoli, a ringraziamento per la collaborazione e l’importante ruolo svolto che ha portato alla buona riuscita del Progetto Irst “Agricoltura biologica e simbiotica: effetti sul microbiota umano” realizzato tra il 2018 e 2019.

Nel Comune di Meldola è programmata la creazione dell’immagine istituzionale del progetto, grazie alle strutture già presenti sul territorio (Irst, Istituto Davide Drudi) mediante convegni, seminari, comunicati stampa sulle attività promosse dalla rete dei Comuni (a tal proposito si ricorda lo studio interventistico già avviato dall’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (IRST) in collaborazione con Università di Bologna, Consorzio Eco-Simbiotico e Coldiretti Forlì-Cesena, finalizzato ad analizzare gli effetti sulla salute umana del consumo di prodotti provenienti da agricoltura biologica e simbiotica del Bio-Distretto). Ottimizzare la qualità dei servizi ambientali adottando politiche attive per la tutela dell’ambiente e dell’acqua.

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