Arrivano le bollette di Alea, costi triplicati per i commercianti. Confcommercio: "Ennesima stangata"

“Sono sempre più numerose le attività che lamentano difficoltà nei confronti di Alea, anzi è veramente difficile trovare una impresa che possa testimoniare un livello di soddisfazione sufficiente"

“Sono sempre più numerose le attività che lamentano difficoltà nei confronti di Alea, anzi è veramente difficile trovare una impresa che possa testimoniare un livello di soddisfazione sufficiente rispetto al servizio offerto”: è la denuncia che arriva da Alberto Zattini, direttore di Confcommercio di Forlì. 

“La ragione è molto semplice: sta nei numeri. Riporto – aggiunge il Direttore Zattini -. Facciamo tre esempi reali di nostre imprese associate nel Forlivese”. Dagli esempi emerge che un negozio di frutta e verdura del territorio forlivese già con le prime due rate ha corrisposto per la Tari 2019 un totale di 4.208,12 euro (deve ancora arrivare il conguaglio finale al 31 dicembre) mentre per la Tari del 2018 aveva corrisposto un totale di 1.358 euro. Secondo caso: un ristorante bar che già con le prime due rate 2019 ha corrisposto un totale di 2,937,47 euro per la Tari del 2018 aveva pagato 1.388 euro. Infine una macelleria, ch  pagherà una Tari nel 2019 di 1.681 euro, contro quella di 923 dell'anno scorso, a parità di bidoni e tenendo conto che le macellerie hanno delle proprie ditte per il ritiro degli scarti. “Si tratta dunque di aumenti financo triplicati: irricevibili. Potremmo citare tanti altri esempi e la protesta dei nostri associati si sta estendendo a macchia d'olio. I ristoranti denunciano importi raddoppiati e hanno chiesto una class action contro Alea”, protesta Zattini.
 
“Queste tariffe sono inaccettabili – sottolinea il Direttore Confcommercio Zattini - e bisogna intervenire senza perdere tempo. Alea ha costituito un tavolo permanente con le associazioni per collaborare sulla gestione dei rifiuti, in risposta alle esigenze del territorio. Ora però deve scendere in campo la politica perché questa situazione, quella generata dal cambio di gestore, non può più essere ricondotta solo alla messa a punto del sistema di raccolta o alla gestione delle informazioni oppure alla gestione delle singole tipologie di prodotto. Qualcosa va aggiustato, in fretta perché le imprese locali sono già fin troppo tartassate per riuscire ad accollarsi ulteriori costi, peraltro sicuramente non dovuti". 

"L'assessore Petetta del Comune di Forlì - conclude il Direttore Confcommercio di Forlì Zattini -  ci ha dato la sua disponibilità ad occuparsi di questa tema, cercando di capire quali correttivi introdurre e già dai prossimi giorni il tema deve essere al centro dell’agenda politica dei Comuni interessati. La posizione di Confcommercio sulla tariffa rifiuti è chiara: si deve pagare una tariffa equa, in ragione dei rifiuti prodotti, basta alle stangate contro chi fa impresa”. 

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