Il borsino delle professioni: il settore tessile-abbigliamento-calzature fatica a trovare operai

La disoccupazione è più contenuta nel forlivese-cesenate, pari al 4,8% rispetto all’8,2% del territorio riminese.

Il Rapporto sull’economia della Romagna presentato nei giorni scorsi ha evidenziato per il 2018 e lo scenario di breve periodo, che il mercato del lavoro locale presenta indicatori migliori del dato nazionale e meno performanti rispetto al livello regionale. Mentre il tasso di occupazione è in linea tra le due province considerate (Forlì-Cesena 68,4% e Rimini 68,2%), la disoccupazione è più contenuta nel forlivese-cesenate, pari al 4,8% rispetto all’8,2% del territorio riminese.

La Camera di Commercio ha presentato anche i dati annuali di Excelsior a Roma; il Rapporto mostra che in Italia c’è un forte disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, che lo sviluppo tecnologico sta incidendo sui fabbisogni delle imprese. Sono sempre più richieste ai lavoratori le competenze digitali, per la quasi totalità dei profili (oltre 9 su 10); cresce inoltre la ricerca di profili qualificati. Emerge forte la necessità di far collaborare tutti i soggetti per migliorare la qualità dei servizi di istruzione, formazione e lavoro e il ruolo delle Camere di commercio si profila a garanzia di un’informazione strategica, corretta, aggiornata, puntuale e tempestiva sia sul mercato del lavoro sia sul tessuto produttivo, attraverso il Sistema informativo Excelsior e il Registro delle imprese.

A livello locale l’indagine indica nel periodo febbraio-aprile 2019 una previsione di ingressi di figure professionali (nelle imprese dell’industria, del commercio e dei servizi) in crescita e pari a 22.710, suddivisa in 12.550 a Rimini e 10.160 su Forlì-Cesena (rispettivamente 3.310 e 2.930 nel solo mese di marzo). L’arrivo della stagione estiva fa aumentare in misura più consistente le entrate previste sulla costa. I primi 3 settori in entrambi i territori per numeri di ingressi in marzo sono ‘Servizi di alloggio-ristorazione-turistici’ (1.410 a Rimini e 610 a Forlì-Cesena), ‘Commercio’ (410 e 510) e i ‘Servizi alle persone’ (320 e 320). Su base mensile i flussi previsti a Rimini e Forlì-Cesena pesano in ambito regionale nella misura del 17,5% (14% a febbraio); in Italia gli ingressi programmati ammontano a circa 380.000 in crescita del 14%, di cui il 9,3% in Emilia-Romagna (incidenza in crescita di 0,1%).

Permangono a livello nazionale e locale le difficoltà di reperimento delle figure ricercate dalle imprese che riguardano in tutte le fasce di età il 20% dei casi a Rimini (in calo) e il 27% dei casi a Forlì-Cesena; i più difficili da trovare sono per il mese di marzo i profili nell’area direzione e servizi generali (48% delle richieste a Rimini e 39% a Forlì-Cesena). Gli ‘introvabili o più difficili da reperire rimangono per il 64% dei casi a Forlì-Cesena gli operai specializzati e conduttori di impianti nelle industrie del tessile-abbigliamento-calzature e a Rimini gli operai nelle attività metalmeccaniche richiesti in differenti settori da parte delle imprese per il 54% dei casi.

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I giovani under 30 sono il 24% della domanda di lavoro a Forlì-Cesena e 21% a Rimini (percentuali entrambe in calo rispetto al mese precedente). Le maggiori richieste di giovani forlivesi-cesenati sono nell’Area commerciale-vendita (30%), per le imprese riminesi nell’Area logistica (29%). Gli impieghi proposti sono prevalentemente alle dipendenze con percentuali ancora in crescita(92% a Rimini e 85% a Forlì-Cesena), a termine (oltre 80%), in maggior parte proposti da imprese con meno di 50 dipendenti (79 e 68%) e nel macrosettore dei Servizi (82% e 67%, in forte aumento). La richiesta di laureati è in calo sia a Rimini (7% contro 13 e 10% di gennaio e febbraio) che a Forlì-Cesena (9% dopo l’11% di febbraio e il 10% a gennaio); il fabbisogno di profili high skills ovvero dirigenti, specialisti e tecnici, interessa il 10 e 12% delle assunzioni programmate (Rn e FC), in forte calo e al di sotto del valore registrato a livello nazionale (18%) e regionale.

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