Tracollo del commercio: vendite calate fino al 40%

Dal 1° gennaio ad oggi sono circa 70 gli accordi di cassa integrazione ordinaria e straordinaria, prevalentemente in deroga che riguardano il settore commercio

Negozi sfitti in centro

“Per la prima volta si verifica una situazione di questo tipo nel mondo del commercio, che è sempre stato l'ammortizzatore nella crisi dell'industria”. Lo afferma Maria Giorgini, segretario Filcams Cgil, prima di snocciolare una serie di dati drammatici relativi al settore del commercio forlivese.  Dal 1° gennaio ad oggi sono circa 70 gli accordi di cassa integrazione ordinaria e straordinaria, prevalentemente in deroga che riguardano il settore commercio, per un totale di circa 620 lavoratori interessati.

Questo, spiega Giorgini, non considerando le procedure collettive di mobilità che spesso si svolgono al termine dei percorsi di cassa integrazione e a fronte di chiusura di aziende. ”I nostri uffici hanno aumentato la percentuale mensile di impugnazioni, dall’anno precedente, del 200%, di questi, i licenziamenti individuali sono, al 90%, in aziende sotto i 15 dipendenti. Aumenta inoltre, anche qui in maniera esponenziale, il contenzioso sia in corso di rapporto di lavoro, ad esempio contestazioni disciplinari, sia in chiusura del rapporto di lavoro. Aumenta del 150% la nostra attività relativa al recupero credito, passando, solo per il commercio, da 120 posizioni (dicembre 2011) a 180 a fine novembre 2012”.

I dati parlano chiaro la crisi dei consumi, forte in particolare nel settore extra-alimentare, è responsabile di una parte di questi dati. Le politiche recessive che pesano sul reddito di lavoratori e pensionati e le generali incertezze, hanno determinato la forte contrazione dei consumi non indispensabili. “Ma certamente - continua la sindacalista - bisogna registrare l'effetto negativo della liberalizzazione degli orari commerciali, che ha fatto saltare quel delicato equilibrio tra piccolo e grande commercio, tanto vero che mentre le vendite calano del 11.6% nella piccola distribuzione, nella grande distribuzione il calo è del 2.8% (al terzo trimestre 2012), con picchi fino al 40%. Chi credeva che, all'inevitabile arretramento degli occupati nel piccolo commercio, corrispondesse una crescita occupazionale nei colossi della Grande Distribuzione, oggi dovrebbe riflettere. Il saldo occupazionale del settore è negativo, le uscite (dimissioni, licenziamenti, pensionamenti) sono infatti superiori alle nuove assunzioni”.

“Dal nostro osservatorio è chiaro che, mentre ad uscire sono perlopiù lavoratori e lavoratrici a tempo pieno ed indeterminato, i pochi assunti sono in grandissima parte precari a tempo determinato assunti per pochi mesi, oppure assunti ad orario ridottissimo (da 8 a 20 ore settimanali). - spiegano Giorgini ed il segretario generale Cgil Forlì, Paride Amanti - Diventa quindi ancora più urgente rivedere, al più presto, una normativa sulla deregulation degli orari depressiva sul fronte occupazionale, che riduce la concorrenza e che causa l'innalzamento dei prezzi al consumo”.

Per questo nasce l'email dedicata: soscoomercio@cgilfo.com a cui viene garantita una risposta entro 48 ore, attiva da lunedì, per dare un riferimento ai lavoratori disorientati dalle difficoltà sempre più evidenti del settore, dall’aumento di richieste di flessibilità, di dilazione degli orari e di carichi di lavoro. Ecco il vademecum della Filcams-Cgil per i lavoratori

LE PRIME 10 COSE DA SAPERE:

1. ASSUNZIONE E PERIODO DI PROVA: l’assunzione (compreso il periodo di prova) deve sempre risultare in forma scritta. Il periodo di prova deve essere  retribuito (non gratuito!!!). Se così non è probabilmente stai lavorando in una forma irregolare rischiando oltre che di non essere pagato anche di non essere assicurato! L’azienda ti deve informare e formare in merito ai rischi presenti in azienda e ti deve fornire gli adeguati dispositivi di protezione individuale!!!
2. RIPOSO: la norma prevede un riposo giornaliero di 11 ore tra un turno e l’altro e 1 riposo settimanale di 24 ore di solito coincidente con la domenica. Se la domenica è lavorativa il riposo può essere anticipato alla settimana precedente o a quella successiva, ma và usufruito. La festività non sostituisce il giorno di riposo!!!
3. DOMENICHE: il lavoro domenicale è svolto sulla base del principio della volontarietà,rotazione e con la garanzia del presidio minimo. Pertanto le domeniche lavorate vanno concordate e non imposte! Le domeniche di dicembre sono maggiorate per tutti i lavoratori del commercio di Forlì e Cesena al 45%. Il riposo settimanale, anticipato o posticipato va garantito.
4. LAVORO FESTIVO: il lavoro nella giornata festiva può essere richiesto dall’azienda ma, come lo straordinario, non è obbligatorio. Pertanto il lavoratore può rifiutarsi. Il festivo lavorato da diritto ad una giornata in più di retribuzione mensile  e deve essere maggiorato come straordinario festivo.
5. PAUSA: il lavoratore ha diritto a 10 minuti di pausa ogni 6 ore di lavoro, se non previsti accordi integrativi la pausa di norma non è retribuita!. La pausa fisiologica è sempre un diritto!!!
6. MALATTIA: l’assenza per malattia deve sempre essere immediatamente comunicata. I lavoratori che svolgono attività lavorativa nei giorni festivi e prefestivi, qualora la malattia con inabilità lavorativa inizi nella giornata di sabato, dovranno rivolgersi alla guardia medica per le giornate del sabato e dei giorni festivi o prefestivi.   
7.  RETRIBUZIONE: la retribuzione nel commercio deve essere corrisposta entro il 15 del mese successivo correlata da busta paga. Se non ricevi retribuzione e/o busta paga non aspettare a lungo rivolgiti immediatamente ad una sede sindacale.
8. FERIE E PERMESSI: Le ferie sono 26 giorni all’anno, suddivise di norma su due periodi e devono tener conto delle esigenze dell’impresa e del lavoratore. I permessi sono 104 h annue (88 per le aziende al di sotto dei 15 dipendenti) e vanno usufruiti dai lavoratori in momenti di minor attività.
9. CONTESTAZIONE DISCIPLINARE: se hai ricevuto una contestazione disciplinare devi rispondere entro 5 giorni. La contestazione non può essere generica ma precisa e puntuale. La successiva eventuale sanzione deve essere corrispondente a quanto previsto dal  contratto nazionale. Se ti addebitano rotture, danni, furti o quant’altro non sei tenuto al pagamento rivolgiti subito ad una sede  sindacale.
10. LICENZIAMENTO: l’azienda non può licenziarti senza comunicazione scritta e senza giustificato motivo o giusta causa. Se ricevi una lettera di licenziamento verifica immediatamente con le organizzazioni sindacali il contenuto. Il licenziamento può essere contestato entro 60 giorni dalla lettera di licenziamento ( e non dall’ultimo giorno di lavoro come tanti pensano!!!).

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